Investire nell’immobiliare residenziale nel lungo termine: i consigli di T. Rowe Price

L’investimento nell’immobiliare residenziale conviene? Secondo quanto afferma Nikolaj Schmidt, Chief International Economist di T. Rowe Price, la risposta è positiva, soprattutto per poter cavalcare una spinta che potrebbe mettere al riparo da sgradite turbolenze.

L’analista di T. Rowe Price ricorda infatti come nel corso del 2021 la diffusione dei vaccini dovrebbe consentire alle economie più sviluppate di poter riaprire entro la fine dell’estate. L’ottimismo che dovrebbe scattare in questo frangente potrebbe far scatenare i consumatori, che dopo più di un anno di restrizioni saranno pronti a spendere quanto risparmiato in questo periodo.

Dunque, è lecito immaginare che, spinte anche dalle politiche fiscali, le economie entreranno in una fase di boom ma… man mano che il reddito disponibile diminuirà, contestualmente anche alla fine degli stimoli fiscali, finirà anche l’esplosione dei consumi di beni durevoli, considerato che la domanda a quel punto sarà oramai saziata.

Ma allora dopo questa spinta propulsiva si tornerà alla stagnazione secolare? Per l’esperto, non sarà affatto così, perché il prossimo decennio sarà diverso da quello che ha fatto seguito alla crisi finanziaria globale. Al centro di quella crisi vi era infatti un boom del credito di proporzioni rilevanti.

Il credito solitamente finisce per concentrarsi nel mercato immobiliare residenziale, e in effetti all’inizio del 2008 probabilmente erano già stati costruiti gran parte delle abitazioni necessarie per il decennio successivo” – ha poi dettagliato Schmidt, per soffermarsi sul fatto che il successivo inasprimento delle condizioni per i prestiti, l’accumulo di immobili residenziali e un settore privato sopravvissuto a stento alla crisi, avevano spinto le famiglie a un decennio di riduzione del proprio indebitamento.

Oggi giorno, conclude ancora l’analista di T. Rowe Price, “grazie al supporto degli stimoli fiscali e a politiche monetarie estremamente accomodanti, vi è margine perché ricominci ad aumentare l’indebitamento nel mercato immobiliare residenziale e quindi nei bilanci delle famiglie, e che questi ridiventino un motore di crescita”.

Insomma, in tal modo mentre il boom a breve termine del consumo di beni durevoli viene assimilato, e mentre si attraversa la fase di consolidamento fiscale per ricondurre i deficit di bilancio su livelli sostenibili, vi potrà essere spazio per un’espansione dei bilanci sia delle famiglie che aziendali, in aperto contrasto al decennio successivo alla crisi finanziaria globale.

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