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Investimenti rischiosi, ecco quali sono le nuove preferenze degli italiani

INVESTIMENTI

Gli investitori italiani si fanno sempre meno prudenti quando si tratta di investire a caccia di extra-rendimenti: ecco quali sono le loro preferenze e come stanno cambiando.

Il contesto pandemica sembra spingere con maggiore intensità gli investitori italiani verso gli investimenti ad alto rischio, anche se in misura più contenuta rispetto alla propensione che sta caratterizzando il resto del mondo.




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Ad affermarlo è una recente ricerca condotta da Schroders, che nel suo Global Investor Study 2021, sostiene come il 28% degli investitori italiani (37% a livello globale) sia ora più disposto ad aumentare l’allocazione verso investimenti ad alto rischio, con una percentuale che sale al 43%, (44% a livello globale), per la fascia d’età 18-37 anni.

Perché l’Italia si scopre un po' meno prudente in fatto di investimenti

Considerato che gli italiani non hanno mai peccato di prudenza in tema di investimenti, è lecito domandarsi perché l’avversione al rischio sia calata così drasticamente.

Ebbene, i dati segnalano che molte persone sono indotte ad assumersi maggiori rischi per compensare l’incertezza dovuta al Covid e in ragione dei timori legati all’aumento dell’inflazione.

Peraltro, tutto ciò è confermato anche nelle aspettative di rendimento (ottimistiche, a nostro giudizio) dello studio di Schroders, con quasi la metà (42%) degli investitori italiani tra i 18 e i 37 anni e oltre un terzo (35%) di quelli nella fascia 38-50 anni si aspettano rendimenti superiori al 10%.

Ancora, a fronte di uno scenario in cui i tassi di interesse sono a zero o negativi, il 40% degli investitori italiani tra i 18 e i 37 anni (57% il dato globale) ha poi confermato che avrebbe fatto investimenti a rischio più elevato per cercare di conquistare maggiori rendimenti, mentre solo il 22% (17% a livello globale) sarebbe probabilmente più propenso a spendere e meno propenso a risparmiare.

Dove investire: criptovalute e non solo

I tassi zero o negativi stanno anche mettendo in evidenza altre notizie piuttosto interessanti. Per esempio, il 21% degli investitori italiani ha infatti dichiarato che investirebbe in criptovalute, con un dato che sale al 34% tra i rispondenti con 18-37 anni, e si ferma al 19% e al 21% per le fasce di età rispettivamente 38-50 e over 50.

Tra gli altri investimenti più gettonati ci sono inoltre quelli sui settori nuovi ed emergenti. I titoli azionari biotech e farmaceutici, per esempio, conquistano il primo posto (23%), davanti ai titoli dei veicoli elettrici (21%) e, sul terzo gradino del podio, i titoli internet e tecnologici (20%). Quarte le criptovalute (16%).

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