Analisi Forex: EUR/USD si indebolisce, dimostrazione di forza non più imminente

Analisi Forex: EUR/USD si indebolisce, dimostrazione di forza non più imminente
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Nuova correzione al ribasso per il cambio Euro Dollaro e adesso il quadro delle previsioni si complica

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Il cambio Euro Dollaro complica la vita a se stesso. Ieri l'andamento del più famoso cross del Forex ha subito una nuova correzione ribassista che ha portato le quotazioni in area 1,1585. Il movimento ribassista del cambio Euro Dollaro ha spinto molti trader a ritenere ora più difficile un rialzo anche perchè, a seguito proprio del calo, una vera dimostrazione di forza ci sarà ora solo con il superamento della barriera posta in area 1,1750-1,1770. Dal punto di vista dell'analisi tecnica questo traguardo non è certamente facile da raggiungere. Diventa quindi pericolosa, in quanto possibile anticamare, una discesa sotto quota 1,1570. Attenzione però a non drammatizzare in modo eccessivo perchè da un punto di vista prettamente grafico, solo se dovesse cedere quota 1,15 ci potrebbero essere le condizioni per un chiaro e ulteriore segnale di tipo ribassista.

Secondo gli analisti, la possibilità che nel domani ci possa essere un vero e proprio braccio di ferro tra BCE e FED sulla politica dei tassi starebbe creando non poche aspettative tra gli operatori di un avvitamento ribassista della divisa Europea. Questo perchè le prospettive differenti in tema di politica monetaria tra Federal Reserve e Banca Centrale Europea, entrambe impegnate a fronteggiare condizioni macroeconomiche non del tutto coerenti, stanno continuando a spingere i corsi storici del cambio Euro Dollaro verso nuovi minimi. Più in generale, commentano gli esperti di Forex, è in corso una accelerazione ribassista. I grafici dicono che il cross EUR/USD ha iniziato a perdere terreno in modo progressivo, pur tra le fisiologiche ripartenze, a seguito dell'avvenuto cedimento di 1.2050. Questo livello (allora si parlava di Super Euro) non è poi mai stato messo in discussione e questo è un fattore preoccupante. 

Gli analisti ritengono che la robusta crescita del PIL degli Stati Uniti ha portato la Federal Reserve ha calendarizzare altri due aumenti dei tassi di riferimento mentre la BCE si è trovata costretta a rimandare tutto a tempi migliori. In questo contesto è quasi inevitabule che i flussi finanziari siano incoraggiati a lasciare l'Europa per quelle piazze che sono considerate più remunerative come appunto gli Stati Uniti. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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