Prezzo oro e petrolio analisi tecnica previsioni e strategie operative settimana 18-22 febbraio 2019

Prezzo oro e petrolio analisi tecnica previsioni e strategie operative settimana 18-22 febbraio 2019

Analisi tecnica e trading system sul prezzo dell'oro e del petrolio per la settimana dal 18 al 22 febbraio

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Nel corso dell'ultima settimana sia il prezzo dell'oro che la quotazione petrolio hanno registrato un recupero significativo. Per poter individuare le possibili tendenze per la settimana dal 18 al 22 febbraio 2019 è necessario partire dall'analisi tecnica e dai dati fondamentali. In questo post sono tracciate le previsioni sulla quotazione petrolio e quelle sul prezzo dell'oro per la settimana in corso. 

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ANALISI TECNICA PREZZO PETROLIO SETTIMANA 18-22 FEBBRAIO 2019

La quotazione petrolio inizia la settimana con il WTI in rialo dello 0,9 per cento a quota 56 dollari al barile e il Brent che invece registra un rialzo dello 0,63 per cento a quota 66,67 dollari al barile. Il prezzo del petrolio in tempo reale è il punto di partenza per poi procedere con l'analisi tecnica e quindi le previsioni per la settimana dal 18 al 22 febbraio. 

PREZZO DEL PETROLIO IN RECUPERO, SUPPORTATO DA ATTESE NUOVI TAGLI ALLA PRODUZIONE PAESI OPEC E NON OPEC

Ritornano gli acquisti sul petrolio, con la versione WTI in ascesa di quasi il 6%, a fronte di una chiusura settimanale a quota 55,81 dollari ( +2,57% ). Deciso il rimbalzo dal minimo della scorsa ottava, fatto segnare a quota 51,23 dollari. La chiusura dello scorso Venerdì 15 Febbraio, vicino al top delle ultime cinque sedute toccato a quota 55,87 dollari fa supporre che gli acquisti potrebbero continuare anche nel corso delle prossime sedute.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

Prezzo del greggio sostenuto ad inizio ottava dall’ intenzioni espresse dall’ Arabia Saudita di voler proporre un ulteriore riduzione dell’ output tra i Paesi OPEC e non OPEC, in maggior misura rispetto ai tagli alla produzione, pari a -1,2 milioni di barili al giorni, iniziati lo scorso 1 Gennaio. Il Ministero del Petrolio saudita ha inoltre fatto sapere di essere pronto a tagliare l’ output del paese di un ulteriore mezzo milione di barili al giorno rispetto all’ accordo. E sempre in Arabia Saudita, il giacimento offshore Safaniya, il più grande per capacità produttiva, con oltre 1 milione di barili al giorno, è stato parzialmente chiuso.

Prezzo del barile in ascesa nonostante l’ OPEC abbia rivisto al ribasso la domanda mondiale di petrolio per il 2019, pronosticandola a 30,59 milioni di barili giornalieri, ovvero 240 mila barili al giorno in meno rispetto alla precedente stima mensile. Il report diffuso dal cartello dei produttori a guida saudita, chiarisce che la decisione di tagliare le attese sulla domanda per quest’ anno, è stata causata dal rallentamento della crescita nelle principali economie mondiali e dall’ aumento dell’ offerta dei Paesi produttori concorrenti, USA su tutti.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Quotazioni del greggio, che dopo una momentanea sbandata hanno digerito l’ aumento oltre le attese delle scorte settimanali di greggio statunitense reso noto dall’ EIA. Secondo le stime diffuse dall’ Energy Information Administration, nell’ottava terminata 7 Febbraio, gli stock di petrolio Made in USA sono aumentati di 3,6 milioni di barili giornalieri, facendo segnare un maggior incremento rispetto all’ aumento di 1,6 milioni di barili indicato dagli analisti. In lieve ascesa anche le scorte di benzina, in rialzo di 0,4 milioni di unità, ma meno dell’incremento di 1 milione di unità atteso dal mercato; mentre gli stock di distillati sono aumentati di circa 1,2 milioni di unità, contrastando con il calo di circa 1,5 milioni di unità pronosticato dagli analisti. La consueta anticipazione sul saldo delle scorte settimanali di greggio USA diffusa dall’ API aveva invece indicato stock in minor aumento a +1 milione di barili al giorno; riserve di benzina in crescita di 0,7 milioni di unità e scorte di distillati in calo di 2,5 milioni di unità.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Ottima la performance settimanale realizzata dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI che ha centrato 5 dei 7 target price pronosticati dalla strategia Long: 2 nella versione Intraday e 3 nella versione Over; nonché 3obiettivi indicati dalla strategia ribassista:2 nella versione Intraday ed 1 nella versione Over.

