Cambio EUR/USD, il dollaro ha toccato il suo picco?

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Per gli analisti T. Rowe Price il dollaro potrebbe aver raggiunto il suo picco: ecco quali sono le valutazioni della società.

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Il dollaro ha toccato il suo massimo picco? Il cambio EUR/USD è destinato a virare in senso favorevole per la valuta unica europea?

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A domandarselo sono tutti gli operatori di mercato, compresi gli analisti di T. Rowe Price, secondo cui – effettivamente – il dollaro statunitense potrebbe essere vicino al suo massimo.

Crescita in rallentamento negli USA

Nel 2018 il tema dominante sugli investimenti sul Dollaro è stato il buon ritmo dell’economia americana, che unitamente al dollaro forte ha contraddistinto a porre un chiaro cenno al contesto di riferimento.

Nel 2019 è evidente come la situazione sia destinata a cambiare. Le proiezioni di T. Rowe Price puntano infatti a una decelerazione della crescita, peraltro inquadrata in una tendenza mondiale di espansione economica più lenta in tutti i mercati sviluppati, e in Cina.

Di contro, i Paesi emergenti dovrebbero mantenere un andamento stabile, e il rallentamento della Cina dovrebbe essere compensato dalla ripresa di altre importanti economie della regione.

Dunque, negli USA – che si trovano in una fase avanzata nel ciclo economico – si avvertono i rischi per la crescita verso il basso. Tuttavia, il buono stato di salute del settore privato, unitamente a una robusta domanda di consumi e allo stimolo residuo degli sgravi fiscali, dovrebbero continuare a sostenere la crescita per almeno la prima parte del 2019. Il rischio di recessione globale nel 2019 rimane basso.

Come investire nelle fasi finali del ciclo USA

Ma in che modo investire nelle fasi finali del ciclo USA?

Secondo gli analisti di T. Rowe Price, ora che il ciclo economico a stelle e strisce sta giungendo alle fasi finali, con la Fed impegnata a incrementare i tassi di interesse e con le condizioni monetarie e di credito che sono ampiamente divergenti fra le altre importanti economie mondiali, il rischio di un ritorno della volatilità sugli azionari e sugli obbligazionari è piuttosto elevato.

Per gli investitori, le mosse non potranno che essere influenzate dai differenziali di crescita e dalla forza del dollaro USA.

In particolar modo, data la prospettiva di rallentamento della crescita economica e la possibilità che la Fed decida di mettere in pausa gli ulteriori rialzi dei tassi, è giunto il momento per i trader di posizionare i portafogli in vista del picco del dollaro.

Dunque, per T. Rowe Price in questo scenario potrebbe essere vantaggioso per gli investitori incrementare l’esposizione agli asset, che faranno segnare prestazioni migliori di quelli statunitensi.

In tale ottica, proseguono gli analisti, sarebbe opportuno valutare l’investimento nei settori obbligazionari che storicamente hanno fornito buoni riscontri in un contesto di ciclo maturo, come quello del debito dei mercati emergenti o dei titoli governativi statunitensi.

Se invece si preferisce puntare sull’azionario, le valutazioni di maggiore sconto contribuiscono a rendere appetibili i mercati emergenti.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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