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Analisi tecnica prezzo petrolio e oro: previsioni settimanali 1-5 aprile 2019

Analisi tecnica prezzo petrolio e oro: previsioni settimanali 1-5 aprile 2019
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Previsioni settimanali sul possibile andamento della quotazione oro e petrolio dall'1 al 5 aprile

ANALISI TECNICA PREZZO PETROLIO SETTIMANA 1 -5 APRILE 2019

Di seguito l'analisi tecnica sul prezzo del petrolio per la settimana dall'1 al 5 aprile. Punto di partenza per l'analisi tecnica è la quotazione in tempo reale del greggio. 

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PREZZO DEL GREGGIO CONSOLIDA SOPRA AREA 60 DOLLARI

Performance settimanale positiva per la quotazione petrolio quotata sul NYMEX, che a fronte di una chiusura nella seduta di Venerdì 29 Marzo a quota 60,20 dollari hanno guadagnato il 2%. Massimo e minimo a 5 sedute rispettivamente pari a 60,73 e 58,17 dollari.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

Prezzo del WTI supportato dalla schiarita tra Cina e Stati Uniti sullo scottante tema dazi, con le due superpotenze economiche vicine a trovare un accordo. Sentiment sul petrolio favorito anche dal buon andamento dell’ intesa sui tagli alla produzione, decisi ad inizio anno dall’ OPEC e dai Paesi produttori con capofila la Russia.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Greggio in ascesa nonostante l’ aumento maggiore delle attese delle scorte di petrolio statunitensi, che nella settimana terminata il 22 Marzo sono aumentate di 2,8 milioni di unità, mentre gli analisti si aspettavano una contrazione di circa 0,9 milioni di barili. Gli stock di benzina sono invece aumentati di circa 2,9 milioni di unità, mentre i pronostici indicavano una riduzione di circa 2,8 milioni di unità. Le riserve di distillati hanno invece evidenziato un calo di 2,1 milioni di unità contro un calo di circa 0,5 milioni di unità atteso dal mercato.

La consueta anticipazione API aveva invece indicato scorte di petrolio in calo di 1,9 milioni di barili, stock di benzina giù di 3,5 milioni di unità e riserve di distillati in flessione di 4,3 milioni di unità.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Discreta la performance settimanale realizzata dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI che ha preso profitto su 3 target price pronosticati dalla strategia Long: 2 nella versione Intraday ed 1 nella versione Over.

La strategia rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 60,40 $; Target Price attesi in area 60,67 e 61,27 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 59,70 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 61,26 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 61,64 e 62,22 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 60,20 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 62,22 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 62,60 e 63,23 dollari, estesi a 63,85 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 61,26 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 56,30 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 56,87 e 57,44 dollari, estesi a 57,80 $; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 55,70 $.

La strategia ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 59,70 $, per sfruttare eventuali discese in 59,33 e 58,73 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 60,40 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 58,73 $, per anticipare possibili cali fino a 58,37 e 57,80 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 59,33 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 57,80 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 57,44 e 56,87 dollari, estese a 56,30 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 58,37 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 63,85 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 63,23 e 62,60 dollari, estesi a 62,22 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 64,50 $.

ANALISI TECNICA PREZZO ORO SETTIMANA 1-5 APRILE 2019

Di seguito l'analisi tecnica settimanale sulla quotazione oro. Il periodo di rifermento è dall'1 al 5 aprile.

ORO SCIVOLA SOTTO QUOTA 1.300 DOLLARI: ANCORA DEBOLE IL QUADRO TECNICO DI BREVE PERIODO

Settimana con luci ed ombre per le quotazioni dell’ oro, che dopo essere balzate su un top a 5 sedute pari a 1.330,75 dollari, nonché massimo ad un mese, hanno lasciato sul terreno circa l’1,20%. Dal punto di vista tecnico, inoltre, negativa la chiusura settimanale sotto area 1.300 dollari ( 1.296,95 dollari ), seppur in risalita dal minimo toccato a quota 1.291,35 dollari.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER LE QUOTAZIONI DELL’ ORO

L’ ottava macro a stelle e strisce ha aperto i battenti con la lettura dell’ indicatore CFNAI elaborato dalla Federal Reserve di Chicago, che nel mese di Febbraio si è assestato a -0,29 punti, evidenziando un lieve peggioramento dai -25 punti della precedente stima mensile. Rivelazione tuttavia migliore dei -38 punti pronosticati dagli analisti. Il Chicago Fed National Activity Index consiste in un indicatore che rileva le attività economiche e le pressioni inflazionistiche, ed il risultato che ne consegue viene elaborato attraverso il mix di ben 85 diversi indicatori macro. Una lettura con il segno “più “ è sinonimo di crescita oltre la media storica, mentre un valore negativo indica una crescita inferiore alla media storica.

