5,2 miliardi di euro nelle casse del Fisco grazie ai controlli automatizzati sugli errori in dichiarazione dei redditi

Basta barrare una casella sbagliata nella compilazione della dichiarazione dei redditi per inserire un bonus edilizio che non spetta, e capita non così di rado che venga riportata una spesa sanitaria o veterinaria con importi errati.

Gli errori in dichiarazione dei redditi insomma sono all’ordine del giorno, e possono riguardare soprattutto bonus e agevolazioni non dovuti. Questi errori emergono poi grazie ai cosiddetti controlli automatizzati che il Fisco effettua su oltre 40 milioni di dichiarazioni fiscali presentate annualmente tra modello 730, Iva, Irap e Redditi vari.

Proprio grazie a questi controlli il Fisco è riuscito a recuperare circa 52,5 miliardi di euro relativi a dichiarazioni dei redditi del 2021. Una cifra che rappresenta, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, circa il 38% del totale recuperato sull’evasione fiscale 2021 che complessivamente si aggira intorno ai 13,8 miliardi di euro secondo i dati dell’ultimo Def (Documento di Economia e Finanza) stilato dal governo Draghi.

Questo importo si presenta superiore a quello derivante dagli incassi da riscossione che per il 2021 hanno raggiunto i 4 miliardi di euro, e questo anche in conseguenza delle sospensioni dei pagamenti accordate nel contesto dei provvedimenti a favore di famiglie, imprese e professionisti in difficoltà per via di lockdown e restrizioni.

Cosa sono e come funzionano i controlli automatizzati

I controlli automatizzati del Fisco servono per correggere eventuali errori, prevalentemente imputabili a distrazione, commessi nel compilare le dichiarazioni fiscali. Si tratta nella maggior parte dei casi di errori solo formali, e che non fanno del contribuente un evasore fiscale, tuttavia da quegli errori derivano ammanchi nelle casse del Fisco che vengono poi recuperati grazie ai controlli automatizzati appunto.

Ad effettuare i controlli automatizzati sono dei programmi specifici che di fatto analizzano le dichiarazioni presentate e laddove riscontrano delle anomalie invitano i contribuenti a presentare la documentazione necessaria al fine di dimostrare di aver diritto ad uno sconto d’imposta o ad una deduzione della base imponibile.

Il Fisco si affida ai controlli automatizzati e alla liquidazione delle dichiarazioni per individuare eventuali errori formali, ma l’azione di contrasto all’evasione fiscale si avvale anche di altri strumenti.

L’Agenzia delle Entrate si prefigge come obiettivo principale quello di far emergere in particolare le frodi, e lo persegue con azioni mirate e sulla base di specifici indicatori di rischio.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha indicato come obiettivo da raggiungere per il 2022 il recupero dall’evasione fiscale di 14,8 miliardi di euro. Un target che dovrebbe essere possibile raggiungere anche grazie all’ottimizzazione dei controlli in materia tributria e all’adozione di iniziative congiunte con la Guardia di Finanza e altre Amministrazioni all’estero in grado di potenziare le attività di analisi dei dati.

Viene indicata una strategia che si fonda sul contrasto della sottrazione all’imposizione delle basi imponibili, su una mappatura sul territorio dei fenomeni di evasione fiscale per predisporre poi i rispettivi piani di intervento anche con modalità integrata.

I fenomeni evasivi si concentrano soprattutto nell’ambito dei bonus edilizi

Le attività dell’Agenzia delle Entrate Riscossione si concentreranno soprattutto, per quel che riguarda i fenomeni di evasione fiscale, sui crediti d’imposta e le agevolazioni riconosciute.

È infatti nel contesto dei cosiddetti bonus edilizi che si rileva l’assegnazione di molte agevolazioni non spettanti oppure agevolazioni utilizzate indebitamente dai contribuenti. Questo porta ad una sospensione preventiva delle deleghe di pagamento F24 e delle relative compensazioni.

L’attività svolta in questo ambito dall’Agenzia delle Entrate si basa in particolare sull’analisi di cinque indicatori di rischio predefiniti, e saranno questi a indicare agli uffici del Fisco quali deleghe scartare per via di sospette frodi, e soprattutto procedere al blocco delle cessioni dei crediti connesse ai bonus edilizi.

Il maggior rischio di evasione si rileva, sulla base dei nuovi indicatori, in particolare nella verifica e nel controllo delle comunicazioni di cessione del credito e delle opzioni per lo sconto in fattura nell’ambito di interventi di riqualificazione edilizia, di messa in sicurezza e in generale di ristrutturazione.

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