L’inflazione nella zona euro ha sorpreso i mercati tagliando un nuovo record e generando ancora più pressione sulla Banca centrale europea, attesa ora da alcune decisioni fondamentali.

Il costo della vita per l’area a 16 nazioni che condividono l’euro è infatti salito al 5,1% a gennaio, nonostante le aspettative di un brusco calo al 4,4%. Il dato di dicembre era arrivato al 5,0%.

Ricordiamo che il consiglio direttivo della BCE si riunisce questa settimana, con un annuncio previsto per giovedì pomeriggio. La Banca centrale della zona euro si concentrerà soprattutto sull’inflazione, sui rischi geopolitici, sul recente aumento dei rendimenti delle obbligazioni e sulle sue implicazioni per le condizioni di finanziamento.

Un’altra questione chiave sarà il modo in cui la politica monetaria indipendente può essere adottata nella regione in un momento in cui le banche come la Federal Reserve degli Stati Uniti stanno entrando in un ciclo di stretta energica. Insomma, i tempi di attesa per la BCE sono giunti agli sgoccioli, soprattutto ora che la Fed sembra essere intenzionata a ritoccare il rialzo i tassi già alla riunione del 16 marzo.

Da oggi fino a giovedì è lecito attendersi che il mercato osserverà con attenzione se la presidente della BCE Christine Lagarde darà segnali di modifiche alle precedenti dichiarazioni, secondo cui un aumento dei tassi sarebbe stato “molto improbabile” nel 2022. O se ci sarà un ritocco nella valutazione della BCE sulla natura “transitoria” dell’attuale picco dell’inflazione.

Ciò premesso, un altro punto all’ordine del giorno saranno le tensioni tra Russia e Ucraina, comprese le potenziali implicazioni. Se infatti le tensioni dovessero approfondirsi, con conseguenti interruzioni nella fornitura di energia all’Europa, la BCE potrebbe assumere un atteggiamento più dovish, concentrandosi sull’impatto della crescita e della stabilità finanziaria, nonostante la probabile maggiore inflazione energetica nel breve termine.

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