Analisi tecnica materie prime: previsioni quotazione oro e petrolio e strategia trading settimana 5-9 novembre

Analisi tecnica materie prime: previsioni quotazione oro e petrolio e strategia trading settimana 5-9 novembre

Prezzo oro e quotazione petrolio sotto analisi tecnica: possibili strategie long/short e stop loss per tutelarsi

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ANALISI TECNICA PETROLIO SETTIMANA 5-9 NOVEMBRE

Il prezzo del petrolio sarà in una fase clou nella settimana 5-9 novembre. Questo non solo da un punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista fondamentale. Il 5 novembre, infatti, entrano in vigore le sanzioni all'Iran e quindi le quotazioni si trovano a fare i conti con questa sia pure attesa novità. 

PREZZO DEL PETROLIO SUI MINIMI A 6 MESI CON AUMENTO PRODUZIONE OPEC E RUSSIA ED IN CREMENTO SCORTE USA

Nuova e pesante battuta d’arresto per la quotazione petrolio, che nella versione WTI si è portato sui minimi dallo scorso mese di Aprile, facendo registrare una chiusura d’ ottava a quota 62,86 dollari al barile, vicino al minimo toccato nelle ultime 5 sedute, a quota 62,63 dollari. Sul breve-medio periodo il quadri tecnico dl greggio ritorna quindi in una zona grigia, che lo potrebbe veder proiettato ancor più verso il basso, verso la soglia tecnica e psicologica individuata in area 60 dollari. Solo un ritorno oltre quota 66 dollari potrebbe scongiurare, almeno nel brevissimo, lo scenario ribassista appena indicato.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

Greggio in calo per effetto dell’ aumento della produzione dei paesi produttori riuniti sotto la sigla dell’ OPEC, che hanno portato il loro output giornaliero sui massimi degli ultimi tre anni, toccando quota 33,33 milioni di barili giornalieri. In ascesa anche la produzione russa, che nel mese di Ottobre si è assestata ad 11,4 milioni di barili al giorno, un livello che risaliva ai tempi dell’ ex Unione Sovietica. I diretti interessati hanno fatto sapere che gli aumenti si sono resi necessari in vista dell’ entrata in vigore delle sanzioni USA contro l’ output iraniano, per compensare il deficit della produzione di altri paesi, tra cui il Venezuela e per la risalita delle scorte globali della materia prima.

Prezzo del petrolio indebolito anche da un possibile ammorbidimento delle sanzioni USA che partiranno oggi, Lunedì 5 Novembre, contro le importazioni di petrolio iraniano. Secondo alcuni rumors, qualche paese, tra cui Giappone ed India, avrebbe ottenuto una temporanea esenzione al rispetto delle suddette sanzioni. Il prezzo quindi continua ad essere vincolato al ribasso, schiacciato dall’ aumento della produzione che ha incrociato i timori di una minor crescita dell’ economia globale. Non ha sortito alcun effetto positivo, invece, la possibile tregua sui dazi sull’asse USA-Cina.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Nuovo rialzo per le scorte di petrolio made in USA, che nella settimana terminata il 26 Ottobre, secondo le stime diffuse dall’EIA ( Energy Information Agency ) sono aumentate di 3,2 milioni di barili, in lieve crescita rispetto all’ incremento di 3,1 milioni di barili indicato dagli analisti. Segno “ meno “ per gli stock di benzina, in flessione di 3,2 milioni di barili, oltre i-1,9 milioni di barili indicati dagli analisti; mentre le scorte di distillati sono scese di circa 4,1 milioni di barili, contro una discesa di circa 1,4 milioni di barili stimati dal consensus. Le anticipazioni rilasciate dall’ API ( American Petroleum Institute ) avevano invece rivelato un calo delle stock di greggio pari a 5,7 milioni di barili; una flessione delle scorte di benzina di 3,5 milioni di barili ed una riduzione delle scorte di distillati pari a -3,1 milioni di barili.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Ottimo il bilancio settimanale realizzato dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI, che ha centrato tutti gli obiettivi pronosticati dalla strategia ribassista ( 7 su 7 ), quindi sia nella versione Intraday che Over. Chiusa in stop loss la posizione Long speculativa.

La strategia Long suggerisce di aprire posizioni al rialzo nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 63,43 $; Target Price attesi in area 63,82 e 64,48 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 62,80 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 64,48 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 64,72 e 65,12 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 63,82 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 65,12 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 65,52 e 66,18 dollari, estesi a 66,60 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 64,48 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 59,58 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 60,18 e 60,80 dollari, estesi a 61,78 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 59 $.

La strategia Short, invece, consiglia di attivare posizioni al ribasso nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 62,80 $, per sfruttare eventuali discese in 62,42 e 62,17 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 63,43 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 62,12 $,per anticipare possibili cali fino a 61,78 e 61,17 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 62,80 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 61,17$ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 60,80 e 60,18 dollari, estese a 59,58 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 62,12 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 66,60 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 66,18 e 65,52 dollari, esteso a 65,12 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 67,25 $.

