Perchè tante società fuggono da Borsa Italiana tra delisting e mancate quotazioni?

Perchè tante società fuggono da Borsa Italiana tra delisting e mancate quotazioni?
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Su Borsa Italiana sono presenti oggi 242 società quotate praticamente lo stesso numero di 20 anni fa

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Borsa Italiana sembra da tempo aver avviato una vera e propria cura dimagrante. Tra delisting, anche molto rilevanti, e mancate quotazioni a causa di avverse condizioni di mercato (è questa la formula che viene spesso utilizzata per revocare l'annuncio di un'IPO), l'appeal di Borsa Italiana è sempre più basso. Il fatto è che a non essere attratte da Piazza Affari non sono solo le società ma sono, molto spesso, anche gli investitori. Non che Borsa Italiana abbia avuto mai pretese di competere con le prime della classe a livello europeo, ma ultimamente Piazza Affari sembra avere perso anche quel poco di prestigio che aveva in passato. 

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Prima di capire perchè Borsa Italiana non ha successo e non attira società è bene dare un pò di numeri. Ad esempio lo sapevate che su Borsa Italiana oggi ci sono 242 società quotate ossia lo stesso numero di 20 anni fa? Dinanzi ad un dato simile non si fa torto a nessuno se si risconosce che ad oggi non c'è alcuno stimolo per una società a finire sugli indici di Piazza Affari. Rispetto a 20 anni fa, inoltre, sono cambiate tante cose perchè è vero che il numero complessivo delle società quotate è rimasto stabile ma, ahimè, ci sono state anche molte defezioni di un certo peso. Ovviamente non mi riferisco a quei titoli che sono stati delistati perchè al centro di fusioni (è questo, ad esempio, il caso di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, revocati dalle quotazioni dopo la nascita del Banco BPM). Mi riferisco invece ai casi di Luxottica o di Yoox Net a Porter le cui azioni sono state revocate essendo le rispettive società finite nella mani di soggetti terzi. 

Secondo alcuni analisti è evidente che dietro lo scarso appeal di Borsa Italiana ci siano problemi strutturali della nostra economia. Negli ultimi 20 anni nessun governo è stato capace di proporre e quindi realizzare una cosa, teoricamente, molto semplice: gettare le basi per la creazione di uno sviluppo armonico del mercato azionario italiano in modo tale da veicolare le risorse degli investitori verso quelle imprese di piccola e media dimensione che, fino a pochi anni fa, erano la base dell'economia dell'Italia. Insomma economia e finanza sono collegate e quello che avviene su Borsa Italiana tra delisting e rinunce è uno specchio di ciò che avviene nel Paese. A salutare Piazza Affari solo negli ultimi mesi sono state Damiani, Nice, Vittoria Assicurazioni, solo per fare alcuni nomi. La cronaca recente lascia intendere che la fuga dalla borsa di Milano non sia ancora finita. 

Ora il problema dello scarso appeal di Borsa Italiana è tale anche per il singolo investitore. Se avevi in mano azioni Luxottica o Yoox NAP sarai stato certamente costretto a restare sintonizzato sulle novità sui rispettivi delisting messi in atto dalle due citate società. Il fatto è che se si abbassa il livello di attenzione nel corso di queste operazioni si corre il rischio di restare con azioni che non sono più quotate e delle quali non si può chiedere alcun rimborso. I delisting sono così seguiti proprio perchè nessuno investitore ci tiene a restare senza nulla in mano! Tra l'altro se non si segue il delisting si corre il rischio di non poter neppur intervenire sul proprio conto titoli. Appunto per questo motivo è assolutamente necessario seguire le varie fasi delle operazioni di revoca magari ricorrendo al sistema degli allert. Insomma ogni delisting è una bella rogna per l'investitore. 

Ma i motivi per i quali i piccoli investitori sono sempre più spesso poco attratti da Borsa Italiana non si fermano qui. C'è infatti dell'altro. Le vicende degli ultimi anni, con i vari scandali avvenuti, hanno portato i piccoli investitori che ritenere che la borsa sia un luogo di grandi speculatori poco adatto ai piccoli. Anche questo motivo ha supportato la fuga dalla Borsa Italiana. Oggi tutti sanno quello che è il peso scarsissimo della borsa di Milano sull'azionariato globale. Numeri alla mano il peso dell'azionario italiano sul totale mondiale si ferma ad appena l'1 per cento! Troppo poco come troppo sottili sono anche le remunerazioni garantire dalle azioni italiane. Neppure investire in azioni italiane sul lungo termime consente di avere remunerazioni interessanti. 

Bene, sommando tutti i citati motivi, si capisce perchè l'investitore piccolo tenda ad allontanarsi dalla Borsa Italiana e perchè le società stesse siano poco interessate a Piazza Affari. Urge un cambio. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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