La giornata di ieri si è conclusa con movimenti laterali sul fronte Forex, con l’indice del dollaro solo in lieve flessione (-0,3%), nonostante la correzione avvenuta sui mercati azionari asiatici e americani, sempre in virtù dello stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Cina in relazione al commercio internazionale.

L’euro ha cercato di prendere beneficio, ma ha poi perso nuovo terreno tornando su quota 1,1210, e rendendo quindi il cambio euro dollaro poco movimentato rispetto alla base di partenza. A pesare sono state le previsioni primaverili della Commissione Europea, che hanno rivisto al ribasso le stime di crescita dell’eurozona e della Germania, e rivisto in peggio le stime sul sentiero della politica fiscale italiana.

Per quanto attiene lo yen, tradizionalmente una delle valute che riesce a trovare maggiore giovamento in contesti di risk-off quale quello attuale, la moneta giapponese ieri si è apprezzata in maniera non risibile contro il dollaro (+0,8%), ben sotto la media di lungo termine, ma molto prossima ai supporti tecnici.

Concludiamo infine con uno sguardo alla sterlina britannica, che ieri ha compiuto un passo indietro sia contro dollaro (- 0,4%) che contro euro (- 0,2%), mentre nel frattempo i colloqui tra la premier Theresa May e il leader dell’opposizione laburista Corbyn, sono proseguiti senza tuttavia che siano stati compiuti dei decisivi passi in avanti. Secondo i mercati, che hanno reagito coerentemente a tale impressione, quanto sopra potrebbe voler dire che le probabilità di un accordo sono in nuovo calo.

Ricordiamo che dietro questo scenario si sta consumando una presa di posizione tattica sul fronte politico come il leader dei laburisti che dovrebbe avere tutto l’interesse a mantenere aperto un canale ufficiale di dialogo con l’esecutivo, per non essere accusato esplicitamente di ostruzionismo. Tuttavia, è chiaro che Corbyn non disdegna di lasciare a May nella ardua situazione di trovare un compromesso, mentre il tempo si sta sostanzialmente esaurendo…

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