Fondi passivi alla conquista del risparmio gestito grazie ai trackers

Fondi passivi alla conquista del risparmio gestito grazie ai trackers
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Uno studio del gruppo Funds & Asset Management di Moody’s ha messo in luce le possibili trasformazioni del risparmio gestito in Europa

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Come cambierà l'industria del risparmio gestito in Europa nei prossimi anni? Ad interrogarsi su questo quesito sono stati gli analisti del gruppo Funds & Asset Management di Moody’s secondo i quali entro pochi anni i fondi passivi peseranno per il 25 per cento sul totale delle masse del risparmio gestito. Questo importante traguardo sarà raggiunto per gli esperti entro il 2025. Il trend di crescita dei fondi passivi sul totale delle masse del risparmio gestito sarebbedecisamente maggiore rispetto a quel +14 per cento registrato alla fine del 2017.

La ricerca degli analisti di Funds & Asset Management di Moody’s i fondi passivi presentano alcuni vantaggi e punti di forza rispetto agli altri strumenti finanziari del risparmio gestito. I fondi passivi, infatti, vantano trasparenza, flessibilità e costi ridotti. Grazie a questi fattori essi sono molto appetibili presso gli investitori istituzionali. Altro elemento di forza dei fondi passivi è poi rappresentato dall'alta liquidità. 

Sempre secondo la ricerca il rally non riguarderà solo gli ETF ma anche i Trackers. Questi ultimi consentono all'investitore di procedere ad una diversificazione del proprio portafoglio. I Trackers stanno inoltre avendo un grande successo perchè permettono di coprirsi dai rischi del mercato. Molti investitori, inoltre, hanno mostrato di apprezzare questo strumento poichè capace di adattarrsi perfettamente alle strategie multi-asset.

La ricerca ha calcolato che in Europa alla fine del 2017 gli ETF rappresentavano il 6,2 per cento del totale delle masse del risparmio gestito. Tale dato si confrontava con quel 18 per cento che era invece riferito al mercato americano del risparmio gestito. Ebbene oggi in Europa è in corso una sorta di recupero dal gap storico presente tra il risparmio gestito Usa e quello europeo.

Tale differenza di peso è dovuta al ruolo delle banche europee. Queste ultime, infatti, hanno sempre ostacolato la penetrazione degli ETF avendo il controllo totale (o quasi) del risparmio gestito. Con l'arrivo della normativa Mifid II, il monopolio delle banche europee potrebbe ora iniziare a traballare come dimostrano le proiezioni sulla diffusione di ETF e Trackers da oggi al 2025 in UE. 

In conclusione gli analisti di Moody’s hanno delineato due possibili scenari da qui al 2025. Nel caso di prevalenza dello scenario pessimista, il comparto dovrebbe salire al 22 per cento mentre nel caso di scenario più ottimista l'aumento sarebbe al 27 per cento. Per quello che riguarda il peso specifico degli ETF la quota sarebbe dell'11 per cento o del 14 per cento rispettivamente nel primo caso e nella seconda ipotesi.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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