ANALISI TECNICA ORO SETTIMANA 5 - 9 NOVEMBRE

Di seguito l'analisi tecnica sul prezzo dell'oro per la settimana dal 5 al 9 novembre. 

PREZZO DELL’ ORO IMPOSTATO AL RIALZO NONOSTANTE AUMENTO OLTRE LE ATTESE DEL SALDO DEI NUOVI OCCUPATI SETTORI NON AGRICOLI USA

Settimana positiva per la quotazione oro, la quinta consecutiva, che continua a consolidare sui massimi ad oltre 3 mesi, sopra quota 1.230 dollari. L’ottava si è conclusa con l’ ultimo scambio fissato a quota 1.234,60 dollari l’oncia ( -0,11% ) con le quotazioni del metallo giallo frenate dal nuovo aumento fatto registrare dalle Non-Farm Payrolls USA di Ottobre, che evidenziando una forte crescita hanno fatto aumentare le aspettative di un prossimo aumento dei tassi in occasione del prossimo meeting della Banca Centrale Americana.

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER LE QUOTAZIONI DELL’ORO

Dal consueto report mensile diffuso dal Dipartimento per il Lavoro statunitense è emerso che ad Ottobre il numero dei nuovi posti di lavoro creati nel settore no agricolo USA è salito a +250 mila unità, mentre il consensus medio degli analisti non si spingeva oltre le +190 mila unità. Lettura lievemente macchiata dalla revisione al ribasso della precedente stima mensile, che da +134 mila unità della rilevazione flash è stata rivista in via finale a +118 mila unità. Da ulteriori dettagli si è venuto a conoscenza che la spinta è arrivata grazie alla ripresa delle assunzioni nei settori “ leisure “ ed “ hospitality “, in aumento dopo il calo registrato nel mese di Settembre per effetto del passaggio dell’ uragano Florence. Stabile sui minimi a quasi 50 anni, il tasso di disoccupazione, rimasto invariato al 3,7%. I salari medi orari, invece, sono cresciuti dello 0,2% su base mensile, in aumento di 5 cent/dollaro, ma rallentando lievemente rispetto al +0,3% della precedente stima mensile. Più evidente la crescita delle paghe orarie, in ascesa, come da attese, del 3,1% ed in miglioramento rispetto al +2,8% della precedente lettura mensile. Per i salari medi si è trattato del record degli ultimi nove anni e mezzo. Alla luce di questi eccellenti dati macro la Federal Reserve potrebbe essere ancor più persuasa ad alzare i tassi d’ interesse nel corso del meeting in calendario a Dicembre.

La consueta anticipazione ADP, che rileva il numero dei nuovi occupati nei settori privati USA, curata dalla società di risorse umane Automatic Processing Data, invece, aveva rivelato un aumento pari a+227 mila nuove buste paga. I pronostici degli analisti, invece, non si spingevano oltre le +187 mila unità. La stima finale di Settembre si è assestata a +218 mila unità. La lettura rilasciata da ADP con un giorno d’ anticipo rispetto alle NFP consiste di un’ indicatore molto affidabile, in quanto copre oltre mezzo milione di aziende operanti nei settori non agricoli.

Nel terzo trimestre la produzione nel settore non agricolo USA è cresciuta del 2,2%, come da attese, ma rallentando rispetto al +3% messo a segno nel precedente trimestre.

Oro in frenata dopo che secondo la consueta stima mensile rilasciata dalla Conference Board , la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è balzata sui massimi dal 200, assestandosi a 137,9punti dai 135,3 punti di Settembre. Battuti i pronostici degli analisti, che invece non andavano oltre i 136 punti. L’ ottima lettura è stata sostenuta dalla forza dimostrata dal mercato del lavoro.

Quotazioni del metallo giallo in ripresa dopo il dato sottotono sui redditi personali negli Stati Uniti, che nonostante l’ aumento dello 0,2% su base mensile, registrato a Settembre, hanno rallentato rispetto al +0,4% della precedente stima di Agosto ( rivisto da +0,3% ).Le indicazioni degli analisti, invece, erano per un ulteriore crescita dello 0,4%. Segnali di rallentamento sono arrivati anche dalle spese personali, che pur in crescita dello 0,4%, hanno evidenziato un minor aumento rispetto al +0,5% della precedente rivelazione mensile, a sua volta corretta al rialzo da +0,3% della lettura flash. La Banca Centrale Americana monitora con attenzione le due voci appena riportate, in quanto elementi cardine per il PIL della prima economia mondiale.

In miglioramento anche il Dallas Fed Manufacturing Index nel mese di Ottobre, portatosi a 29,4 punti dai 28,1 punti della precedente stima mensile. Superate le previsioni degli analisti che invece si aspettavano che l’ indicatore del distretto manifatturiero di Dallas si mantenesse stabile a 28,1 punti, come nel mese di Settembre.

Settimana statunitense ricca di informazioni macro arrivate dal settore dal settore immobiliare statunitense, che ha visto, secondo le stime rilasciate dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ), le nuove richieste di mutui ipotecari diminuire del 2,5%, segnando il passa rispetto al +4,9% del precedente saldo settimanale. Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che i tassi sui mutui trentennali sono rimasti stabili al 5,11% sui valori della precedente rilevazione settimanale.

