L’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte non ci sarà, e il taglio delle accise sulla benzina sarà dimezzato

pompe carburante diesel e benzina

L’intento dovrebbe essere quello di recuperare maggiori risorse da destinare alle misure a sostegno di famiglie e imprese da inserire nella nuova manovra economica.

Sarebbe questa la ragione alla base di alcune recenti decisioni prese dal governo di Giorgia Meloni, che non azzererà l’IVA su prodotti di prima necessità come pane, pasta e latte, ma soprattutto dimezzerà il taglio delle accise sui carburanti.

Se fino ad oggi il prezzo di diesel e benzina è rimasto stabilmente al di sotto dei 2 euro grazie al taglio delle accise di 30 centesimi circa sul prezzo dei carburanti alla pompa, a partire dal 1° dicembre 2022, quando lo sconto sarà scaduto, il prezzo potrebbe subire una forte impennata.

Taglio delle accise dimezzato e maxi tassa sui tabacchi

Il governo di Giorgia Meloni ha infatti deciso di inserire nella Legge di Bilancio 2023, attualmente in via di approvazione, una riduzione degli sconti sui carburanti, e inoltre sta valutando un “aumento limitato” delle imposte sulle sigarette e sul tabacco.

A partire dal 1° dicembre quindi lo sconto sui carburanti al distributore sarà ridotto e vi sarà pertanto un improvviso aumento del prezzo di diesel e benzina.

Attualmente i consumatori possono beneficiare di uno sconto di 25 centesimi, che considerando anche l’Iva arriva a 30,5 centesimi, ma a partire dal mese di dicembre lo sconto sarà di soli 18,3 centesimi compresa l’Iva.

Fino al 31 dicembre 2022 le accise su mille litri di benzina passeranno a 578,40 euro, mentre quelle su oli da gas o gasolio usato come carburante (diesel) passeranno a 467,40 euro.

Nessun azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte

Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità di un azzeramento dell’Iva su prodotti come pane, pasta e latte, generi di prima necessità su cui tutti i cittadini avrebbero beneficiato di uno sconto (anche se le associazioni dei consumatori avevano mosso delle critiche legate al fatto che molto probabilmente i vantaggi sarebbero stati solo per i commercianti), ma alla fine il governo di Giorgia Meloni ha deciso di fare marcia indietro.

Nella manovra economica cui l’attuale esecutivo sta lavorando l’azzeramento dell’Iva su questi prodotti non ci sarà. Invece potrebbe esserci un taglio dell’Iva su pannolini e assorbenti, prodotti sui quali si passerebbe così dall’attuale 10% al 5% soltanto.

Social Card estesa a tutti i nuclei con reddito inferiore a 15 mila euro

E per quel che riguarda i consumi, il governo Meloni sta anche pensando all’introduzione di una social card da 40 euro al mese per i meno abbienti. La card oggi esiste già, ma viene riconosciuta solo agli over 65 e ai genitori di bambini sotto i tre anni, a patto che sussistano determinati requisiti.

La modifica cui il governo sta pensando prevede di estendere la social card a tutti quei nuclei familiari con un reddito inferiore a 15 mila euro. Per questa misura è previsto un fondo da 500 milioni di euro che dovrebbe coprire una seppur minima parte delle spese per l’acquisto di beni di prima necessità. L’importo riconosciuto sarebbe comunque cumulabile con la pensione minima e, come già avviene, sarebbe gestita dai Comuni.

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