Opzione donna, nuovi requisiti 2023. Come cambia la misura per il pensionamento anticipato

Anziana signora che siede in riva al lago

Anche Opzione Donna cambia per il 2023 con le modifiche contenute nel testo definitivo della legge di bilancio. Per la misura per il pensionamento anticipato delle lavoratrici infatti ci sono diverse novità in arrivo con il nuovo anno, vediamo subito quali sono.

Nuovi requisiti Opzione Donna

Diciamo prima di tutto che la misura per il pensionamento anticipato delle lavoratrici è stata prorogata anche per il 2023. Dopo il lungo dibattito sul tema il governo di Giorgia Meloni ha ottenuto l’approvazione del testo della nuova manovra economica contenente alcune novità che modificano Opzione Donna, cambiando in particolare i requisiti di accesso.

Opzione Donna è stata inizialmente introdotta nel 2004, con la Legge di Bilancio 2005, e prevede per chi ha maturato i requisiti nel 2021 la possibilità di uscire dal mondo del lavoro al raggiungimento dei 58 anni di età nel caso delle lavoratrici dipendenti, e dei 59 anni di età nel caso delle lavoratrici autonome.

Per accedere al pensionamento anticipato con Opzione Donna occorre comunque aver raggiunto anche il requisito contributivo di 35 anni, e sono previste delle finestre di attesa della decorrenza del trattamento di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, che diventano 18 mesi nel caso di lavoratrici autonome.

Per quanto riguarda il calcolo dell’assegno, questo viene effettuato interamente con il sistema contributivo, che dal punto di vista economico è meno conveniente del calcolo con il sistema retributivo.

Ma quali sono i nuovi requisiti di Opzione Donna? La principale novità introdotta con la Legge di Bilancio 2023 riguarda la possibilità di accedere alla misura per il pensionamento anticipato riservata alle sole lavoratrici in condizioni di svantaggio.

Per uscire con Opzione Donna quindi le lavoratrici dovranno avere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • essere lavoratrici licenziate o dipendenti in aziende con tavolo di crisi aperto presso il Ministero
  • essere portatrici di disabilità pari o superiore al 74%
  • assistere, da almeno 6 mesi, disabili conviventi con handicap in situazione di gravità ex legge 104/1992.

Ci sono però anche altre novità che riguardano Opzione Donna e che entrano in vigore dal 1° gennaio 2023. La manovra economica prevede infatti che l’accesso al pensionamento anticipato con Opzione Donna sia possibile solo a partire dai 60 anni di età (prima era 58).

Esiste comunque la possibilità di andare in pensione con Opzione Donna prima dei 60 anni, ma è legata alla presenza di figli. Infatti il requisito anagrafico viene ridotto di 1 anno per ogni figlio entro un massimo di 2 figli. In altre parole una lavoratrice potrà andare in pensione con Opzione Donna:

  • a 58 anni se ha avuto due o più figli
  • a 59 anni se ha avuto un solo figlio.

Il requisito dei figli, nel corso del dibattito politico intorno alle modifiche riguardanti Opzione Donna, è stato oggetto di molte critiche. Alcuni lo ritenevano infatti discriminatorio sulla base di quanto sancito dalla nostra Costituzione, perché discrimina appunto le donne senza figli. Alla fine però si è ritenuto che non vi siano i presupposti per parlare di illegittimità costituzionale.

Secondo alcune stime, la misura di Opzione Donna così modificata riguarderà nel 2023 non più di 5 mila lavoratrici.

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