Wall Street rischia un crollo del 40%? I segnali dell’obbligazionario

Lo scorso venerdì molti investitori sono stati costretti a trattenere il fiato dinanzi a quanto avvenuto sull’obbligazionario. Una parziale inversione della curva dei rendimenti dei T-bond Usa ha nuovamente riportato in primo piano il rischio di una possibile imminente recessione. L’effetto immediato dell’andamento della curva è stato un classico sell-off che ha riguardato molte azioni quotate a Wall Street. L’andamento della curva dei rendimenti è stato poi bollato come una parentesi isolata ma non tutti gli analisti sono passati sopra a quanto avvenuto. Per alcuni esperti, infatti, l’inversione della curva dei rendimenti, il sell-off sull’azionario e i timori per una possibile recessione, non sono stati eventi isolati ma, al contrario, avvenimenti da tenere in debita considerazione. 

Secondo Otavio Costa, responsabile per le strategie macro di Crescat Capital, l’andamento dell’obbligazionario in Usa sembra confermare l’ipotesi che…Wall Street sia arrivata al capolinea. Intervistato da MarketWatch, l’analista ha affermato che la borsa decennale dell’indice azionario Usa S&P 500 sembra davvero essere arrivata al capolinea. Dietro al calo degli yield dei titoli di Stato Usa a 10 anni di 1,9 punti base al di sotto dei tassi a tre mesi ci sarebbe quindi un chiaro segnale riguardante l’azionario. Secondo Costa in ballo ci sarebbe addiruttura la fine di un ciclo economico durato almeno un decennio (il rally dell’S&P 500, ad oggi ancora in corso, ha avuto inizio nel lontano 2009). Il gestore ritiene che il cambio di passo attiverà quello che gli addetti ai lavori definiscono come il trade del secolo. In altre parole con il ritracciamento della borsa Usa si creerebbero le condizioni per una riscoperta degli asset rifugio come l’oro. Una corsa della quotazione oro significherebbe non un calo delle borse ma un vero e proprio crollo dell’azionariato. Costa ritiene, in particolare, che da oggi fino alla fine dell’anno ci potrebbe essere un declino dell’indice benchmark di “almeno il 40 per cento dai massimi”. E’ questa la previsioni alla quale chi è solito investire in azioni farebbe bene a prepararsi? E’ davvero possibile un crollo della Borsa Usa del 40 per cento? Secondo Costa si. Si badi che Otavio Costa non è un caso isolato. Anche “guru dei bond” Jeffrey Gundlach, fondatore e CEO di DoubleLine Capital, ritiene che il rimbalzo degli indici azionari dopo il forte ribasso del quarto trimestre 2018, sia solo una fase di assestamento nell’ambito di un trend che resta decisamente ribassista. 

Se si abbraccia questa view, allora il posizionamento sul mercato non può che essere pessimista. Attenzione, però, perchè la stragrande maggioranza delle banche d’affari ritiene che l’andamento attuale dell’obbligazionario Usa non sia il segnale di una catastrofe ma solo un annuncio di allarme per l’equity

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