ETF a gestione attiva: cosa sono e quali sono le loro caratteristiche

Per decenni tutti gli ETF presenti sul mercato hanno replicato indici di riferimento ben noti. Solo in tempi più recenti, invece, alcune società di gestione hanno introdotto sui mercati internazionali degli ETF in grado di seguire indici quantitativi basati su strategie di gestione attiva.

Ma che cosa sono questi ETF? E in cosa differiscono da quelli “tradizionali”? E, ancora, quali sono i loro vantaggi e svantaggi?

Cosa sono gli ETF a gestione attiva

Gli ETF a gestione attiva sono fondi che investono in un portafoglio di titoli che viene scelto soggettivamente da un gestore, piuttosto che limitarsi a seguire un indice basato su regole già predeterminate.

Dunque, smentendo quello che è il paradigma alla base degli ETF “tradizionali”, l’idea di un fondo a gestione attiva è quella di ottenere risultati migliori di un indice di riferimento, attraverso una gestione flessibile.

Il fatto che l’ETF a gestione attiva possa avere una gestione flessibile dei propri investimenti non equivale certamente ad ammettere che il gestore possa fare ciò che vuole senza darne comunque adeguata informativa trasparente ai sottoscrittori attuali e potenziali.

Ricordiamo infatti che ogni ETF attivo sul mercato deve comunicare le proprie posizioni, in maniera tale che si sappia in cosa sta investendo e, di conseguenza, l’investitore possa comprendere se il fondo possa o meno fare al caso suo.

Ma quali sono i principali vantaggi di questa categoria di ETF?

Leggi anche La nostra guida sugli ETF

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I vantaggi degli ETF a gestione attiva

Il vantaggio più discusso degli ETF a gestione attiva è l’opportunità di sovraperformare gli indici che gli altri ETF seguono. Il tutto, come da nota caratteristica degli ETF, con un sostanzioso risparmio commissionale: la struttura di questo strumento finanziario permette infatti di eliminare molti servizi alla clientela e di ridurre il costo di alcuni servizi amministrativi.

La flessibilità è un altro vantaggio fondamentale. Come gli ETF su indici, anche gli ETF a gestione attiva consentono agli investitori di negoziare durante tutto l’arco della giornata (Borsa aperta), e di effettuare acquisti a margine o short trading.

Gli svantaggi degli ETF a gestione attiva

Naturalmente, così come avviene per ogni strumento finanziario, anche gli ETF a gestione attiva hanno qualche punto di attenzione che, per alcuni trader, potrebbe bensì rappresentare uno svantaggio.

Per esempio, rammentiamo che le società sono tenute a comunicare quotidianamente le loro partecipazioni affinché gli ETF gestiti attivamente possano funzionare in maniera trasparente, ma tale divulgazione potrebbe essere un problema per i fondi più grandi, e per i fondi che detengono titoli illiquidi.

Peraltro, in un fondo aperto, i gestori fanno di tutto per nascondere le loro partecipazioni in modo che i concorrenti non approfittino della propria strategia, finendo per copiarla e perfezionarla. La piena divulgazione delle informazioni ostacola la capacità di un gestore attivo di implementare la strategia, poiché altri investitori potrebbero capire l’intento del gestore e le operazioni di front-run, diluendo così le potenziali opportunità di profitto per gli azionisti degli ETF e aumentando le perdite.

Naturalmente, parliamo comunque di uno svantaggio “tecnico”, non certo elaborabile dalla maggior parte dei trader retail che, invece, si limiteranno a sfruttare le qualità dell’ETF a gestione attiva, nella speranza di poter ottenere un rendimento in linea o superiore a quello atteso.

Leggi anche: Come scegliere un ETF?

ETF come sottostante dei CFD

Ricordiamo infine che gli ETF possono non solamente essere negoziabili direttamente sul mercato regolamentato, quanto anche utilizzabili come sottostante dei contratti per differenza (CFD) che ad esempio puoi acquistare e vendere su eToro (qui il sito ufficiale).

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