Brexit, incertezza ha pesato su decisione tassi BoE

sterlina

Decisione BoE pesantemente condizionata dall'incertezza creata intorno al deal Brexit.

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Come avevamo ampiamente previsto, la scorsa settimana la Bank of England ha lasciato invariati i tassi di interesse di riferimento. Un auspicio che avevamo formulato a suo tempo, alla luce della complessità e delle incertezze legate ai negoziati per la Brexit, che hanno ispirato il board della BoE (all’unanimità) a temporeggiare in attesa di tempi “migliori”.

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Ad ogni modo, la scelta di rinviare la decisione dei tassi al futuro è evidentemente di breve respiro. Man mano che i mesi passeranno, infatti, diminuiranno le incertezze politiche, e l’attenzione dei mercati tornerà dunque sempre più prepotente proprio sulla decisione sui tassi di interesse. Il tasso di disoccupazione ha intanto raggiunto i minimi storici da più di 40 anni a questa parte, mentre la crescita nominale e reale dei salari è ancora in aumento. L’inflazione si dirige in modo sostenibile verso il target.

Come ha rammentato Andrew Wilson, CEO di Goldman Sachs Asset Management (“GSAM”) per l’area EMEA, il governatore BoE Mark Carney ha commentato che l’aumento dei consumi delle famiglie costituisce un rischio upside per la crescita, determinato allo sviluppo più stabile dei salari. Il governatore ha anche sottolineato che le maggiori certezze in ambito politico dovrebbero condurre a migliori investimenti in termini di business. Ed ecco perché si prevede che le linee guida degli istituti monetari indirizzati verso un incremento graduale dei tassi, pur limitato, rimangano invariate.

Per Goldman Sachs, a questo punto, considerato che il mercato si attende una stretta monetaria non prima del terzo trimestre 2020, è lecito attendersi un ribilanciamento delle aspettative della BoE in seguito al calo dell’incertezza legata a Brexit, che porterà a una sottoperformance dei tassi nel Regno Unito. Uno scenario che dovrebbe interessare anche i rendimenti reali, che verso la fine dello scorso anno hanno sovraperformato proprio a causa dei timori di un no-deal inflazionistico sulla Brexit.

Interessanti anche le opinioni formulate da Tim Graf, responsabile macro strategy per l’area EMEA di State Street Global Markets, secondo cui con le costanti incertezze che sono connesse al risultato dei negoziati sulla Brexit, è possibile sorvolare sul fatto che nella scorsa riunione la Bank of England non abbia offerto grandi indicazioni sull’orientamento politico futuro. Graf sostiene anche che il lavoro del board sarà reso più agevole dall’evidenza che, nell’ultimo anno, l’inflazione core abbia registrato un trend al ribasso, e che attualmente sia leggermente sotto il target.

Per Barry McAndrew, ?fixed income senior portfolio manager di State Street Global Advisors, EMEA, il comitato sembra essere lieto di rimanere in attesa di una maggiore chiarezza sull’esito dei negoziati per la Brexit, e la conseguente reazione delle economie, prima di effettuare la prossima mossa. Dunque, se da una parte l’incremento dei costi salariali sembra essere stato in linea con le previsioni rialziste, dall’altra parte è stato minato dal deterioramento del contesto globale. Per McAndrew è dunque molto probabile che possa prevalere l’atteggiamento attendista fino a quando non verranno meno, almeno parzialmente, le incertezze succitate.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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