Analisi tecnica materie prime: previsioni prezzo oro e petrolio settimana 25 febbraio - 1 marzo 2019

Analisi tecnica materie prime: previsioni prezzo oro e petrolio settimana 25 febbraio - 1 marzo 2019

La strategia trading per investire sul prezzo dell'oro e del petrolio nella settimana dal 25 febbraio all'1 marzo 2019

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Per investire sull'andamento del prezzo del petrolio e su quello del prezzo dell'oro è necessario partire dall'analisi tecnica. E' per questo motivo che BorsaInside propone ogni settimana l'analisi tecnica sulle due più importanti materie prime e i corrispondenti trading system fornendo anche una valutazione in merito al risultato raggiunto nella settimana precedente dalla nostra strategia trading su oro e petrolio. Partendo dall'analisi tecnica è quindi poi possibile passare alle previsioni sul prezzo dei due asset per la settimana dal 25 febbraio all'1 marzo. 

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ANALISI TECNICA PREZZO PETROLIO 25 FEBBRAIO - 1 MARZO 2019

Nell'ultima settimana la quotazione del petrolio è salita su livelli che mancavano da tempo. Il prezzo del petrolio è arrivato a 57 dollari al barile: livello massimo degli ultimi tre mesi. Partendo dall'analisi tecnica, ecco di seguito le previsioni sulla quotazione petrolio per la settimana in corso. 

IL PETROLIO WTI SEGNA NUOVI MASSIMI AD OLTRE TRE MESI RIAFFACCIANDOSI SOPRA I 57 DOLLARI AL BARILE

Il prezzo del petrolio nella versione WTI rinnova i massimi dallo scorso mese di Novembre, toccando un top settimanale a quota 57,81 dollari al barile. Non si arresta pertanto il forte recupero delle quotazioni del greggio statunitense ( +2,6% a 5 sedute ), che in appena due mesi, dal minimo fatto segnare lo scorso Dicembre a quota 42,36 dollari al massimo segnalato in precedenza, hanno si sono rivalutate di oltre il 35%. Prezzo del WTI che ha trovato supporto su un minimo a 5 sedute a quota 55,29 dollari.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

Prezzo del greggio che ha continuato a beneficiare delle aspettative di ulteriori tagli alla produzione da parte dei Paesi Opec e Non Opec, con l’ Arabia Saudita tra i più convinti sostenitori che sarebbe necessaria un ulteriore sforbiciata all’ ourput, dopo il taglio di 1,2 milioni di barili giornalieri inaugurato dall’ inizio dello scorso mese di Gennaio. Quotazioni del petrolio sostenute anche dalle sanzioni statunitensi ai danni delle esportazioni petrolifere di Iran e Venezuela. A limitare il recupero delle quotazioni del petrolio, contenendo il rialzo del prezzo, ha invece pesato l’ ulteriore balzo della produzione di greggio USA, che secondo un report curato dall’ EIA ( Energy Information Administration ), nel 2018, è aumentata di oltre 2 milioni di barili al giorno, raggiungendo gli 11,9 milioni di barili giornalieri, grazie al nuovo record di produzione di petrolio scisto ( Shale Oil ).

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Prezzo dell’ oro nero in aumento nonostante il consueto saldo delle scorte di greggio Made in USA, diffuso dall’ EIA, abbia evidenziato stock di petrolio in aumento oltre le attese, per circa +3,7 milioni di barili, mentre il consensus dava un incremento limitato a +2,6 milioni di barili. Sempre secondo fonti EIA, nella settimana terminata il 15 Febbraio, le scorte di benzina sono scese di 1,5 milioni di unità, oltre il calo di 0,3 milioni di unità atteso dal mercato; mentre gli stock di distillati sono diminuiti di circa 1,5 milioni di unità, in linea con le aspettative degli analisti, pari a -1,4 milioni di unità. Come ormai consuetudine le indicazioni sulle scorte statunitensi rilasciate dall’ EIA erano state anticipate dal report diffuso dall’ API ( American Petroleum Institute ) che aveva invece pronosticato un incremento degli stock di petrolio per circa 1,3 milioni di barili, e cali di stock di benzina e distillati, rispettivamente pari a -1,55 milioni di unità e -0,8 milioni di unità.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI che preso profitto sui due target price pronosticati dalla strategia Long Intraday e sui due obiettivi indicati dalla strategia Short Intraday.