Rallenta l’attività manifatturiera nel distretto federale di Dallas nel mese di Marzo, che secondo la stima elaborata dalla locale FED è scesa a 8,3 punti dai 13,1 punti di Gennaio. Lettura, tuttavia, migliore delle attese degli analisti, che invece avevano ipotizzato una maggior contrazione, a 8,9 punti.

Inattesa la battuta d’arresto fatta registrare dalla fiducia dei consumatori USA nel mese di Marzo, che secondo la stima diffusa dal Conference Board, si è assestata a 124,1 punti, in calo dai 131,4 punti di Febbraio. I pronostici degli analisti, invece, avevano indicato un miglioramento a 132,5 punti.

Segnali di rallentamento si sono registrati anche nel settore manifatturiero del distretto di Richmond. L’ indicatore elaborato dalla locale Federal Reserve, il cosiddetto Richmond Fed Index, si infatti portato a 10 punti, evidenziando una contrazione 6 punti rispetto alla precedente stima mensile. Il dato atteso dagli analisti, invece, era risultato pari a 12 punti.

Settimana ricca di spunti macro nel settore immobiliare statunitense, dove l’ indice che misura i prezzi delle case nelle 20 aree metropolitane più importanti, ovvero l’ S&P Case Shiller, nel mese di Gennaio è sceso dello 0,3% sul mese precedente; mentre ha messo a segno un aumento del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma tuttavia rallentando rispetto al +4,1% della precedente stima mensile. Deluse le attese degli analisti, che invece davano un incremento del 4,3% su base annua.

L’indice pending home sales, che rileva le vendite di case in corso, nel mese di Gennaio ha mostrato una flessione dell’1%, assestandosi a 101,9 punti dai 102,9 punti della precedente rivelazione mensile. Secondo i pronostici degli analisti, invece, la lettura diffusa dall’ Associazione degli operatori immobiliari avrebbe dovuto evidenziare un aumento dello 0,1%.

La Mortgage Bankers Association ha invece reso noto che nell’ ottava terminata il 22 Marzo, il saldo delle nuove richieste di mutui ipotecari ha fatto registrare un incremento dell’8,9%, in forte crescita dal +1,6% della precedente rivelazione settimanale.

Le vendite di case nuove nel mese di Febbraio sono aumentate del 4,9%, per un totale di 667 mila unità, in crescita dalle 636 mila unità della precedente stima mensile. Battute le attese degli analisti, che invece non si spingevano oltre le 620 mila unità. Su base annua è stata invece evidenziata una crescita dello 0,6%.

Timidi segnali di miglioramento per la bilancia commerciale statunitense, che a Gennaio ha mostrato un deficit di 51,1 miliardi di dollari, scendendo dai -59,9 miliardi di dollari ( corretti da 59,8 miliardi di dollari ) della stima finale di Dicembre. Lettura migliore delle attese degli analisti, che invece ipotizzavano un rosso di 57 miliardi di dollari.

Prezzo dell’ oro giù dopo che il Dipartimento per il Commercio statunitense ha rivisto al ribasso la terza ed ultima lettura del Prodotto Interno Lordo USA del quarto trimestre 2018, portata a +2,2% su base annua, corretta dal +2,6% della precedente stima. Le aspettative degli analisti erano per un risultato pari a +2,3%. Una lettura che ha evidenziato una marcata frenata rispetto al +3,4% fatto registrare dalla crescita nel terzo trimestre. Corretta al ribasso anche la stima finale sui consumi nell’ ultimo trimestre 2018, che ha evidenziato un incremento del 2,5%, rallentando dal +2,8% della precedente indicazione. Le attese degli analisti, invece, erano per un incremento del 2,6%.

