Nasdaq è crollato ma per Wall Street la fine della discesa è imminente

rimbalzo wall street

La prima seduta della settimana di Wall Street ha riportato indietro di alcune settimane le lancette dell’orologio. In effetti il ribasso che ha caratterizzato, in modo diverso, tutti gli indici, avrà indotto molti traders ad ipotizzare che il recente tentativo di recupero fosse solo un rimbalzo tecnico privo di supporti fondamentali. Siamo davvero alle solite? Il ritorno delle vendite è Wall Street significa nuovo segnale ribassista (con annesse disquisizioni sulla profondità del bear market, sui vantaggi dell’investire al ribasso etc etc)? In questo post proveremo a dare una risposta a questi interrogativi.

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Iniziamo dalla “descrizione” della flessione avvenuta ieri a Wall Street. Se è vero che gli indici americani hanno chiusi tutti in calo, è altrettanto vero che l’ampiezza del rosso non è stata per tutti uguale. Il Dow Jones ha perso solo mezzo punto percentuale, l’S&P 500 ha rimediato un ribasso di poco più dell’1 per cento; il Nasdaq ha invece registrato il calo più netto avendo lasciato sul parterre il 2,25 per cento a quota 11373 punti. Un trader pessimista, a questo punto, non ci penserebbe due volte a rammentare come, proprio il Nasdaq sia stato l’indice maggiormente esposto alle vendite nel primo semestre 2022 (a voler essere precisi, il paniere dei titoli tech è stato il solo ad essere finito in bear market).

Dal nostro punto di vista, però, andrebbe tenuto conto dell’origine del forte calo rimediato ieri dall’indice tecnologico. Fermo restando un sentiment che è e che resta negativo (su questo non ci piove), se il Nasdaq ha perso così tanto è stato anche a causa del tracollo delle azioni Twitter. Le quotazioni del noto social hanno infatti chiuso la seduta con tracollo dell’11 per cento maturato a seguito della decisione di Elon Musk di rinunciare all’operazione di acquisizione della società. C’è quindi un fattore specifico che può spiegare il ritorno delle vendite forti sul Nasdaq (a proposito di Twitter non è da escludere che, dopo la catastrofe di ieri, oggi ci possa essere un rimbalzo che può essere sfruttato usando il broker eToro – demo gratis + deposito iniziale di soli 50 euro! – ma questa è un’altra storia).

Quanto abbiamo fin qui detto, dovrebbe spingere ad inserire il ribasso registrato ieri da Wall Street in una cornice diversa rispetto a quella in voga nel primo semestre 2022. Non solo la nostra convinzione è che il quadro che si sia aperto dall’1 luglio sia del tutto differente. Come hanno avuto modo di evidenziare alcuni analisti, infatti, i mercati oramai conoscono le mosse della FED e ciò può significare un’unica evoluzione possibile: la fine della discesa.

Wall Street è pronta a risalire?

Secondo Antonio Tognoli, autore di un interessante articolo apparso su Investing, la FED sta dando l’impressione di essere intenzionata a pilotare la recessione con cui gli Usa stanno già facendo i conti. Del resto è difficile avanzare ipotesi diverse visto che la Federal Reserve ha detto e ridetto in tutte le salse che il suo obiettivo è quello di contrastare l’inflazione…ad ogni costo.

Pilotando la recessione, ha poi proseguito Tognoli, la banca centrale Usa farà per forza di cose passare in secondo piano tutti gli altri obiettivi economico ossia l’elevata occupazione, il tasso di crescita sostenuto dell’attività economica, il raggiungimento della stabilità del sistema finanziario, la riduzione della volatilità dei tassi di interesse e la stabilità del forex. In realtà, però, pilotando la recessione e mettendo gli altri obiettivi in secondo piano, la Federal Reserve punta comunque a garantire questi target. I membri del FOMC, infatti, sono convinti che la stabilità dei prezzi sia capace di assicurare anche il raggiungimento degli altri obiettivi messi in secondo piano. Ciò, però, è in realtà tutto da valutare visto che, al massimo, la leva dell’inflazione può essere usata per raggiungere la piena occupazione mentre un nuovo rialzo dei tassi di riferimento porterebbe ad un ennesimo rafforzamento del dollaro Usa (a tutto svantaggio dell’export Usa).

Inoltre, ha poi affermato Tognoli, non certo che lo scenario recessivo atteso per il 2023 sia del tutto incorporato nelle stime degli utili societari. Visto che questa incertezza non può essere eliminata, il consiglio dell’analista è quello di chiedere un premio per il rischio maggiore. L’incremento del premio determina un maggior rendimento richiesto che, lasciando le condizioni inalterate, può essere soddisfatto solo con prezzi più bassi.

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