Il repulisti di Tencent sarà sufficiente per Pechino?

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Tencent licenzia persone e chiude rapporti con le aziende: ma perché il colosso cinese sta attuando strette nella propria gestione?

Il colosso cinese Tencent ha annunciato di aver licenziato 70 persone e messo nella lista nera 13 aziende come parte di una campagna anti-frode, aggiungendo poi che non lavorerà più con le società nella black list e che alcune delle persone che sono state licenziate sono altresì state segnalate alle autorità di pubblica sicurezza.

Ricordiamo come l'azienda asiatica, operante nel settore dei giochi e social media, abbia comunicato come i casi incriminati riguardassero la corruzione e l'appropriazione indebita.

Tencent ha riferito i risultati delle sue indagini interne dal 2019, in coincidenza con il rafforzamento della regolamentazione sul settore tecnologico cinese. Ricordiamo infatti che nell'ultimo anno Pechino ha introdotto nuove leggi in diverse aree strategiche per il Paese, come quelle della protezione dei dati e del contrasto alle situazioni di monopolio.

A tal fine, le aziende tecnologiche cinesi hanno subito cercato di adottare un approccio proattivo per prevenire le forbici dei nuovi regolamenti e rimuovere ogni pratica che le autorità potrebbero non gradire.

E così, per esempio, Tencent ha dovuto licenziare un dipendente del suo dipartimento di musica digitale che usava la propria posizione per chiedere benefici ai fornitori. In un altro caso, invece, un ex dipendente che lavorava a contenuti cinematografici e televisivi si è impossessato di oggetti di scena e vestiti acquistati da Tencent per le riprese.

Ma basterà tutto questo per rinvigorire la propria immagine dinanzi alle autorità locali?

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