Il mercato azionario 2019 subirà un drastico tracollo? O l’atterraggio verso nuovi livelli dei listini sarà “morbido”?

A propendere per la seconda ipotesi è Richard Buxton, CEO e Head of UK Equities di Merian Global Investors, secondo cui quanto avvenuto nel corso del mese di ottobre, il peggior mese degli ultimi sei anni per l’azionario globale, ha condotto a un “sano ridimensionamento dei mercati azionari”, oltre che alla rottura di alcuni trade che risultano essere legati al momenum. Non solo. Per l’esperto, questo ridimensionamento potrebbe aver altresì aiutato a trovare una strada migliore da seguire.

Insomma, alla luce di ciò l’analista si attende che i mercati finanziari – scettici nei confronti del piano della Fed di aumentare i tassi per quattro volte nel 2019 – tireranno un sospiro di sollievo e abbracceranno l’idea di una moderazione della crescita economica, sebbene con una certa volatilità per quanto attiene gli asset più rischiosi.

Buxton rileva come i movimenti che finora ci sono stati sulla curva dei rendimenti dei Treasury non segnalano una imminente recessione, né vi sono segnali preoccupanti per gli spread sulle obbligazioni societarie Investment Grade o High-Yield. In questo scenario sarà dunque fondamentale monitorare l’andamento dell’inflazione, che rimarrà un elemento chiave anche nel prossimo futuro.

Per quanto concerne l’azionario UK, anche il mercato d’oltre Manica offre diverse opportunità per il 2019, pur poco considerate dall’industria internazionale del risparmio gestito a causa delle preoccupazioni legate a Brexit. Per l’esperto, le società britanniche godono di buona salute e non sono costose: dunque, ottime chance di investimento.

La nota di Merian si conclude rammentando che esiste la concreta possibilità che si possa assistere a un cambio di leadership nei mercati, man mano che i tassi si muoveranno gradualmente al rialzo, guidati dagli Stati Uniti. Tuttavia, conclude la nota, “mi aspetto che anche la Bank of England si dia da fare il prossimo anno. I tassi di interesse in aumento e la volatilità più elevata sono notizie positive per le banche, che quindi potrebbero essere favorite, al contrario dei titoli growth, dell’industria del tabacco e dei consumi, che potrebbero iniziare a subire una certa pressione. Vediamo anche situazioni che si auto-sostengono e che si avvicinano a un punto di svolta, quando un nuovo board di management viene introdotto nella società, come sta succedendo a Tesco”.

Ci saranno dunque turbolenze nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ma per Merian sono preparative per un soft landing. Sarà così?

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