La strategia rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 57,28 $; Target Price attesi in area 57,64 e 58,20 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 56,72 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 58,20 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 58,44 e 58,80 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 57,28 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 58,80 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 59,16 e 59,75 dollari, estesi a 60,35 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 57,81 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 53,60 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 54,15 e 54,70 dollari, estesi a 55,46 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 53 $.

La strategia ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 56,72 $, per sfruttare eventuali discese in 56,37 e 55,80 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 57,28 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 55,80 $, per anticipare possibili cali fino a 55,46 e 54,90 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 56,72$. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 54,90 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 54,70 e 54,15 dollari, estese a 53,60 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 55,80 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 60,35 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 59,75 e 59,16 dollari, estesi a 58,80 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 61 $.

ANALISI TECNICA PREZZO ORO SETTIMANA 25 FEBBRAIO 1 MARZO 2019

Di seguito l'analisi tecnica sulla quotazione oro per la settimana dal 25 febbraio all'1 marzo 2019. 

IL PREZZO DELL’ ORO SEGNA NUOVI MASSIMI PLURIMENSILI SPINGENDOSI IN AREA 1.350 DOLLARI

Ottava a due velocità per il prezzo del metallo giallo, che dopo aver sfiorato la soglia tecnica e psicologica rappresentata da area 1.350 dollari ( massimo a 5 sedute 1.349,80 dollari ) ha subito delle comprensibili prese di beneficio, che non hanno tuttavia impedito di chiudere con un bilancio settimanale positivo, pari a +0,65%, in virtù di un close a quota 1.330,65 dollari. Dopo essersi spinte sui massimi dalla prima metà dello scorso Maggio, il repentino dietrofront ha trovato sostegno su un minimo intraday a quota 1.323,30 dollari.

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ RILEVANTI PER LE QUOTAZIONI DELL’ ORO

Per quanto riguarda l’aspetto macro, il prezzo dell’ oro ha subito il recupero delle attività economiche negli USA. Il Purchasing Managers Index Composite, mix tra PMI Manifatturiero e PMI Servizi, a Febbraio, è infatti risalito a 55,8 punti dai 54,4 punti della precedente stima mensile. Rivelazione in calo, invece, per il PMI relativo al settore della manifattura, assestatosi a 53,7 punti, dai 54,9 punti di Gennaio. Deluse le aspettative degli analisti, che invece si aspettavano una lieve contrazione a 54,8 punti. Deciso aumento, invece, per il Purchasing Managers Index Servizi, in crescita a 56,2 punti dai 54,2 punti del mese precedente. Battute le attese degli analisti, che invece si aspettavano un minor aumento, a soli 54,3 punti.

Deciso rallentamento per il Philadelphia Fed Index nel mese di Febbraio, sceso a -4,1 punti, peggiorando sensibilmente rispetto alla stima di Gennaio. Il suddetto indicatore, denominato anche come Philly Fed Index, monitora lo stato di salute delle aziende e dell’economia in generale, all’ interno del distretto federale della cittadina della Pennsylvania. Le attese degli analisti, erano per un calo più modesto, a 14 punti. Il risultato che ne consegue traccia la prospettive per i successivi sei mesi. Un valore superiore alla soglia dello zero indica espansione economica, mentre una lettura sotto lo zero è sinonimo di contrazione economica.

