Azioni Astaldi vicine all'inferno senza salvataggio: dopo forfait IHI, è tutto nelle mani di Impregilo

Azioni Astaldi vicine all'inferno senza salvataggio: dopo forfait IHI, è tutto nelle mani di Impregilo

I giapponesi di IHI non hanno intenzione di fare alcuna offerta ad Astaldi: ora serve un quasi miracolo entro il 14 febbraio

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La data limite è il 14 febbraio 2019. Entro quel giorno Astaldi dovrà presentare un piano di ristrutturazione che possa garantire il salvataggio dell'azienda in piena crisi. Senza piano di ristrutturazione, la crisi di Astaldi varcherebbe un ulteriore punto di non ritorno, rappresentato dall'avvio della procedura per la messa della società in amministrazione straordinaria. Sono ore di grande apprensione quelle che vivono non solo la società delle costruzioni ma anche tutti i possessori di azioni Astaldi. L'amministrazione straordinaria avrebbe infatti una sderie di effetti anche sui titoli oggetto di quotazione su Borsa Italiana. 

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Ci sono alcuni segnali che non sebrano far ben sperare per i prossimi giorni. Se fino alla settimana scorsa si era parlato di due società interessante ad intervenire nel salvataggio di Astaldi (l'italiana Impregilo e la giapponese IHI), adesso è giunta la comunicazione ufficiale che i giapponesi non sarebbero minimamente intenzionati a farsi in avanti. Ovviamente il passo indietro dei giapponesi non potrà non avere effetti diretti sull'andamento delle azioni Astaldi su Borsa Italiana oggi. Fin dall'avvio della crisi della società delle costruzioni, le azioni hanno registrato continue fluttuazioni sulla borsa di Milano a seconda delle novità via via giunte sul dossier salvataggio. 

Attenzione perchè il passo indietro dei giapponesi di IHI su Astaldi non è un rumors ma una notizia dal sapore ufficiale anche perchè data da un portavoce della società giapponese. In pratica in corsa per il salvataggio di Astaldi resta ora solo l'italiana Impregilo e il fatto che si vada verso un'unica offerta (peraltro non vincolante) non è positivo. La soluzione domestica, inoltre, confermerebbe che l'appeal di Astaldi sarebbe ai minimi termini e che l'intervento interno sarebbe anche un modo per porre freno alle inevitabili tensioni sociali che potrebbero scaturire nel caso in cui la crisi di Astaldi dovesse precipitare ancora di più. 

Questo il quadro generale sommario della fase delicatissima che la società di Pietro Astaldi vive. La corsa contro il tempo che è inziata oggi e terminerà il prossimo 14 febbraio (giovedì) sarà scandita da numerosi appuntamenti. Molti possessori di azioni Astaldi hanno chiesto cosa avverrà adesso che IHI si è ritirata dal salvataggio di Astaldi. Il primo appuntamento sarà proprio oggi o al massimo domani e riguarderà la firma di un accordo tra la stessa società e Fortress per la concessione di un finanziamento da 75 milioni di euro. Quei 75 milioni di euro, concessi ad un tasso di ben il 17 per cento, permetteranno ad Astaldi di continuare a lavorare e quindi a non chiudere alcuni importanti cantieri. Tra domani 12 febbraio e dopodomani 13 febbraio dovrebbe poi arrivare l'offerta di Salini Impregilo e allora si tratterà poi di capire quali sono i termini e le condizioni fissate dal costruttore romano. Sullo sfondo resta intanto il possibile intervento della Cassa Depositi e Prestiti che non farebbe altro che rafforzare i tratti (o almeno alcuni di essi) pubblici del salvataggio di Astaldi. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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