FED sede

Chi si illudeva che il ritmo di rialzo dei tassi FED fosse destinato a rallentare, grazie alla buone indicazioni in arrivo dall’inflazione Usa, sarà rimasto pietrificato dopo che ieri il governatore della Federal Reserve Powell ha invece detto chiaramente che i tassi non solo non scenderanno (e questo si sapeva) ma sono addirittura destinati a salire più del previsto.

Le frecciate di Powell sono arrivate nel corso di un suo intervento alla Commissione Economica Congiunta del Congresso degli Stati Uniti. Un’occasione ufficiale, quindi, che non può non indurre a prendere molto seriamente le parole del banchiere. E infatti i mercato hanno reagito nel solo modo possibile ossia vendendo e cedendo al pessimismo.

I trader che già nei giorni scorsi avevano fiutato quello che sarebbe stato l’andazzo non si sono fatti trovare impreparati e la loro strategia short sull’azionario è stata premiata.

A proposito di short trading ricordiamo che per investire al ribasso, e quindi guadagnare nel caso in cui le borse registrino un calo, si può operare con i Contratti per Differenza. Si tratta di uno strumento derivato che non implica il possesso dell’asset sottostante. Vista la particolarità noi consigliamo sempre di fare prima pratica con un conto demo come quello gratuitamente offerto da eToro per poi passare solo dopo ad un investimenti con soldi veri.

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Ma torniamo alle parole di Powell analizzando, dettaglio per dettaglio, quello che il numero uno della FED ha affermato.

Cosa ha detto Powell e perchè i trader sono andati in tilt

Nel corso della sua audizione, Powell ha detto chiaramente che la FED è pronta ad alzare i tassi più del previsto per combattere l’inflazione aggiungendo che la forte attività economica americana che ci sta evidenziando da inizio anno ha di fatto impedito all’inflazione di arretrare secondo i target fissati.

Il ribasso dei prezzi al consumo c’è stato ma questa flessione non viene ritenuta sufficiente dal governatore. La delusione per il mancato arretramento ha indotto il banchiere ad affermare che c’è ancora tanta strada da fare ed è molto probabile che l’intero percorso possa essere anche accidentato quindi non lineare. Powell ha anche aggiunto che se “la totalità dei dati dovesse indicare che è giustificato un inasprimento più rapido” allora la FED sarà pronta ad aumentare il ritmo degli aumenti dei tassi.

Le dichiarazioni di principio espresse ieri da Powell sono pesanti come macigni. Ma in concreto cosa farà la banca centrale Usa? Su questo punto c’è da evidenziare che la FED non si è sbilanciata più di tanto. Il governatore si è infatti limitato a dire che le decisioni saranno prese volta volta, riunione dopo riunione.

Insomma di concreto nulla ma sarebbe sciocco pensare di mantenere le vecchie previsioni dopo le parole di principio che Powell ha pronunciato ieri. E infatti i trader non le hanno mantenute ma sono stati costretti ad adeguarle al nuovo scenario (e da qui il ribasso dei mercati).

I tassi FED saliranno di più? Le nuove previsioni

Proprio perchè il nostro sito si rivolge agli investitori lasciamo perdere Powell e vediamo cosa cambia sulle previsioni. L’ipotesi a questo punto più probabile è che la FED possa essere indotta a rialzare i tassi di mezzo punto percentuale nel meeting di marzo. Non solo ma non è neppure da escludere che il terminal rate a fine anno possa salire oltre il 5,1 per cento che era previsto a dicembre (quindi appena pochi mesi fa). Di quanto potrebbe aumentare?

Su questo punto ci sono profonde differenze di vedute tra gli analisti. C’è chi ritiene che il nuovo target possa essere fissato al 5,5 per cento e chi si spinge oltre fino al 6 per cento. Un’indicazione su quello che potrebbe accadere, arriverà dai dati sull’occupazione Usa di febbraio che sono attesi per il prossimo venerdì. Se tali dati dovessero essere più forti delle attese, allora il terminal rate per forza di cose dovrà essere aumentato.

Del resto, come affermato oggi da La Repubblica, l’obiettivo della FED è quello di basare le sue scelte sui dati, nonostante oramai in pochi siano convinti che il target massimo dei rialzi possa restare al 4,9 per cento con decrementi già a fine 2023.

Una situazione simile non può che creare forti margini di manovra per i trader che sono più sul pezzo. Grazie proprio ai prossimo market mover (a partire da quello sull’occupazione negli Stati Uniti e a seguire le decisioni nel meeting FED di marzo) non è da escludere che tanto la borsa di Wall Street quanto il mercato del Forex possano registrare variazioni anche significative. E come ben sappiamo è nei momento di maggiore volatilità che si creano le condizioni migliori per fare trading. Il consiglio è quello di fare trading online usando broker che permettono di esporsi su vari mercati da una sola piattaforma. Un esempio in tal senso è eToro. Tra l’altro questa piattaforma richiede solo un deposito minimo di 50 dollari per iniziare ad operare.

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