Analisi tecnica materie prime: previsioni quotazione oro e petrolio e trading system settimana 22-26 ottobre

Analisi tecnica materie prime: previsioni quotazione oro e petrolio e trading system settimana 22-26 ottobre

Le previsioni settimanali sull'andamento del prezzo dell'oro e del prezzo del petrolio nella settimana in corso con le strategie trading operative

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Di seguito l'analisi tecnica sulle materie prime (petrolio e oro) nella settimana 22-26 ottobre con i relativi spunti operativi per impostare una strategia trading (long/short).

QUOTAZIONE PETROLIO ANALISI TECNICA 22-26 OTTOBRE

PREZZO DEL PETROLIO SOTTO QUOTA 70 DOLLARI DOPO FORTE CRESCITA SCORTE SETTIMANALI USA

Settimana all’ insegna delle prese di beneficio per la versione del petrolio WTI, che ha lasciato sul terreno il 2,80% rispetto alla chiusura della precedente ottava. Il prezzo del greggio quotato sul mercato statunitense, chiudendo gli scambi a quota

69,37 dollari al barile, ha fatto registrare il primo close a 5 sedute sotto la soglia psicologia e tecnica rappresentata da rea 70 dollari, un evento che non accadeva da 5 settimane.

LE NEWS PIU’ SENSIBILI PER I PREZZI DEL PETROLIO

Prezzo del greggio che ha risentito negativamente dell’ aumento della produzione di greggio negli USA. Secondo le stime diffuse dall‘ EIA ( Energy Information Administration ), infatti l’ output di materia prima a stelle e strisce, per il mese di Novembre dovrebbe crescere per 98 mila barili giornalieri, assestandosi al livello record pari a 7,71 milioni di barili al giorno. Dai dettagli emersi dal report dell’ agenzia americana è inoltre emerso che l’ aumento dell’ output atteso dovrebbe coinvolgere omogeneamente tutti i principali sette bacini di scisto presenti sul territorio USA. Per questo motivo gli analisti sostengono che nel corso del prossimo anno, il mercato globale del petrolio sarà caratterizzato da un ampia offerta. Per il quarto trimestre di quest’anno, invece, l’ aumento della produzione USA, sempre a livello globale sarà parzialmente neutralizzato dall’ attesa flessione delle esportazioni di petrolio iraniano, causata dalle sanzioni che gli Stati Uniti faranno scattare nei confronti di Teheran a partire dal prossimo 4 Novembre. Export di petrolio iraniano che secondo le stime diffuse da Refinitiv Eikon, nelle prime due settimane del mese in corso, è già sceso a 1,33 milioni di barili al giorno, contro 1,6 milioni di barili giornalieri esportati nel mese di Settembre. I principali Paesi importatori di greggio iraniano sono stati Cina, Turchia ed India.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Quotazione petrolio che come anticipato tra le righe del titolo iniziale è stata fortemente penalizzata dal balzo di gran lunga superiore alle attese, evidenziato dal saldo settimanale delle scorte di greggio statunitense. Secondo il consueto rapporto elaborato dall’ EIA, nella settimana terminata il 13 Ottobre, gli stock di petrolio USA sono aumentati di 6,5 milioni di barili, mentre gli analisti avevano pronosticato una crescita contenuta a +0,9 milioni di barili. Le scorte di benzina, invece, sono diminuite di 2 milioni di unità, a dispetto di un incremento di circa 0,6 milioni di barili atteso. Giù anche le scorte di distillati, in calo di 0,8 milioni di unità, mentre il consensus dava un calo di circa 1,1 milioni di unità. Le anticipazioni rilasciate dall’ API ( American Petroleum Institute ), invece, davano scorte di materia prima in flessione di 2,1 milioni di barili; stock di benzina in discesa di 3,4 milioni di unità e riserve di distillati in calo di 0,25 milioni di unità.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Buono il bilancio settimanale realizzato dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI, che ha centrato 5 dei 7 obiettivi obiettivi indicati dalla strategia Short: 2 nella versione Intraday e 3 nella versione Over; nonché il primo target price evidenziato dalla strategia Long Intraday.

La visione rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 70,18 $; Target Price attesi in area 70,62 e 71,32 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 69,05 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 71,32 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 71,60 e 72,04 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 70,18 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 72,04 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 72,48 e 73,20 dollari, estesi a 73,94 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 71,32 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 65,10 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 65,76 e 66,42 dollari, estesi a 67,51 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 64,45 $.

