Cambio USD/TRY ad alta tensione: perchè la Lira Turca crolla ai minimi storici?

Oggi servono 8,14 lire turche per comprare 1 dollaro. Un tasso di cambio inimmaginabile fino ad alcuni mesi fga se si considera che appena un anno fa per avere 1 USD bastavano 5,17 TRY. In termini percentuali, anno su anno, la Lira Turca ha perso circa il 40 per cento del suo valore. Sono sufficienti questi numeri per avere un’idea della dimensione del deprezzamento registrato dalla valuta di Ankara negli ultimi anni nei confronti del Biglietto Verde.

Il grafico in basso può offrire spunti di riflessioni poichè raffigura l’andamento del cross USD/TRY in tempo reale. 

Concentrando l’analisi sono alle ultime settimane è impossibile non evidenziare un aggravamento di una situazione già precaria. La Lira Turca è crollata ai minimi storici nel cambio con il Dollaro Usa ma neppure con l’Euro le cose vanno meglio.

Oggi infatti servono 9,52 lire turche per comprare e 1 euro. Anche nel cambio EUR/USD, quindi, siamo su livelli alti e preoccupanti come si può vedere dal grafico in basso (andamento EUR/TRY in tempo reale).

Dinanzi a questo disastro,  è quasi naturale chiedersi cosa abbia spinto la lira turca nel baratro. Ci sono ragioni specifiche alla base di un tracollo di simile entità? Rispondere a questa domanda è essenziale anche per capire quale strategia operativa conviene seguire nel Forex Trading sulla coppia USD/TRY.

Indipendentemente dalle scelte operative, alla luce della fase delicata della valuta turca, è consigliabile sempre fare prima pratica con un conto demo trading. Il broker eToro (leggi qui la recensione completa) può essere l’ideale per questo fine poichè offre 100 mila euro virtuali per imparare a comprare e vendere CFD USD/TRY. Per iniziare la tua esperienza con eToro prendi il link in basso. 

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Crollo Lira Turca: cosa sta succedendo?

Perchè la Lira Turca è crollata ai minimi storici sul Dollaro e come mai la tendenza ribassista in atto da anni si è talmente consolidata dal diventare praticamente strutturale? 

Per rispondere a queste domande è necessario guardare all’ambito geopolitico e alle ultime notizie di attualità. La Turchia è oramai una sorta di variabile impazzita con più nemici dove servirebbero amici (i paesi europei, Russia e Usa) e più amici dove invece sarebbe il caso di avere nemici (variegato mondo dell’estremismo islamico). 

Venendo ai fatti, nelle ultime settimane le relazioni tra la Turchia e i paesi occidentali (a partire dalla Francia) sono precipitate ai minimi termini. Le trivellazioni turche nel mediterraneo orienate e le continue provocazioni alla Grecia, hanno reso tesissimi i rapporti tra Ankara e Parigi. Con gli altri interlocutori cui volta volta Erdogan si è poggiato per raggiungere i suoi obiettivi geopolitici nell’area, le cose non vanno affatto meglio. Con la Russia la tensione ora non è più alta solo in Siria ma anche in Nagorno Karabakh. Anche con gli Usa i rapporti sono tesi dopo che Ankara ha testato l’S-400 un sistema di difesa anti-aereo di fabbricazione russa. La tensione tra turchi e americani è così forte che per la prima volta si è arrivati addirittura a parlare di rischio sanzioni per Ankara. 

Tutti questi elementi sono stati alla base del recente ulteriore crollo della lira turca. Mai come in questo caso, quindi, vale il vecchio consiglio per il quale per investire nel Forex è necessario analizzare il contesto fondamentale di riferimento. Poichè il quadro non è facile da comprare prima di fare trading su UDS/TRY attraverso i CFD è sempre preferibile fare pratica con un conto demo scegliendo un broker autorizzato come ad esempio Plus500 (leggi qui la recensione) che offre il conto virtuale gratuito. 

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Cambio Dollaro Lira Turca: quanto pesa la sfiducia dei mercati

Allargando l’orizzonte temporale è impossibile non evidenziare che il tracollo della Lira turca ai minimi sul Dollaro e sull’Euro è un segnale chiarissimo della profonda sfiducia tra i mercati e Ankara che negli ultimi anni, a seguito del fallito golpe del 2016, non ha fatto altro che consolidarsi. 

Le reazione del premier/sultano Recep Tayyip Erdogan al tentativo di colpo di stato ha portato all’introduzione di un controllo ferreo su politica, società e anche sull’economia. 

Dietro al mantenimento ai ripetuti tagli del tasso chiave principale della Banca Centrale Turca ci sono proprio le pressioni del presidente. Erdogan ha del tutto ignorato gli appelli ad aumentare i tassi per contrastare l’inflazione. Risultato è che oltre ad una inflazione galoppante, molte società turche, che hanno il debito in valuta estera, devono anche stare zitte e fare i conti con la crescente debolezza della Lira. 

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