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La nuova tendenza: arrivano le banche di comunità

La nuova tendenza: arrivano le banche di comunità

Preservare, salvandoli, i servizi offerti dalle filiali, ivi incluso l’accesso al contante, ed in prospettiva per tutti i servizi bancari definibili “allo sportello”.

Preservare, salvandoli, i servizi offerti dalle filiali, ivi incluso laccesso al contante, ed in prospettiva per tutti i servizi bancari definibili “allo sportello”. L’iniziativa è decollata nel Regno Unito. Da quando hanno tagliato il nastro e aperto le proprie porte ai clienti nellaprile scorso, i nuovi hub bancari di comunità di Cambuslang e Rochford - due centri della Gran Bretagna, il primo nel Nord e il secondo nel Sud -, stanno fornendo un servizio unico e innovativo nei panorami britannici di credito e finanza con due progetti pilota.




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Noi di Save Consulting Group, think tank del settore con la nostra suite Tigrearm, le consulenze e i corsi di formazione, sempre attenti nel monitorare le novità e le tendenze del comparto bancario-finanziario in Italia e nel mondo, raccontiamo questa duplice case history per tre ragioni. Primo, perché non escludiamo che sia un modello allavanguardia di funzionalità ed efficienza in tempi di crisi delle filiali bancarie. Secondo, perché lidea che banche concorrenti condividano la stessa filiale con lo scopo di assicurare laccesso al denaro contante, nonché ai servizi di base, sia utile per le persone fragili e in difficoltà. Terzo, perché la nostra esperienza ci insegna che, con lurgenza di contenere i costi di gestione da parte degli istituti di credito, questi due esempi possano in tempi brevi valicare la Manica e diffondersi nel resto dEuropa.

Infatti, gli hub di comunità di Cambuslang e Rochford hanno lanciato un modello sostenibile di banca sul territorio grazie al quale i cittadini possono usufruire sia di uno sportello per le operazioni di cassa, come prelievo e deposito (gestiti dalle Poste), sia di appuntamenti a tu per tu con i dipendenti delle banche con il maggior numero di clienti nella zona. Non solo un vantaggio per i clienti, dunque, ma anche una boccata dossigeno per le casse delle banche che risparmiano sui costi di gestione: infatti, per tenere aperta una filiale nel Regno Unito, gli istituti di credito spendono in media 590 mila sterline lanno (700 mila euro).

A Cambuslang, cittadina scozzese di 27 mila abitanti a sud-est di Glasgow, le banche che partecipano al progetto pilota sono Royal Bank of Scotland (il lunedì), Santander (il martedì), Virgin Money (il mercoledì), Bank of Scotland (il giovedì) e TSB (il venerdì): a rotazione, una volta alla settimana nei giorni prestabiliti, i dipendenti di questi istituti bancari sono a disposizione della propria clientela per fornire loro consigli e supporto nella gestione del proprio conto corrente.

Nel caso di Rochford, paese dellEssex, a 70 chilometri a est di Londra, che vanta origini medievali e che conta 8.400 abitanti, il neonato hub bancario coinvolge i seguenti gruppi: NatWest, Lloyds, Barclays, HSBC e Santander. Era dal 2017 che Rochford non aveva uno sportello bancario (lultimo a chiudere è stato quello di Barclays): il contante poteva solo essere prelevato attraverso uno sportello ATM (pagando però una commissione) oppure in un ufficio postale sempre molto affollato.

Il successo di questa iniziativa poggia sulla forza e sullevidenza dei numeri, come riferisce il giornale scozzese The Herald. Infatti, un sondaggio realizzato tra i clienti del BankHUB di Cambuslang, i cui risultati sono stati pubblicati a fine agosto, ha messo in evidenza che la soddisfazione della comunità locale per questo servizio ha raggiunto punte di oltre il 95%. Sempre secondo tale sondaggio, la banca di comunità ha cambiato la vita delle persone anziane e di coloro che affrontano un periodo difficile dal punto di vista finanziario, soprattutto dopo la crisi economica innescata dalla pandemia.

Secondo unindagine pubblicata da Which?” (sito che promuove la scelta informata del consumatore nellacquisto di beni e servizi), sono ancora 2,5 milioni le persone nel Regno Unito a fare affidamento sul contante come prima forma di pagamento, mentre più di un terzo della popolazione adulta considera la moneta di carta unalternativa importante ad altre forme di pagamento. Nonostante ciò, Which?” ha scoperto che 13.000 bancomat sono spariti nel corso degli ultimi tre anni, mentre 4.300 filiali hanno chiuso dal 2015.

Per questo motivo, Gareth Shaw, alla guida della sezione Money” di Which?”, afferma che «iniziative come quelle di Cambuslang e Rochford possono avere un impatto positivo sulle comunità che hanno subito, nel corso degli anni, drastici tagli di filiali e di sportelli automatici per il prelievo. Una mannaia che li aveva costretti a macinare chilometri di strada per raggiungere la filiale più vicina o a vedersi addebitare cospicue commissioni per il prelievo di contante in filiali di altre banche». 

Qual è quindi l’insegnamento che tale iniziativa ci propone ed inoltre è davvero esportabile tale esperienza territoriale?

Noi di Save pensiamo che la potenzialità vi sia perché l’estensione del concetto di HUB bancario, ovvero luogo in cui si concentrano esperienze e approcci di mercato differenti di diversi competitors sia utile per la clientela definibile più tradizionale, ovvero quella meno propensa all’utilizzo delle nuove tecnologie, quali i pagamenti digitali, le connessioni internet o le app degli smartphone di ultima generazione.

Nelle situazioni territoriali più periferiche e/o meno sviluppate, creare dei centri polifunzionali abbatte i costi fissi e contemporaneamente è in grado di raggiungere, diversificando, anche la clientela che per diversi motivi è meno predisposta al nuovo cambiamento.

Non è certamente un percorso né lineare né semplice superare le attuali normative sulla territorialità e neppure le “diffidenze” derivante dalla contemporanea presenza di diversi competitors; tuttavia, il servizio ed il ritorno in termini di apprezzamento dei due casi campione esaminati dovrebbe far riflettere nel valorizzare anche questa ipotesi di nuova territorialità.

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