ETF, gli investitori preferiscono gli azionari

Stando a quanto afferma una recente ricerca condotta da Amundi ETF, nei primi nove mesi dell’anno gli investitori hanno dimostrato la loro propensione a scegliere gli ETF azionari. Per la società, gli afflussi sul mercato globale degli ETF hanno raggiunto 803 miliardi di euro, ma con una forte polarizzazione negli Stati Uniti, mercato che solo è in grado di rappresentare quasi l’80% del totale con 638,5 miliardi di euro, a fronte del 16% europeo (126 miliardi di euro) e al 5% asiatico (38,3 miliardi di euro).

Per quanto concerne la tipologia di ETF più gettonato dagli investitori, a vincere è l’azionario, l’asset class più popolare, con 595 miliardi di euro, in linea con il trend dei primi sei mesi. Gli investitori hanno invece allocato 202 miliardi negli ETF a reddito fisso globali, anch’essi in linea con i primi sei mesi.

La situazione in Europa

Per quanto concerne la situazione europea, gli ETF azionari totalizzano 92,3 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno, in linea con il primo semestre. In tale scenario, sono gli ETF sugli indici mondiali ad aver attratto di più, per 44,4 miliardi di euro, davanti agli indici azionari nordamericani con 25,7 miliardi di euro. Più residuale è la situazione dei mercati emergenti, che hanno attirato 7,9 miliardi di euro.

Gli investimenti sostenibili

Un altro dato che non ha certo sorpreso gli analisti è stato quello della preferenza espressa nei confronti degli indici azionari con orientamento ESG, i cui flussi sono stati pari a 44,1 miliardi, anche qui con gli ETF nordamericani davanti a tutti, con quota di mercato del 64%.

Tra gli altri dati comunicati dal dossier Amundi, il fatto che gli indici obbligazionari legati all’inflazione negli Stati Uniti e nell’Eurozona abbiano ottenuto incrementi per 2 miliardi di euro, e che il debito americano a breve ha registrato 2,7 miliardi di euro di afflussi. Gli investitori hanno destinato 4,3 miliardi e 4 miliardi di euro rispettivamente alle obbligazioni societarie dell’Eurozona e degli Stati Uniti, mentre 1,7 miliardi di euro sono andati agli high yield statunitensi.

Anche nel comparto del reddito fisso crescono le allocazioni negli indici ESG, pari a 14 miliardi di euro nei primi nove mesi. Gli investitori hanno allocato 5,4 miliardi di euro nelle obbligazioni corporate ESG degli Stati Uniti e 2,9 miliardi di euro in quelle dell’Eurozona.

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