L’ indice S&P Case Shiller, indicatore che misura l’ andamento dei prezzi nelle venti aree metropolitane degli Stati Uniti, nel mese di ottobre, ha rivelato un aumento del 5,5% su base annua, rallentando rispetto al +5,9% della precedente stima mensile. Le stime degli analisti, invece, erano per un maggior rialzo, pari a +6%. Le spese per le costruzioni nel mese di Settembre si sono assestate a 1.329,5 miliardi di dollari, in progresso rispetto ai 1.328,8 miliardi di dollari del mese di Agosto, ma tuttavia inferiori alle attese degli analisti, che invece si aspettavano un aumento delle spese pari a +0,1%.

La consueta stima sul saldo delle nuove richieste di disoccupazione, diffusa dal Dipartimento per il Lavoro, ha rivelato che nell’ ottava terminata il 27 Ottobre si è registrato una lieve flessione a 214 mila unità, ma sostanzialmente in linea con le 212 mila unità pronosticate dagli analisti. La lettura finale relativa alla precedente settimana è stata invece portata a 216 mila unità da 215 mila unità inizialmente comunicati. La media delle ultime quattro settimane, che esprime un valore più reale rispetto alle singole letture settimanali, in quanto meno volatile, si è invece assestata a 213.750 unità, in aumento di 1.750 rispetto all’ ottava precedente. Il totale delle richieste di indennizzo, al 20 Ottobre, si è portato a 1,631 milioni di unità, in calo da 1,638 milioni di unità della precedente stima settimanale ( corretta da 1,636 milioni di unità ), ed in flessione rispetto a 1,640 milioni di unità attesi dal mercato.

Segno lievemente positivo per l’ attività del settore manifatturiero statunitense, che nel mese di Ottobre, pur assestandosi sotto la stima preliminare ( 55,9 punti ) ha fatto registrare un aumento a 55,7 punti, in salita rispetto ai 55,6 punti del PMI di Settembre. Il Purchasing Managers Index relativo al settore servizi invece si è portato a 55,7 punti dai 55,6 punti di Settembre ( preliminare 55,9 punti ) ( consensus 55,8 punti ).

Il Purchasing Managers Index manifatturiero del distretto federale di Chicago, sempre nel mese di Ottobre, ha invece rivelato una frenata a 58,4punti, dai 60,4 punti della precedente stima mensile, mentre gli analisti si aspettavano un calo molto contenuto, a 60 punti. La lettura pur evidenziando il valore più basso di PMI degli ultimi sei mesi si assesta abbondantemente oltre la soglia di espansione dei 50 punti.

L’ attività manifatturiera statunitense, misurata dall’ Institute for Supply Management ( ISM ), il mese scorso, ha invece fatto registrare una contrazione a 57,7 punti dai 59,8 punti della stima precedente. Lettura inferiore a quanto stimato dagli analisti, che invece si aspettavano un valore pari a 59 unità

Aumenta il rosso della bilancia commerciale degli Stati Uniti, che a Settembre ha evidenziato un saldo negativo pari a -54 miliardi di dollari, peggiorando rispetto ai -53,3 miliardi di Agosto ( corretto da -53,2 miliardi di dollari ). Le indicazioni degli analisti, invece, erano per un disavanzo paro a 53,6 miliardi di dollari.

La lettura finale degli ordinativi di beni durevoli di Settembre, diffusa dal Dipartimento per il Commercio, si è assestata a +0,7%,in lieve calo rispetto al +0,8% della lettura preliminare. La stima “ Core “, al netto del risultato del settore trasporti, ha evidenziato una variazione nulla, mentre la stima preliminare aveva evidenziato un lieve progresso dello 0,1%.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Dopo la mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, il prezzo dell’ oro è ritornato lentamente alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari. La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari ha innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo potrebbe correre il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari. La conferma del recupero di area 1.220, invece, sul breve, potrebbe accantonare le ipotesi ribassiste appena indicate. Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo si rafforza soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di breve potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ oro che preso profitto su 4 obiettivi pronosticati dalla strategia Long Intraday: 2 nella versione Intraday e 2 nella versione Over.

La strategia Long consiglia l’ apertura di posizioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.235,65 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.240,35 e 1.243,30 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.228,05 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.243,30 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.248 e 1.255,75 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.234,60 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.255,75 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.260,55 e 1.265,60 dollari, esteso a 1.270,45 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.243,30 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.199 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.204,70 e 1.211,15 dollari, estesi a 1.218,70 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.190 $ in chiusura di candela giornaliera.

La strategia Short, invece, suggerisce di aprire posizioni al ribasso nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.228,05 $; Target Price previsti a 1.223,35 e 1.218,70 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.235,65 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.218,70 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.215,80 e 1.211,15 dollari; Stop Loss; in caso di ritorno sopra 1.228,05 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.211,15 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.206,55 e 1.204,70 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.199 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.218,70 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.270,45 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.265 e 1.260,55 dollari, estesi a 1.255,75 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.280 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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