sterlina dollaro

I trader che investono sul Forex hanno certamente il loro da fare in questi giorni a causa delle tribolazioni della Sterlina. Tra ieri e l’altro ieri, infatti, dal Regno Unit sono arrivati due catalizzatori molto forti. Tutto è iniziato lunedì quando il cancelliere inglese Jeremy Hunt ha annunciato una vera e propria inversione di rotta rispetto alle misure precedentemente comunicate dal nuovo governo e considerate alla base della forte turbolenza finanziaria che ha interessato la divisa britannica. Il clamoroso dietrofront ha praticamente sconfessato la strategia del primo ministro Liz Truss provando a stabilizzare i mercati valutari e azionari britannici. L’intento liquidatorio delle misure precedentemente annunciate è tutto nelle parole usate da Hunt per annunciare il passo indietro: “non è giusto” usare denaro in prestito per tagliare le tasse.

Chi ipotizzava una fase di tranquillità dopo la mossa di Hunt è però rimasto deluso poichè già ieri il Regno Unito è stato al centro di nuove turbolenze. La Banca d’Inghilterra è intervenuta con un comunicato ufficiale per smentire le indiscrezioni di stampa del Financial Times secondo le quali la BoE avrebbe stoppato il suo programma di vendita di obbligazioni statali fino a quando il mercato non si fosse calmato.

La presa di posizione della banca britannica avrebbe dovuto contribuire a placare la tensione rafforzando la sterlina. E invece, come si può vedere anche dal grafico in basso, la tensione sulla divisa britannica resta molto alta.

L’effetto mancato non ha fatto altro che rafforzare la tesi secondo cui il cambio Sterlina Dollaro sarebbe inevitabilmente destinato alla parità come del resto già avvenuto al cambio Euro Dollaro. Il destino della divisa britannica è davvero questo o si tratta di una paura immotivata? L’incertezza è alta anche perchè la sterlina è passata dal massimo del range di 1,1591 dollari raggiunto il 13 settembre scorso al minimo di 1,0384 datato 26 settembre (tra i due punti ci sono ben 1.356 pip).

L’analisi tecnica consente poi di rilevare una serie di aspetti molto interessanti. Nonostante il rialzo di lunedì, già ieri la sterlina chiudeva al di sotto del suo range triangolare. I successi tentativi di rottura del lato superiore del triangolo non sono andati a buon fine. A questo punto se ci dovesse essere un breakout al ribasso, i trader che puntano sul long sarebbero costretti a mollare e fioccherebbero gli short.

Tecnicamente ci sono tutta una serie di indizi che suggeriscono una possibile prosecuzione della fase diu debolezza della valuta britannica nel cambio con il dollaro.

La situazione resta quindi volatilità e può essere sfruttata per attuare strategie di long e short trading sulla coppia GBP/USD. Tra l’altro scegliendo il broker eToro per operare è possibile avere subito la demo gratuita da 100 mila euro virtuali per fare pratica senza rischi (qui il sito ufficiale).

Se c’è però una lezione che può arrivare dalla vicenda britannica essa non può che essere la seguente: vero è che i banchieri centrali, con il loro comportamento hanno gettato le basi per il rally dell’inflazione e quindi per l’esplosione della recessione, tuttavia i governi possono fare anche peggio e soprattutto possono causare il caos in 24 ore. Proprio come successo al Regno Unito.

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