Lo scenario rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 56,03 $; Target Price attesi in area 56,60 e 57,15 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 55,47 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 57,15$, per sfruttare possibili allunghi fino a 57,51 e 57,74 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 56,03 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 57,74 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 58,09 e 58,67 dollari, estesi a 59,26 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 57,15 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 52,55 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 52,88 e 53,43 dollari, estesi a 54,30 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 52 $.

Lo scenario ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 55,47 $, per sfruttare eventuali discese in 55,13 e 54,58 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 56,03 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 54,58$, per anticipare possibili cali fino a 54,30 e 53,97 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 55,13 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 53,97 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 53,43 e 52,88 dollari, estese a 52,55 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 54,58 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 59,26 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 58,67 e 58,09 dollari, estesi a 57,51 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 60 $.

ANALISI TECNICA PREZZO ORO SETTIMANA 18-22 FEBBRAIO 2019 

Proseguendo con la nostra analisi tecnica materie prime, ecco le previsioni sul prezzo dell'oro per la settimana dal 18 al 22 febbraio.

PREZZO DELL’ ORO RITORNA A CRESCERE SUPPORTATO DA FRENATA DOLLARO E DATI MACRO USA A DUE VELOCITA’

Dopo aver effettuato un pull-back su un minimo a cinque sedute a quota 1.304,70 dollari, la quotazione oro si è ricaricata nuovamente verso l’ alto, fissando un close d’ ottava a 1.324,75 punti ( +0,83% ), portando a + 0,45%, l’ apprezzamento rispetto alla precedente chiusura settimanale. Prezzo del metallo giallo che ha rimbalzato grazie al ripiegamento del biglietto verde dai massimi di periodo ed alla diffusione di dati macro USA in chiaroscuro.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ RILEVANTI PER LE QUOTAZIONI DELL’ ORO

L’ oro è stato principalmente frenato dal calo delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, dopo che il presidente Trump si è detto disponibile a nuovi colloqui per prolungare la scadenza della tregua sui dazi tra USA e Cina in calendario per il prossimo 1 Marzo. Il capo della Casa Bianca ha inoltre dichiarato che i negoziati con la Cina stanno andando molto bene e che gli Stati Uniti sono più vicini che mai a concludere un vero accordo commerciale con Pechino. “I dazi stanno danneggiando fortemente la Cina, e francamente, sarebbe per me un onore rimuoverli”, ha aggiunto Trump.

Oro in lieve risalita dopo che il Bureau of Labour Statistics ha confermato, come da attese, la frenata dell’ inflazione Usa, che a Gennaio ha fatto registrare una crescita dell’1,6% ( consensus +1,5% ) su base annua, rallentando rispetto al +1,9% rivelato a Dicembre. Su base mensile, l’ indicatore dei prezzi al consumo ha invece evidenziato una variazione nulla, mentre i pronostici erano per un aumento dello 0,1%. Il dato finale di Dicembre, su base mensile, ha invece rivelato una variazione nulla rispetto al +0,1% della stima flash. L’ inflazione “ Core “, che non comprende i dati relativi ai comparti più volatili, quali alimentari ed energia, ha invece fatto registrare, come da attese, un incremento dello 0,2% su base mensile, confermando l’ andamento della precedente lettura di Dicembre. Su base annua, l’ inflazione Core è invece aumentata del 2,2%, portandosi lievemente oltre il +2,1% pronosticato dagli analisti.

Dollaro giù e quotazioni del metallo giallo che ne hanno tratto beneficio, dopo il netto calo mostrato dalle vendite al dettaglio Usa di Dicembre, in flessione dell’1,2% su base mensile, mentre gli analisti avevano pronosticato un lieve aumento, pari a +0,1%. Il Dipartimento per il Commercio ha inoltre rivisto al ribasso la stima di Novembre, corretta a+0,1% da +0,2% della rivelazione flash. Le vendite al dettaglio filtrate della componente auto hanno invece evidenziato un calo più marcato, pari a-1,8%, deludendo nettamente il consensus degli analisti, che invece dava un risultato nullo. La stima al netto della spesa per carburanti ha invece messo in luce un calo dell’1,4%, invertendo decisamente rotta dal +0,5% della precedente lettura mensile e rispetto al +0,4% atteso dal mercato.

