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Investire in Giappone, interesse in crescita grazie alle riforme del nuovo premier

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Investire in Giappone conviene nel 2020/21? Ecco un'interessante analisi sul futuro del Paese.

L’interesse degli investitori nei confronti del Giappone è in continua crescita, favorito dalla strategia di riforma che il nuovo premier Suga sta portando avanti. A parlarne è una utile nota a cura di Amlan Roy (responsabile Global Macro & Policy Research), Kaushik Baidya (economista) e Kensuke Niihara (responsabile investimenti Giappone) di State Street Global Advisors. Cerchiamo di estrapolarne i concetti fondamentali.

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Suga nuovo premier del Giappone

Innanzitutto, ricordiamo che di recente, dopo il forfait di Abe, Yoshihide Suga è stato eletto nuovo primo ministro del Giappone forte di un'ampia maggioranza ma, evidentemente, anche di uno scenario molto incerto.

Proprio per questo motivo è molto probabile che almeno nel breve periodo la politica macroeconomica del Giappone possa essere influenzata in misura significativa dai timori per una possibile ripresa dei casi di COVID-19, soprattutto dopo che a luglio è stata implementata una strategia finalizzata a promuovere il turismo domestico attraverso bonus e agevolazioni.

Migliorano le prospettive del mercato del lavoro

In tale contesto, un segnale positivo sembra arrivare dal miglioramento delle prospettive del mercato del lavoro, che avrà certamente un ruolo decisivo nel rilanciare la spesa e nell'accrescere la fiducia dei consumatori.

A sua volta, il miglioramento delle prospettive è frutto del fatto che gli analisti sono convinti che Suga si concentrerà maggiormente sulle riforme strutturali per aumentare ulteriormente l'occupazione giovanile, promuovendo la digitalizzazione e affrontando questioni anche piuttosto delicate che finora sono state accantonate.

Il debito pubblico giapponese

Per quanto riguarda il debito pubblico giapponese, uno dei grandi crucci degli esecutivi che nei decenni si sono succeduti, gli analisti sostengono che in realtà i timori sono eccessivi. Gli investitori giapponesi detengono circa il 90% del debito complessivo del Paese, e oltre il 40% è di proprietà della Bank of Japan (BoJ). Inoltre, anche se è vero che il Giappone ha una grande mole di debito, è anche vero che il Paese è il più grande paese creditore del mondo.

La policy monetaria della Boj

Chiudiamo infine con un richiamo alla politica monetaria della Boj, con la banca centrale che secondo gli osservatori potrebbe essere indotta a ridurre il tasso di politica monetaria solo una volta in più se lo yen dovesse apprezzarsi rapidamente e in modo persistente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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