Panic selling sulle criptovalute. Quello appena trascorso è stato un fine settimana da dimenticare per tutte monete virtuali a maggiore capitalizzazione quindi Ripple, Ethereum e Bitcoin. Il prezzo di XRP ha registrato un calo a 0,273 dollari, quello di ETH è scivolato fino a 194 dollari e la quotazione del BTC è scesa fino a 6100 dollari. Il nuovo crollo delle criptovalute non è arrivato nell’ambito della fase ribassista in atto da giorni ma bensì al termine di un tentativo di rimbalzo. Prima di finire al centro del sell-off, infatti, Ripple, Ethereum e Bitcoin stavano provando un recupero che, nel caso di ETH, aveva assunto anche caratteri interessanti visto che le quotazioni avevano riagganciato quota 200 dollari. Dopo il crollo, come si evince dai grafici, le valutazioni si sono assestate su valori più normali. Il panic selling che ha interessato Ripple, Ethereum e Bitcoin nel week end si è concluso al termine dello stesso fine settimana. Mentre è in corso la redazione di questo post, infatti, il prezzo del Bitcoin registra un rialzo dell’1,6 per cento a quota 6300 dollari, la quotazione Ethereum avanza del 3,6 per cento a 198 dollari e il valore di XRP è in aumento dello 0,3 per cento a 0,277 dollari. 

In considerazione di quelle che sono le quotazioni di oggi, il bagno di sangue che le criptovalute a più alta capitalizzazione hanno subito nel fine settimana, può essere considerato concluso. Il crollo di BTC, ETH e XRP ha dato la possibilità ai traders rapidi di attivare posizioni long che, alla luce del rialzo poi avvenuto, si sono tradotte in profitti. Aver comprato Bitcoin, Ethereum e Ripple a prezzi così bassi, quindi, è certamente convenuto agli investitori. 

Il recupero, però, non cancella i dubbi. Perchè Bitcoin, Ripple e Ethereum sono crollate di nuovo? Ci sono dei motivi alla basa del panic selling? Uno dei fattori citati dagli analisti per spiegare il forte calo riguarda la decisione della SEC di sospendere temporaneamente il trading su Bitcoin Tracker One ed Ether Tracker One. Il blocco delle attività deciso dalla SEC è stato inaugurato alle 21:30 (UTC) del 9 settembre e avrà termine alle ore 03:59 ADT (circa le 9:59 italiane) di lunedì 21 settembre. Si tratta quindi di uno stop non temporaneo ma abbastanza lungo che certamente non è ben visto dagli investitori. Ma non c’è solo la mossa della SEC, inattesa e poco rassicurante, alla base del crollo di BTC, ETH e XRP. La forte flessione è stata causata anche dalle parole del co-fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin. Il padre di ETH nel corso di una intervista rilasciata a Bloomberg no ha nascosto il suo scetticismo circa l’effettiva possibilità che l’industria blockchain possa andare incontro ad una nuova fase esplosiva. In poche parole Buterin, che non è uno qualunque ma è il numero uno di Ethereum, non ha nascosto il suo scetticismo per il futuro alimentano le voci che da mesi circolano secondo le quali il momento d’oro delle criptovalute sarebbe finito. 

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