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Quando negli Stati Uniti si parla di mercati borsistici, spesso la mente corre a Wall Street, e alla borsa valori di New York (NYSE, New York Stock Exchange) compare come sinonimo di finanza. Ma basta parlare di borsa elettronica per riferirsi, senza indugio, al NASDAQ.

Il NASDAQ è, infatti, la borsa elettronica per eccellenza, e niente impedisce di estendere tale definizione non solamente a tutto il continente americano, ma al mondo intero. Fondata l’8 febbraio del 1971 a New York, è figlia di una decisione della National Association of Securities Dealers (NASD), da cui, appunto, il nome di NASDAQ, acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation (system). Oggi la borsa è di proprietà della NASDAQ Stock Market, società che ne ha acquisito la titolarità in più operazioni tra il 2000 e il 2001.

Nonostante sia nota soprattutto come la Borsa dei titoli tecnologici, in realtà nel NASDAQ sono quotate circa 3.200 compagnie di molteplici settori, e la nomea legata all’high-tech è da riferirsi solo alla natura della fama della borsa, accresciutasi a dismisura durante la recente avventura della new economy. Proprio la new economy è stata croce e delizia del NASDAQ: ad essa si deve infatti la grande crescita ante nuovo millennio; ad essa si deve l’esplosione di una delle più grosse bolle degli ultimi decenni, con conseguente crollo dei titoli quotati.

Oltre ad essere il mercato elettronico più importante degli Stati Uniti, il NASDAQ è anche la borsa elettronica più antica del mondo, con oltre trentasei anni di storia alle spalle. Inizialmente la maggior parte delle transazioni veniva effettuata tramite il mezzo telefonico, e tale situazione andò avanti fino al 1987. Nel mese di Ottobre di quell’anno, in piena crisi di borsa, la Small Order Execution System (SOES) impose l’utilizzo di un metodo elettronico per far sì che gli utenti potessero in ogni momento inoltrare le loro richieste, evitando che l’indisponibilità più o meno volontaria degli operatori al rispondere alle telefonate potesse in qualche modo influire sulle loro volontà.

Il 17 luglio del 1995 per la prima volta l’indice più rappresentativo della borsa valori elettronica, il NASDAQ Composite Index, varcò la soglia dei 1.000 punti. Quasi cinque anni dopo (il 10 Marzo del 2000) il valore dello stesso indice era più alto di oltre cinque volte (5.132,52). Quella data rimarrà un record tutt’oggi imbattuto nella storia della borsa, perché costituirà anche l’inizio del crollo, una lunga discesa che sancirà lo sgonfiamento della bolla dot-com.
In meno di un anno il NASDAQ Composite Index perse la metà del suo valore, toccando i 1.108,49 punti il 10 Ottobre del 2002. Da quel momento in poi iniziò una lenta, nuova, risalita, che non ha comunque portato l’indice ai suoi massimi valori storici: alla fine del 2006 il NASDAQ Composite Index registrava la metà dei punti che aveva a Marzo del 2000.

Il Composite Index non è, inoltre, l’unico indice del NASDAQ. Occorre ricordare l’esistenza di ulteriori indici principali tuttora attivi: come la maggior parte delle borse valori, anche al NASDAQ vi sono parametri relativi ai singoli settori, dalle banche (NASDAQ Bank), all’IT (NASDAQ Computer, il cui valore massimo è stato ovviamente registrato in piena new economy, il 24 marzo del 2000), alla finanza (NASDAQ Financial 100), ai trasporti, alle telecomunicazioni, alle assicurazioni.

Tra gli indici, oltre al Composite Index particolare importanza assume il NASDAQ 100, che include i titoli di cento aziende (statunitensi ma non solo) con un peso ponderato in base al valore di capitalizzazione. A tale indice è riconosciuta una notevole rilevanza, in quanto è in grado di rispecchiare piuttosto fedelmente lo stato di salute dei maggiori gruppi industriali quotati nel NASDAQ: fanno infatti parte del NASDAQ 100 le più importanti compagnie del settore informatico e tecnologico, delle telecomunicazioni, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, del farmaceutico.

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