La consueta lettura del saldo settimanale delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione Usa, al 9 Febbraio, si è assestata a +239 mila unità, crescendo di 5 mila unità rispetto all’ ottava precedente. Gli analisti, invece, si aspettavano una flessione a +225 mila unità. La media mensile, indicatore meno volatile rispetto alle singole rilevazioni settimanali, si è invece portata a 231.750 unità, in aumento di 6.750 unità rispetto alla settimana precedente. Il Dipartimento per il Lavoro ha inoltre fatto sapere che le richieste continuative, nella settimana terminata il 2 Febbraio, sono aumentate a 1,773 milioni di unità, contro un aumento a 1,740 milioni di unità atteso dal consensus, ed in deciso progresso rispetto a 1,736 milioni di unità della precedente lettura.

Lieve calo mensile per l’ indice grezzo dei prezzi alla produzione ( PPI ), che a Gennaio è sceso dello 0,1% ( attese +0,1% ). Rivisto a -0,1% da -0,2% della prima stima, il dato di Dicembre. La lettura del PPI su base annua ha invece rivelato un incremento del 2%, in lieve flessione rispetto al +2,1% indicato dagli analisti, ma in maggior calo rispetto a +2,5% della precedente rivelazione mensile. Il suddetto indicatore, al netto di energetici, alimentari e commercio ha evidenziato una variazione nulla ( attese +0,2% ) rispetto al mede precedente, mentre su base annua ha mostrato un aumento del 2,6% ( attese +2,5%; Dicembre +2,7% ).

Lettura oltre le attese per l’ indice Empire State Manufacturing di Febbraio. L’ indicatore che misura l’andamento dell’attività manifatturiera dello Stato di New York, secondo le stime della locale Federal Reserve, nel mese in corso, è cresciuto a 8 punti dai 3,9 punti di Gennaio, mentre i pronostici degli analisti non si spingevano oltre i 7 punti.

Inaspettato tonfo per la produzione industriale Usa nel mese di Gennaio, in calo dello 0,6% su base mensile, peggiorando dal +0,1% del dato finale di Dicembre, a sua volta coretto al ribasso dal +0,3% della prima comunicazione. Gli analisti, invece, si aspettavano una lieve crescita dello 0,1%.

Ritorna a salire la fiducia dei consumatori negli USA, che secondo la stima preliminare elaborata dall’ Università del Michigan, nel mese corrente, ha evidenziato un progresso a 95,5 punti dai 91,2 punti di Gennaio. Battute le attese degli analisti, che invece si aspettavano un minor aumento, a 93,3 punti. Dai dettagli che riguardano le singole componenti è inoltre emerso che la voce relativa alle condizioni attuali è cresciuta a 110 punti dai 108,8 punti di Gennaio, deludendo, tuttavia, le attese degli analisti, che avevano pronosticato un valore pari a 112,1 punti. L’ indicatore relativo alle attese è invece aumentato ad 86,2 punti dai 79,9 punti dello scorso mese, superando le aspettative degli analisti, che invece davano un risultato pari ad 84,5 punti.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Sotto l’aspetto tecnico, l’ andamento dei prezzi dell’ oro nel 2018 era stato principalmente caratterizzato dalla mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, che lentamente aveva spinto le quotazioni alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari. La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari aveva innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo avrebbe corso il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari.

Sul breve periodo, lo stabile recupero di area 1.220 dollari, accompagnato dal ritorno in area 1.250 dollari, invece, ha allentato la pressione ribassista, favorendo il ritorno in un primo momento verso area 1.330 dollari e successivamente sui recenti massimi in area 1.330 dollari. Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo, tuttavia, si rafforzerà soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di brevissimo potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280-1.250 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Poco mossa la settimana appena andata in archivio per il nostro trading system con sottostante l’ oro, che ha tuttavia preso profitto sui due target price pronosticati dalla strategia Short Intraday.

La strategia rialzista prevede l’ apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.326,55 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.329,65 e 1.334,65 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.323,45 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.334,65 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.337,75 e 1.342,75 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.326,55 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.342,75 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.345,90 e 1.351,05 dollari, esteso a 1.359 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.334,65 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.292,20 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.300,20 e 1.307,20 dollari, estesi a 1.315,20 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.279 $ in chiusura di candela giornaliera.

La strategia ribassista, invece, suggerisce di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.323,45 $; Target Price previsti a 1.318,40 e 1.315,30 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.326,55 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.315,30 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.310,25 e 1.307,20 dollari; stop Loss in caso di ritorno sopra 1.323,45 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.307,20 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.305,20 e 1.300,20 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.292,20 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.318,40 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.359 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.351,05 e 1.345,90 dollari, estesi a 1.342,75 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.375 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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