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Aumento pensioni di invalidità? Ora troppo basse, potrebbero essere anticostituzionali

Aumento pensioni di invalidità? Ora troppo basse, potrebbero essere anticostituzionali

La Corte d'Appello ha definito i 286 euro mensili della pensione d'invalidità insufficienti a soddisfare le elementari esigenze di vita

È previsto per oggi il parere della Consulta, chiamata ad esprimersi sulle pensioni d'invalidità, dopodiché, ma non è ancora possibile darlo per certo, sarà il turno dell'esecutivo guidato da Giuseppe Conte, il quale ha già anticipato che il Governo potrebbe decidere di intervenire con una dichiarazione rilasciata al termine degli Stati generali.

"Le pensioni di invalidità sono anticostituzionali? Le aumenteremo" ha detto il presidente del Consiglio "e prenderemo nuovi provvedimenti per non lasciare indietro nessuno, soprattutto chi ha più bisogno".

Per ora a pronunciarsi sulle pensioni d'invalidità è stata la Corte d'Appello di Torino, che ha affermato che i 286 euro mensili previsti non sono abbastanza per garantire il soddisfacimento delle elementari esigenze di vita. Oggi, martedì 23 giugno, arriverà invece il parere della Corte Costituzionale, chiamata anche ad esprimersi sul mancato incremento della maggiorazione sociale dell'importo per chi ha meno di 60 anni e percepisce la pensione di invalidità.

Conte ipotizza il lancio di un pacchetto di provvedimenti

Sulle pensioni di invalidità, come accennato, si è espresso il presidente del Consiglio al termine degli Stati generali che si sono conclusi nella giornata di domenica. Il premier ha già aperto alla possibilità che il Governo provvederà ad aumentare le pensioni di invalidità, ma non solo, ha anche prospettato il lancio di un pacchetto di provvedimenti attraverso il quale si agevolerà l'inserimento sociale degli aventi diritto.

Conte ha infatti dichiarato: "un piano di rilancio rivolto al nostro Paese non può essere realizzato senza tenere conto delle persone con disabilità e senza pensare all'inclusione a tutti i livelli. Tra gli obiettivi strategici riteniamo prioritario quello per un'Italia più equa e più inclusiva".

È stato nel fine settimana che il presidente del Consiglio ha incontrato i presidenti della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish) e della Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità (Fund). Entrambe le federazioni hanno fatto notare che c'è bisogno di interventi mirati all'inclusione delle persone con disabilità, e dal Governo è arrivata una risposta positiva.

Tra le possibilità avanzate dall'esecutivo qualla di un codice da realizzare proprio per le persone con disabilità, che secondo quanto riportato dal sito Trend-online, dovrebbe essere "in grado di restituire l'attenzione per i loro bisogni materiali e non soltanto".

A tal proposito il premier ha dichiarato che "chi necessita di invalidità ha anche bisogni esistenziali, relazionali, formativi, culturali da esaudire attraverso percorsi di vita indipendente".

C'è poi un progetto che è stato già avviato, ma non portato a termine, che riguarda i caregiver. Attraverso questo progetto si punta ad inserire in un percorso di inclusione scolastica e universitaria tutti coloro che percepiscono la pensione di invalidità, con un passaggio successivo che prevede l'inserimento nel mondo del lavoro.

Sull'aumento delle pensioni di invalidità Conte assicura: "sarò io stesso ad occuparmene"

Il primo nodo da sciogliere resta comunque quello dell'importo mensile che viene corrisposto ai beneficiari della pensione d'invalidità. "La questione reclama una reazione immediata e incisiva. Ho voluto conservare la delega alla disabilità per dare il massimo segnale di attenzione" ha detto il presidente del Consiglio "credo al vostro motto 'nulla su di noi, senza di noi'. Ecco perché sarò io stesso ad occuparmene".

Il segnale lanciato dalla Corte d'Appello di Torino insomma sembra essere stato recepito, e allo stesso modo dovrà essere ascoltato il parere della Consulta che si esprimerà appunto nella giornata di oggi.

Secondo la Corte d'Appello "i principi tutelati dalla nostra Costituzione potrebbero scontrarsi con un importo valutato eccessivamente basso delle pensioni d'invalidità, pari a 286 euro al mese in tredici mensilità, cifra che spetta ai mutilati e agli invalidi civili di età superiore ai 18 anni, per i quali è stata stabilita l'inabilità lavorativa totale dietro visita medico sanitaria. Prima che subentrasse la moneta unica la somma era di 234.000 lire, sempre 13 mensilità".

Tra l'altro non bisogna dimenticare che all'invalido civile sono destinati meno benefici di quelli destinati invece a chi beneficia dell'assegno sociale, destinato a tutti i cittadini di età superiore ai 66 anni che hanno determinati requisiti reddituali.

Il giudice della Corte d'Appello di Torino ha osservato che tra le due condizioni vi è una sostanziale similitudine. Poi c'è anche un'altra questione, quella dell'incremento dei benefici riconosciuti a quegli invalidi civili che ricevono anche la pensione in quanto di età superiore ai 60 anni.

Secondo il giudice si tratta di una cosa "irragionevole" in quanto penalizzerebbe gli invalidi civili che non hanno ancora compiuto i 60 anni, ma che sono comunque in condizioni di gravissima disabilità, e dunque privati di qualsivoglia possibilità di produrre degli utili ed avere una fonte di guadagno.

Attualmente la pensione di invalidità prevede il riconoscimento di un assegno ordinario destinato a coloro che risultano portatori di una invalidità superiore al 67%. Per poter aver diritto alla pensione di invalidità si deve aver versato almeno 5 anni di contributi, 3 anni dei quali devono essere stati necessariamente versati nel quinquennio che precede la domanda di pensione di invalidità, riservata ai dipendenti delle aziende private.

Per trasmettere tutte le informazioni socio economiche relative alla richiesta della pensione di invalidità, il richiedente con età compresa tra i 18 ed i 67 anni di età, può utilizzare il modello Inps AP 70.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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