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Banca Generali investe in Conio, wallet provider su criptovalute

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Banca Generali amplia il proprio presidio sul Fintech investendo in Conio e nel settore delle criptovalute.

Anche Banca Generali non ha resistito alla tentazione di rafforzare la propria posizione sul fintech e, in particolare, sul mondo delle criptovalute. E così, la società ha scelto di lanciare una partnership commerciale acquisendo una partecipazione in Conio, wallet provider che offre servizi di custodia, negoziazione e reporting, soprattutto su Bitcoin.




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Stando a quanto rivelato da una nota dell’istituto di credito, la banca entrerà nel capitale di Conio supportando la crescita della società come investitore principale, all’interno di un’operazione di aumento di capitale sociale valutato 14 milioni di dollari. Al termine dell’operazione Banca Generali disporrà di una partecipazione vicina al 10% di Conio, valutata sui 70 milioni di euro (contro i 40 milioni di euro del funding 2018).

Tuttavia, la partnership – non a caso – è stata definita strategica anche per un altro motivo. Banca Generali si impegna infatti alla distribuzione dei prodotti di Conio all’interno dell’offerta digitale della propria rete, in favore della clientela.

Come spiegato dall’istituto in una nota, il settore delle criptovalute ha oggi raggiunto una dimensione molto importante, con una tendenza in continua crescita. A fine novembre la capitalizzazione di mercato aveva raggiunto i 580 miliardi di dollari, con Bitcoin in grado di costituire circa due terzi del valore complessivo.

Per quanto concerne le motivazioni che hanno indotto Banca Generali a scegliere Conio come destinazione del proprio investimento, l’istituto sottolinea come tra i wallet provider Conio vanti una tecnologia e dei brevetti esclusivi, finalizzati ad assicurare la sicurezza di custodia e la riduzione di rischio controparte, come un sistema di custodia di valute digitali multifirma (con 3 chiavi di sicurezza), che nel prossimo futuro potrà essere esteso a qualsiasi valuta digitale.

Fondata nel 2015 negli USA, oggi Conio serve già più di 150 mila portafogli di criptovalute per clientela italiana.

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