La visione ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 69,05 $, per sfruttare eventuali discese in 68,62 e 67,93 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 70,18 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 67,93 $,per anticipare possibili cali fino a 67,51 e 66,84 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 68,62 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 66,84 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 66,42 e 65,76 dollari, estese a 65,10 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 67,93 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 73,94 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 73,20 e 72,48 dollari, esteso a 72,04 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 74,70 $.

QUOTAZIONE ORO ANALISI TECNICA 22 - 26 OTTOBRE

ORO CONSOLIDA SUI TOP A TRE MESI: QUADRO RIALZISTA IN POSSIBILE COSTRUZIONE

Il prezzo dell’ oro continua a consolidare sui massimi da fine Luglio, mettendo a segno la terza ottava consecutiva all’ insegna del rialzo. Il future sull’ oro con scadenza a Dicembre 2018 ha chiuso le contrattazioni della seduta di Venerdì 19 Ottobre a quota 1.230 dollari, facendo registrare un progresso a cinque sedute di poco superiore allo 0,50%. Finché il prezioso metallo giallo continuerà a scambiare sopra l’ importante soglia tecnica rappresentata da area 1.200 dollari si rafforza la possibilità che il recupero continui anche nel corso delle prossime settimane.

LE NOTIZIE ED I DATI PIU’ IMPORTANTI PER LE QUOTAZIONI DELL’ORO

Quotazione oro in tenuta nonostante il contenuto dei verbali dell’ ultimo meeting della FED di Settembre abbia momentaneamente favorito la ripresa del dollaro. Dalla lettura delle cosiddette minute FED è infatti emerso che l’ istituto centrale statunitense andrà avanti con un ritmo di rialzo dei tassi abbastanza sostenuto. E’ risaputo che l’ atteggiamento da Falco della Federal Reserve spinge gli investitori verso una valuta rifugio come il biglietto verde, rendendo più costoso un bene espresso i dollari come l’ oro, ed inoltre privo di rendimenti.

Sotto l’ aspetto macro, l’ ottava negli USA si è aperta con la lettura, migliore delle attese, fatta registrare dall’ indice Empire State. L’ indicatore elaborato dalla FED di New York, che rileva l’ attività manifatturiera nel distretto federale della città della “ Grande Mela “, nel mese in corso, ha infatti evidenziato un aumento a 21,1 punti, in crescita dai 19 punti di Settembre. I pronostici degli analisti, invece, erano per una lettura invariata rispetto a quella precedente. In crescita anche il sotto-indice dei nuovi ordini, salito a 22,5 punti dai 16,5 punti di Settembre. La voce sui prezzi d’ acquisto, invece, è scesa a 42 punti dai 46,3 punti della precedente stima. Il dato sugli impieghi ha invece mostrato un calo a 9 punti dai 13,3 punti della lettura precedente. In flessione anche la fiducia sul futuro, in discesa a 29 punti dai 30,3 punti dello scorso mese.

Oro in ripresa dopo la debole lettura evidenziata dalle vendite al dettaglio del mese di Settembre, in crescita dello 0,1% su base mensile, ma decisamente al di sotto del +0,7% indicato dagli analisti. Filtrato dei risultati relativi al settore auto, il suddetto indice ha evidenziato un calo dello 0,1%, contro il +0,2% di Agosto, a sua volta rivisto al ribasso da +0,3% della stima flash. I pronostici degli analisti, invece, davano un aumento dello 0,4%. Al netto della spesa per carburanti, invece, il risultato delle vendite al dettaglio ha evidenziato una variazione nulla, anche in questo caso, deludendo le aspettative, che invece indicavano un progresso dello 0,4%. La lettura finale di Agosto ha invece rivelato un aumento dello 0,1%.

Segno “ più “ per la produzione industriale nel mese di Settembre, in crescita dello 0,3%, ma in lieve rallentamento rispetto al +0,4% della lettura mensile precedente. Nonostante la leggera frenata sono state comunque battute le attese degli analisti, che invece non andavano oltre il +0,2%.

La Mortgage Bankers Association ( MBA ) ha reso noto che nell’ ottava terminata il 12 Ottobre, le nuove richieste di mutui ipotecari hanno subito una forte contrazione, evidenziando un calo del 7,1%, peggiorando rispetto al -1,7% della precedente stima settimanale.

