Goldman Sachs ha creato un nuovo prodotto per gli operatori criptovalutari

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Goldman Sachs sta per presentare un servizio di dati creato con MSCI e Coin Metrics al fine di classificare le centinaia di monete e token digitali in maniera tale che gli investitori istituzionali possano dare un senso più omogeneo a questa nuova classe di asset.

Ad affermarlo sono gli stessi dirigenti delle tre società. Per Anne Marie Darling, responsabile della strategia clienti per la piattaforma Marquee di Goldman, infatti, “l’ecosistema degli asset digitali si è davvero espanso negli ultimi due anni (…)Stiamo cercando di creare un quadro di riferimento per l’ecosistema degli asset digitali che i nostri clienti possano comprendere, perché hanno sempre più bisogno di pensare al monitoraggio delle performance e alla gestione del rischio negli asset digitali”.

Ma che cosa cambia con le novità di Goldman?

Il nuovo servizio si chiama Datonomy (un gioco di parole che richiama a taxonomy, che è la branca della scienza che si occupa di nominare e classificare il mondo naturale) e vi si può accedere come feed di dati su abbonamento o attraverso Marquee, la vetrina digitale di Goldman per gli investitori istituzionali.

In questo modo, i money manager degli hedge fund e delle società di gestione patrimoniale potranno pensare alle criptovalute in modo più granulare – ha poi continuato la manager di Goldman Sachs – analogamente a quanto avviene per le azioni che possono essere discusse come settori industriali come la finanza o la tecnologia, o come temi come i titoli growth rispetto a quelli value.

Dal canto loro, gli utenti possono attingere al feed di dati per contribuire all’analisi e alla ricerca, nonché al benchmarking delle prestazioni, alla gestione dei portafogli o alla creazione di prodotti di investimento basati su settori quali la finanza decentralizzata, il metaverso, le piattaforme di smart contract o le monete per il trasferimento di valore.

Secondo Tim Rice, CEO di Coin Metrics, i grandi gestori patrimoniali hanno chiesto un “quadro maturo” per comprendere meglio gli asset digitali e discuterne in modo coerente. “Abbiamo organizzato il tutto in modo intuitivo per aiutare i gestori patrimoniali a entrare in questa classe di asset in modo molto più standardizzato“, ha dichiarato Rice. “Questa è la fase successiva per mettere a punto le basi del settore in modo che tutti possano abbracciarlo e che si possa capire quale sarà la prossima direzione del mercato”.

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