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T. Rowe Price, come affrontare il rischio secolare in aumento

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T. Rowe Price ci consiglia come affrontare il rischio secolare, in decisa crescita nel biennio.

Stando a quanto afferma una nota di David R. Giroux, Chief Investment Officer, Equity and Multi-Asset di T. Rowe Price, il rischio secolare è in aumento e, come tale, dovrebbe essere affrontato adeguatamente.

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Cos’è il rischio secolare

Il rischio secolare è rappresentato dall’emergere di nuove forze competitive, di progressi tecnologici, di cambiamenti nelle abitudini dei consumatori o nei cambiamenti normativi che siano strutturali e di lungo periodo.

La conseguenza del rischio secolare è costituito da una crescita più bassa, da un contenimento dei margini e/o una riduzione dei multipli delle valutazioni. Non si tratta di dinamiche cicliche o di una perdita temporanea di quote di mercato, bensì di un fenomeno strutturale, tale da impattare su ricavi, utili per azione e multipli delle valutazioni per i prossimi 10 anni.

Ebbene, le analisi di T. Rowe Price affermano che il 31% del mercato azionario statunitense è soggetto a rischio secolare e circa il 35% degli utili di S&P500 deriva da società esposte a tale rischio, contro percentuali che due anni fa erano rispettivamente pari al 20% e al 24%.

Come affrontare il rischio secolare

Dinanzi a tale evidenza, il gestore si domanda cosa fare, nella consapevolezza che affrontare e superare il rischio secolare non è impossibile, sebbene le probabilità siano contrarie alla maggior parte delle società.

Il rischio secolare non rappresenta tuttavia una minaccia per tutte le società e, anzi, vi sono aziende che potrebbero beneficiare del rischio secolare, come quelle che appartengono al settore delle utility. La crescita delle energie rinnovabili come il solare e l’eolico stanno aiutando a spingere una crescita a tassi maggiori e, contemporaneamente, stanno riducendo i costi per i consumatori.

Anche il settore industrial è apparentemente poco esposto, anche nell’ambito della difesa, così come alcune aree dei servizi per il business e per l’informazione. Tutte le società che non sono minacciate dal rischio secolare, e che rappresentano il 70% del totale, dovrebbero dunque veder incrementare i propri multipli nel tempo.

I settori attraenti sono in calo

Ad ogni modo, bene rammentare come il numero dei settori attraenti sia in calo, e come perciò saper gestire il rischio secolare diventa fondamentale per poter ottenere il successo negli investimenti.

Un approccio tradizionale di regressione verso la media per le aziende è più difficile rispetto al passato, soprattutto per gli investori value. Pertanto, è importante individuare le società esposte al rischio secolare, considerato che i loro utili potrebbero diminuire e i multipli delle loro valutazioni comprimersi fortemente.

Di conseguenza, l’emergere di questo tipo di rischio rappresenta uno sviluppo molto favorevole per un investimento attivo e una sfida significativa per quello passivo nei prossimi 5-10 anni.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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