Il Dipartimento per il Lavoro ha rivelato che nell’ottava terminata il 16 Febbraio, le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli USA si sono assestate a +216 mila unità, in calo, sia rispetto al consensus degli analisti, pari a +228 mila unità, che alla precedente stima settimanale, pari a +239 mila unità. Inversione di rotta per la media mobile mensile, indicatore meno volatile rispetto alle singole letture settimanali, che in base al contenuto del rapporto elaborato Dipartimento per il Lavoro USA si è impennata di 4.000 unità, portandosi a 235.750 unità, dalle 231.750 unità della precedente stima. Il saldo delle richieste continuative, al 9 Febbraio, si è invece portato a 1,725 milioni di unità, in flessione rispetto a 1,743 milioni di unità delle stime degli analisti, ed in calo rispetto a 1,780 milioni di unità ( corretta da 1,773 milioni di unità ) della lettura dell’ ottava precedente.

Migliora la fiducia dei costruttori edili statunitensi, misurata dalla National Association of Home Builder, in crescita a 62 punti dai 58 punti della stima del mese precedente. I pronostici degli analisti, per il cosiddetto indice NAHB, davano un risultato pari a 59 punti.

Inversione di tendenza per le nuove richieste di mutui ipotecari, che secondo la consueta stima diffusa dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ), nella settimana che si è conclusa il 15 Febbraio, sono ritornate a crescere, in aumento del 3,6%, dopo il forte calo del 6,9% evidenziato nel corso dell’ ottava precedente, a sua volta rivisto al ribasso dal -3,7% della prima comunicazione.

Segno “ meno “ per il saldo delle vendite di case Usa nel mese di Gennaio, elaborato dalla NAR ( Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari ), in calo dell’1,2%, a 4,94 milioni di unità, da 5 milioni di unità della stima di Dicembre. Lettura inferiore a 5,01 milioni di unità delle aspettative degli analisti.

Oro indebolito dalla risalita degli ordinativi di beni durevoli nel mese di Dicembre, in progresso dell’1,2%, dal +1% del mese precedente ( rivisto da +0,7% della prima comunicazione ). Gli analisti, tuttavia, avevano pronosticato un maggior incremento, pari a +1,7%. Filtrati dei risultati del settore volatile dei trasporti, gli ordinativi di beni durevoli hanno invece rivelato un aumento dello 0,1%, in risalita dal -0,2% del mese precedente ( corretto da -0,4% della stima flash ), ma al di sotto del +0,3% indicato dagli analisti.

La lettura del Leading Index del Conference Board del mese di Gennaio ha invece evidenziato una contrazione dello 0,1%. Le attese del mercato sul cosiddetto indice principale USA, invece, erano per una variazione lievemente positiva, pari a 0,1%.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Sotto l’aspetto tecnico, l’ andamento dei prezzi dell’ oro nel 2018 era stato principalmente caratterizzato dalla mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, che lentamente aveva spinto le quotazioni alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari. La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari aveva innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo avrebbe corso il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari.

Sul breve periodo, lo stabile recupero di area 1.220 dollari, accompagnato dal ritorno in area 1.250 dollari, invece, ha allentato la pressione ribassista, favorendo il ritorno in un primo momento verso area 1.330 dollari e successivamente sui recenti massimi in area 1.330 dollari. Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo, tuttavia, si rafforzerà soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di brevissimo potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280-1.250 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Ottimo il bilancio settimanale realizzato dal nostro trading system con sottostante l’ oro, che ha preso profitto su 5 dei 7 target price pronosticati dalla strategia rialzista: 2 nella versione Intraday e 3 nella versione Over.

La visione rialzista prevede l’ apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.334,60 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.339,70 e 1.342,85 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.329,50 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.342,85 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.347,95 e 1.351,15 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.334,60 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.351,15 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.356,30 e 1.364,70 dollari, esteso a 1.378,30 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.339,70 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.295,10 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.300,20 e 1.308,10 dollari, estesi a 1.316,25 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.282 $ in chiusura di candela giornaliera.

La visione ribassista, invece, suggerisce di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.329,50 $; Target Price previsti a 1.336,35 e 1.321,30 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.334,60 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.321,30 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.316,25 e 1.313,15 dollari; stop Loss in caso di ritorno sopra 1.330,65 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.313,15 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.308,10 e 1.303,10 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.295,10 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.329,50 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.378,30 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.364,70 e 1.356,30 dollari, estesi a 1.351,15 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.392,10 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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