Con il nuovo cashback rimborsi immediati senza aspettare la dichiarazione dei redditi. Ecco quando inizia

Il nuovo meccanismo cashback potrebbe partire già dal 2023, ma non sarà esteso a tutti i prodotti come nel caso del cashback di Stato introdotto dal governo Conte bis. Il nuovo bonus sarà riconosciuto infatti solo per l’acquisto di determinati articoli, andando di fatto ad anticipare quei rimborsi che solitamente vengono riconosciuti con la dichiarazione dei redditi.

Il nuovo cashback serve quindi ad anticipare i rimborsi, permettendo ai contribuenti di beneficiare degli ‘sconti’ ben prima della dichiarazione dei redditi.

La misura dovrebbe essere inserita all’interno del disegno di legge delega sulla riforma fiscale, e prevede il cosiddetto cashback fiscale. Si tratta di un meccanismo nuovo nella misura in cui permette di ottenere un rimborso solo su quelle spese per le quali un rimborso all’atto pratico è in realtà già previsto, ma con modalità diverse.

Come funziona il cashback fiscale

Lo scopo che l’introduzione di questa misura si prefigge è quello di consentire ai contribuenti di accedere più rapidamente ai benefici fiscali già previsti per alcune spese. Quelle su cui si applica il nuovo cashback sono infatti le spese detraibili come quelle per l’acquisto di medicinali in farmacia.

Con il cashback fiscale sarà infatti possibile beneficiare subito della detrazione del 19% prevista, invece di attendere la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Il meccanismo prevede un immediato accredito sul conto corrente bancario del consumatore che ha effettuato l’acquisto di determinati prodotti per i quali è prevista la detrazione fiscale.

Per quel che riguarda il funzionamento del cashback fiscale, ricordiamo prima di tutto che l’adesione è su base volontaria, il che significa che quei contribuenti che preferiscono continuare ad accedere alle detrazioni fiscali previste per alcune tipologie di spesa con la dichiarazione dei redditi possono continuare a farlo.

Se l’acquirente intende fruire del cashback fiscale all’atto dell’acquisto deve comunicarlo al venditore o al prestatore del servizio che sta per pagare. Per il resto non vi sono grosse differenze rispetto al vecchio cashback di Stato, a cominciare dal fatto che occorre utilizzare necessariamente metodi di pagamento elettronici.

L’obiettivo principale del primo cashback era infatti quello di favorire l’utilizzo di metodi di pagamento tracciabili, e disincentivare quindi l’uso di denaro contante. Con questo nuovo cashback si intende ottenere lo stesso risultato, seppur in un contesto di spese più circoscritto, senza però alcun maggior esborso per lo Stato.

Il nuovo cashback di fatto non permette al contribuente di ottenere dei bonus aggiuntivi, ma di accedere con largo anticipo alle detrazioni fiscali già previste dall’attuale normativa.

Quando l’acquirente comunica all’esercente che intende aderire al cashback, questa informazione viene riportata sullo scontrino emesso dal commerciante, oppure sulla fattura elettronica.

Per quali spese si può ottenere il bonus cashback fiscale

Come abbiamo visto è possibile ottenere il rimborso previsto dal cashback fiscale solo per alcune tipologie di spese. In particolare il bonus spetta per tutte le spese detraibili, come le spese in ambito socio-sanitario a cominciare dai farmaci.

Sarà possibile ottenere il rimborso previsto dal cashback fiscale anche per altre detrazioni, come gli interessi sul mutuo, le spese per il veterinario, le spese funebri e persino gli affitti per i figli che studiano fuori sede.

Si tratta infatti di spese per le quali sono già previste detrazioni fiscali, ma in questo modo verranno accreditate direttamente sul conto corrente del consumatore che aderisce all’iniziativa attraverso il meccanismo del cashback.

Dopo aver effettuato l’acquisto il contribuente riceverà infatti una notifica sull’app IO con la quale viene informato dell’avvenuto accredito della detrazione spettante. Il vantaggio evidente è che permette di ottenere immediatamente quegli importi che spetterebbero altrimenti solo dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi, quindi con un anticipo di oltre un anno. 

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