Azioni Unicredit e crollo Lira Turca: dopo il sell-off, comprare a questi prezzi conviene?

Le azioni Unicredit risaliranno su Borsa Italiana oggi oppure il deprezzamento proseguirà anche oggi? E’ questa la domanda che investitori e traders si pongono nel pre-market di Piazza Affari. Le previsioni che arrivano dai futures non sono delle migliori. In prima di Ottava, Borsa Italiana dovrebbe registrare un’apertura negativa per effetto dell’aggravarsi delle tensioni monetarie ed economiche in Turchia. Anche oggi, infatti, la Lira Turca è crollata e questa dinamica non potrà non influenzare in modo negativo le borse. Il sentiment generale, quindi, non è certamente favorevole ad Unicredit. Teoricamente comprare azioni Unicredit ai prezzi attuali, e quindi a seguito del crollo dell’ultima della scorsa Ottava, dovrebbe essere vantaggioso. A causa del sell-off di venerdì, infatti, il prezzo di apertura delle azioni Unicredit su Borsa Italiana oggi è pari a 13,56 euro, al di sotto dei 13,6 euro della chiusura della seduta dello scorso 8 giugno, livello più basso nel breve termine. Per ritrovare le azioni Unicredit su livelli così bassi è necessario tornare ad aprile 2017, quando le quotazioni Unicredit viaggiavano attorno ai 13 euro. La crisi in Turchia rappresenta quindi un problema per la banca italiana a causa della forte esposizione che piazza Gae Aulenti ha sul debito turco. Il problema del problema è poi rappresentato dal fatto che, come mostrano le ultime notizie sul crollo della Lira Turca, per ora non si vedono segnali di uscita da quello che appare come un vicolo cieco. 

Ovviamente per stabilire se conviene o no comprare azioni Unicredit ai prezzi attuali, è necessario avere ben chiari quelli che sono i rapporti tra la banca guidata da Mustier e la Turchia. Nel paese a cavallo tra Asia e Europa, Unicredit vanta una partecipazione del 41% nel capitale dell’istituto turco Yapi Kredi Bank. Secondo gli analisti di Credit Suisse, la partecipazione di Unicredit nella banca turca sarebbe da liquidare “se si pensa al veloce deterioramento dell’economia turca e che la riserva valutaria di Unicredit a fine giugno era negativa per 2,6 miliardi di euro“. Accanto a Credit Suisse anche gli esperti di UBS sono intervenuti sulla questione Unicredit-Yapi Kredi Bank. Secondo UBS “a cambi costanti” la banca turca macina buoni risultati e quindi, almeno teoricamente ossia se non ci fosse il problema della Lira Turca, Yapi non è un peso per la banca italiana. 

Il caso è quindi aperto ed è oggettivo che il crollo della Lira Turca rappresenti un assist per fare trading sulle azioni Unicredit anche con l’uso degli strumenti derivati come i CFD. 

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