Mercati emergenti, perché conviene scegliere un gestore attivo?

Investire nei mercati emergenti con un gestore attivo conviene? La risposta di Schroders è evidentemente positiva. Risulta tuttavia di maggiore interesse.. capire il perché, attraverso una nota recentemente diramata da Kirsty McLaren, Investment Director dell’area Emerging Markets Equities, che ha formulato 5 buone ragioni per scegliere questo approccio.

Capitalizzazione sull’evoluzione dell’indice

È ben noto che nei mercati emergenti le opportunità siano in continua evoluzione. In questo contesto così mutevole, i fondi attivi spesso sono in grado di entrare in un mercato in anticipo rispetto alla sua inclusione negli indici, con il gestore attivo che è libero di investire quando ritiene più opportuno, con maggiore elasticità.

Il dominio degli investitori retail

Sebbene non sia una regola sempre applicata, di norma gli investitori istituzionali hanno più tempo e maggiori risorse da dedicare alla valutazione degli asset rispetto a quelli retail. Una maggiore percentuale di investitori informati, come gli investitori istituzionali, in un mercato, rende tale mercato più efficiente, riducendo le opportunità per gli investitori attivi.

Ebbene, la quota di investitori istituzionali è sicuramente più bassa nell’azionario emergente, e in alcuni casi si registrano tassi estremamente inferiori, come in Cina. La più alta percentuale di investitori retail in questi contesti è un fattore positivo per i gestori attivi che hanno un processo di investimento basato sui fondamentali.

Prestazioni eterogenee

Le prestazioni dei mercati emergenti sono piuttosto eterogenee. Sia sufficiente ricordare, d’altronde, come appartengano a tale definizione sia il Qatar, che ha un Pil pro capite maggiore degli USA, sia il Pakistan, che invece ha un Pil pro capite che è un cinquantesimo di quello Usa. Dunque, lo spread dei rendimenti insito negli emergenti è incredibilmente ampio, offrendo ai gestori attivi interessanti opportunità per generare rendimenti superiori alla media.

Integrazione dei criteri ESG

I criteri ESG (ambientali, sociali, di governance) oggi sono sempre più importanti, soprattutto nei mercati emergenti. Purtroppo, la disclosure delle società nei mercati emergenti è spesso bassa e poco regolamentata, con standard variabili. In questo scenario Schroders ritiene che l’integrazione dei fattori ESG sia un valore aggiunto per i gestori attivi.

Migliori perfromance dei fondi attivi emergenti

Stando a quanto affermano le rilevazioni di Copley Fund Research, due terzi dei gestori attivi ha sovraperformato rispetto ai prodotti passivi, al netto delle commissioni di gestione.

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