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Stati Uniti, l’economia genera meno nuovi posti di lavoro rispetto alle attese

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Freno nella creazione di nuovi posti di lavoro nell'economia USA, ancora prima degli effetti della nuova ondata di Covid-19.

L'economia statunitense ha creato molti meno posti di lavoro del previsto nel mese di novembre. Secondo i dati del Dipartimento del Lavoro, infatti, le buste paga non agricole sono aumentate di 210.000 unità nel mese, anche se il tasso di disoccupazione è sceso bruscamente al 4,2% dal 4,6%. Il tasso di partecipazione della forza lavoro è invece aumentato al 61,8%, il suo livello più alto dal marzo 2020. La stima del Dow Jones era per 573.000 nuovi posti di lavoro e un livello di disoccupazione del 4,5%.




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L’indicatore della disoccupazione che include anche i lavoratori scoraggiati e quelli che hanno un lavoro part-time per motivi economici è scesa ancora di più, passando al 7,8% dall'8,3%. L'indagine sulle famiglie ha dipinto un quadro più luminoso, con un incremento di 1,1 milioni di posti di lavoro, a fronte di una forza lavoro aumentata di 594.000 unità.

"Questo rapporto è un racconto di due indagini", ha detto Nick Bunker, direttore della ricerca economica del sito di collocamento Indeed. "L'indagine domestica mostra un'accelerazione dei guadagni occupazionali, lavoratori che ritornano alla forza lavoro e bassi livelli di lavoro part-time involontario. L'indagine sui libri paga mostra una significativa decelerazione nella crescita del lavoro, in particolare nei settori colpiti da COVID".

Per quanto attiene l’andamento di alcuni specifici settori, quello del tempo libero e dell’ospitalità, che include bar, ristoranti, hotel e attività simili, ha visto un aumento di sole 23.000 unità dopo essere stato uno dei principali creatori di posti di lavoro per gran parte della ripresa economica. Anche se il settore ha riconquistato quasi 7 milioni di posti di lavoro persi nelle profondità della pandemia, rimane circa 1,3 milioni al di sotto del livello del febbraio 2020, con un tasso di disoccupazione bloccato al 7,5%.

Di contro, i settori che hanno mostrato i maggiori guadagni a novembre sono quelli dei servizi professionali e commerciali (90.000 unità), il trasporto e il magazzinaggio (50.000 unità) e le costruzioni (31.000 unità). Pur con l'avvicinarsi della stagione dello shopping natalizio, il commercio al dettaglio ha visto un calo di 20.000 unità.

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