Petrolio previsioni 2018: prezzi ai massimi da 4 anni, idea long ma con prudenza

Petrolio previsioni 2018: prezzi ai massimi da 4 anni, idea long ma con prudenza
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La quotazione del petrolio, secondo le ultime previsioni, potrebbe salire fino a 95 dollari al barile nei prossimi mesi

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Il prezzo del petrolio nei prossimi mesi potrebbe salire fino a 95 dollari al barile. Le ultime previsioni sulla possibile quotazione dell'oro nero sono state rilasciate da John Kilduff partner fondatore di Again Capital, secondo il quale il prezzo del petrolio WTI potrebbe salire quindi a livelli che mancano da ben 4 anni. Le previsioni di Kilduff sono coraggiose se si considera quelli che sono gli attuali valori del petrolio. Secondo i dati in tempo reale le quotazioni del petrolio WTI sono attestate attorno a 68,67 dollari al barile mentre il Brent si colloca a 77,5 dollari al barile (modesto +0,3 per cento rispetto alla chiusura di ieri). La tendenza in atto sul prezzo del greggio da tempo viene confermata anche dall'andamento di oggi. E' infatti in corso un equlibrio tra domanda e offerta che spiega il perchè i prezzi non attuino rally o veloci ribassi. Insomma sul petrolio c'è una stabilizzazione che, però, secondo Kilduff non dovrebbe durare a lungo. 

Ovviamente di previsioni sulla quotazioni petrolio web e riviste specialistiche sono piene. Sta poi a chi investe ossia al trader fare la sua valutazione. Se gli argomenti di Again Capital sono esatti allora conviene certamente andare long nel trading di CFD sul petrolio. Gli argomenti citati a sostegno delle previsioni di Kilduff sono comunque forti. L'analista ritiene che a far salire velocemente il prezzo del greggio possa essere il caos libico. La crisi della Libia oltre a danneggiare gli interessi delle grandi compagnie che operano nel paese tra cui l'Eni, potrebbe essere un aggravente di una tendenza rialzista che sarebbe stimolata in primo luogo dall'Iran. L'imminente arrivo della sanzioni contro Teheran determina, secondo l'esperto, l'inevitabile ricerca, da parte di raffinatori e delle grandi industrie, di alternative praticabili. L'economia Usa è in espansione e agli Stati Uniti serve petrolio per forza di cose. Se a cioiò si aggiunge il fatto che la disoccupazione negli Usa è crollata ai minimi storici, allora lo scenario che vede un forte aumento del prezzo del petrolio non è forse più di tanto azzardato. Secondo Kilduff ci sarà una tendenza rialzista del WTI fino al target di 95 dollari al barile se già nelle prossime settimane questo prezzo dovesse salire verso i 75 dollari al barile. Questo sarebbe un segnale chiaro dal punto di vista tecnico. 

Monitorare i segnali in atto diventa essenziale per capire come investire sul petrolio nel medio termine. Ad esempio, per quello che riguarda i market mover, le aziende petrolifere del Giappone hanno iniziato a bloccare il petrolio iraniano. E non si tratta di una decisione da poco visto che il greggio dell'Iran rappresentava ben il 5% del mercato nipponico. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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