Arriva la tassa sui conti correnti postali e bancari. A dicembre addebito diretto di 34 euro, ma si può evitare?

L’addebito dell’imposta di bollo avviene puntualmente ogni anno nel mese di dicembre, e riguarda tutti i conti correnti postali ed ovviamente anche i conti correnti bancari, ma con alcune eccezioni.

In alcuni casi infatti l’imposta di bollo non è dovuta, e quindi non viene addebitata. In genere, anche se non sempre, il contribuente non deve fare nulla per non pagare la tassa se la stessa non è prevista nel suo caso, ma da cosa dipende esattamente? In teoria si tratta di una tassa che colpisce i rapporti bancari e postali di ogni tipo, da quelli personali a quelli aziendali, e da esse deriva un gettito per milioni di euro ogni anno.

Si tratta di una tassa che è stata introdotta nell’ormai lontano 1972, e che è stata più volte modificata nel corso degli anni seguenti. L’imposta di bollo sui conti correnti riguarda da sempre tutti i titolari di un conto, che sia postale o bancario non fa differenza, ed il suo importo è di 34,20 euro per le persone fisiche, mentre arriva a 100 euro annui per le imprese.

L’imposta di bollo viene addebitata per l’anno corrente, ogni anno, nel mese di dicembre, il che significa che l’addebito per il 2021 verrà effettuato tra qualche settimana soltanto, per l’esattezza il 31 di dicembre

L’ultimo giorno dell’anno i titolari di conti correnti bancari o postali ricevono l’addebito dell’imposta di bollo in maniera automatica. Il suo importo come accennato è fisso, e non dipende quindi dagli importi depositati sul conto corrente, anche se questo aspetto è tutt’altro che irrilevante per quel che riguarda il pagamento di questa tassa.

Tra le altre cose che bisogna sapere sull’imposta di bollo sui conti correnti è che se lo stesso contribuente risulta titolare di più di un conto corrente postale o bancario, dovrà corrispondere la tassa per l’importo previsto per ciascun conto.

Se non altro il contribuente non deve preoccuparsi di effettuare personalmente il pagamento della tassa in quanto l’addebito avviene in maniera del tutto automatica. La banca o la Posta, a seconda dei casi, provvede a trattenere la somma dal conto corrente del cliente e a versarla allo Stato come previsto dalla legge attualmente in vigore.

Cosa si può fare per non pagare l’imposta di bollo sul conto corrente?

Per evitare di dover versare l’imposta di bollo dovuta dal titolare del conto corrente, l’unica cosa che si può fare è mantenere la giacenza media sul conto al di sotto dei 5 mila euro.

In questo caso infatti, l’imposta di bollo non è dovuta. Ma cosa si intende per giacenza media? È il calcolo della giacenza effettuato al momento dell’emissione dell’estratto conto, e se lo stesso contribuente risulta titolare di diversi conti bancari e postali, allora per il calcolo della giacenza media si tiene conto di tutti i conti in maniera cumulativa.

Nel caso in cui la somma superi i 5 mila euro (come giacenza media), allora scatta l’obbligo di versare l’imposta di bollo. Ecco perché per risparmiare sull’imposta di bollo è consigliabile mantenere il saldo versato in banca al di sotto della soglia dei 5 mila euro che fa scattare la tassa, anche se naturalmente è una cosa che non sempre è possibile fare.

Quali sono le eccezioni che prevedono l’esenzione dall’imposta di bollo?

L’imposta di bollo quindi deve essere pagata dai titolari di conti correnti bancari con una giacenza media di 5 mila euro o più, mentre al di sotto di questa soglia non è dovuta.

Ci sono però altre eccezioni per le quali il pagamento di questa tassa non è previsto. Non devono pagare l’imposta di bollo ad esempio i titolari di un conto corrente se si tratta di organismi senza scopo di lucro a carattere associativo costituito da piccole e medie imprese (Confidi).

Sono altresì esentate dal pagamento dell’imposta di bollo le Pubbliche Amministrazioni, così pure le persone fisiche con limitate capacità reddituali che abbiano un Isee al di sotto dei 7.500 euro.

In quest’ultimo caso, per non pagare l’imposta di bollo, è necessario produrre presso il proprio istituto di credito la certificazione rilasciata dall’Inps che attesta il valore dell’Isee. In questo modo l’intermediario, che agisce in qualità di sostituto d’imposta, non tratterrà l’importo previsto per il pagamento dell’imposta.

Sono inoltre esenti dal pagamento dell’imposta di bollo i titolari di un conto corrente base, che quindi permette di fruire di un servizio con funzioni limitate, che prevede in genere che l’utilizzo di alcuni servizi sia a pagamento.

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