Il Dipartimento per il Lavoro a stelle e strisce ha reso noto che nella settimana che si è conclusa il 13 Ottobre le richieste di sussidio di disoccupazione sono diminuite di 5 mila unità, portandosi a 210 mila unità. Lettura sostanzialmente in linea con le attese degli analisti, che invece si aspettavano un dato pari a +211 mila unità. La media mobile mensile, indicatore meno volatile rispetto alle singole rilevazioni settimanali ha invece espresso un aumento di 2mila unità a 211.750 unità. Il totale dei richiedenti sussidio, al 6 Ottobre, si è invece assestato a 1,640 milioni di unità, sotto 1,663 milioni di unità indicati dagli analisti. Corretta al rialzo il precedente saldo settimanale, passato da 1,640 milioni di unità da 1,653 milioni di unità della prima comunicazione.

In lieve miglioramento rispetto alla precedente rivelazione mensile, il Leading Index del Conference Board USA del mese di Settembre. Il cosiddetto superindice economico statunitense, il mese scorso, ha infatti evidenziato un rialzo dello 0,5%, in progresso rispetto al +0,4% della stima di Agosto. Il valore del suddetto indicatore, il cui scopo è quello di anticipare l’ andamento del ciclo economico, consiste nel risultato della media ponderata di 10 diversi indicatori macroeconomici. La previsione copre un orizzonte temporale dai 3 ai 9 mesi successivi all’ ultima lettura.

In marginale discesa, invece, il cosiddetto indice Philly Fed Index, che nel mese di Ottobre si è assestato a 22,2 punti dai 22,9 punti della precedente stima mensile. Nonostante il calo, la lettura del mese in corso ha battuto i pronostici degli analisti, che invece avevano indicato un calo più marcato, a 20 punti. L’ indicatore consiste nel termometro dell’ attività manifatturiera del distretto federale di Philadelphia, il terzo per grandezza. Il risultato del Philly Fed Index è frutto di un’ indagine condotta sulle condizioni generali di salute dell' economia e delle imprese. I partecipanti al sondaggio devono indicare, in base alla propria valutazione, i cambiamenti rispetto al mese precedente e le previsioni per i prossimi sei mesi. Una lettura maggiore allo zero è sinonimo di espansione, mentre un dato inferiore alla soglia dello zero significa che il comparto è in contrazione. Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che la voce relativa alla spesa per investimenti nei prossimi sei mesi è scesa a 25,2 punti dai 26,7 punti di Settembre; mentre il sotto-indice relativo alle condizioni di business ha subito una flessione a 33,8 punti dai 36,3 punti del mese precedente. L’ indice dei prezzi pagati è calato a 38,2 punti da 39,6 punti ed i nuovi ordini sono diminuiti da 21,4 punti a 19,3 punti. In miglioramento, invece, l’ occupazione che da 17,6 punti si è portata a 19,5 puti.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Dopo la mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, il prezzo dell’ oro è ritornato lentamente alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari. La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari ha innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo potrebbe correre il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari. La conferma del recupero di area 1.220, invece, sul breve, potrebbe accantonare le ipotesi ribassiste appena indicate. Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo si rafforza soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di breve potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Buono il bilancio settimanale evidenziato dal nostro trading system con sottostante l’ oro che preso profitto sui due obiettivi pronosticati dalla strategia Long intraday e sul primo target price indicato dalla strategia Long Over.

Lo scenario Long suggerisce di attivare posizioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.233,25 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.236,15 e 1.240,90 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.228,55 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.240,90$ per sfruttare possibili allunghi in area 1.243,85 e 1.248,60 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.230 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.248,60 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.251,50 e 1.256,30 dollari, esteso a 1.261,10 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.240,90 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.201,35 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.205,95 e 1.210,55 dollari, estesi a 1.220,95 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.190 $ in chiusura di candela giornaliera.

Lo scenario Short, invece, suggerisce di aprire posizioni al ribasso nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.228,55 $; Target Price previsti a 1.225,65 e 1.220,95 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.233,25 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.220,95 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.218,10 e 1.213,45 dollari; Stop Loss; in caso di ritorno sopra 1.230 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.213,45 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.210,55 e 1.205,95 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.201,35 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.220,95 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.261,10 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.256,30 e 1.251,50 dollari, estesi a 1.243,85 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.270 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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