Scendono a sorpresa le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli USA, che secondo il dato diffuso dal Dipartimento per il Commercio, nell’ ottava che si è conclusa il 23 Marzo, si sono assestate a +211 mila unità, in calo di 5 mila unità rispetto alla precedente lettura, a sua volta corretta al ribasso da +221 mila unità della prima comunicazione. Le aspettative degli analisti, invece, indicavano un incremento a +220 mila unità. Il saldo delle richieste continuative, nella settimana terminata il 16 Marzo, ha invece evidenziato un incremento a 1,756 milioni di unità, da 1,743 milioni di unità della precedente stima, corretta a sua volta da 1,750 milioni di unità della prima lettura. Il consensus medio degli analisti, invece, si assestava a 1,750 milioni di unità.

Lievemente sotto le attese il dato sul reddito personale negli USA, in crescita dello 0,2% sul mese precedente, mentre gli analisti avevano pronosticato un incremento dello 0,3%. Si è tuttavia trattata di una lettura in miglioramento rispetto al -0,1% di Gennaio.

L’inflazione misurata attraverso l’ indicatore PCE ( personal consumption expenditures price index ), a Gennaio, ha evidenziato una contrazione dello 0,1% su base mensile, mentre la stima su base annua ha rivelato un progresso dell’1,4%, rallentando dal +1,8% di Dicembre. L’ inflazione PCE “ Core “, ovvero al netto delle componenti volatili ha invece mostrato un incremento dello 0,1% su base mensile, in flessione dal +0,2% di Dicembre, mentre la rivelazione su base annua ha registrato un aumento dell’1,8%, ma tuttavia in frenata dal +2% precedente.

Sempre a Gennaio, le spese per consumi personali hanno evidenziato un modesto aumento dello 0,1%, mentre gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,3%. Rivista al ribasso la precedente lettura mensile, che da -0,5% e stata portata a -0,6%.

Reddito e spese personali sono due indicatori molto importanti, in quanto incidono direttamente sui consumi, che rappresentano il 70% del Prodotto Interno Lordo statunitense.

L’ottava negli USA è terminata con la lettura finale di Marzo, dell’ indice che misura la fiducia dei consumatori elaborato dall’ Università del Michigan, assestatosi a 98,4 punti, sia oltre la stima preliminare che alle attese degli analisti, entrambe pari a 97,8 punti.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Il prezzo dell’ oro, come anticipato, è sceso nuovamente sotto area 1.300 dollari, compromettendo, momentaneamente, ulteriori chance di recupero nel brevissimo. L’ andamento dei prezzi dell’ oro lo scorso anno era stato principalmente caratterizzato dalla mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, che lentamente aveva spinto le quotazioni alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari.

La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari aveva innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo avrebbe corso il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari. Sul breve periodo, lo stabile recupero di area 1.220 dollari, accompagnato dal ritorno in area 1.250 dollari, invece, ha allentato la pressione ribassista, favorendo il ritorno in un primo momento verso area 1.330 dollari e successivamente sui recenti massimi in area 1.350 dollari.

Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo, tuttavia, si rafforzerà soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di brevissimo potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280-1.250 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ oro, che ha preso profitto su 3 target price pronosticati dalla strategia rialzista: 2 nella versione Intraday ed 1 nella versione Over; nonché su 3 obiettivi indicati dalla strategia ribassista: 2 nella versione Intraday ed 1 nella versione Over.

Lo scenario Long prevede l’ apertura di posizioni rialziste nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.298,25 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.301,30 e 1.306,35 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.293,35 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.306,35 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.309,40 e 1.314,35 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.296,95 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.314,35 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.319,35 e 1.327,35 dollari, esteso a 1.332,35 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.306,35 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.259,50 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.267,30 e 1.272,15 dollari, estesi a 1.282,35 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.250 $ in chiusura di candela giornaliera.

Lo scenario Short, invece, suggerisce di aprire posizioni ribassiste nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.293,35 $; Target Price previsti a 1.290,30 e 1.285,40 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.298,25 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.285,40 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.282,35 e 1.277,45 dollari; stop Loss in caso di ritorno sopra 1.296,95 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.277,45 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.272,15 e 1.267,30 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.259,50 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.290,30 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.332,35 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.327,35 e 1.319,35 dollari, estesi a 1.309,40 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.345,65 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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