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Ecco come Amazon ha aggirato i problemi di trasporto e logistica

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Mentre tutti arrancano e le navi fanno la fila sul molo, Amazon non sembra aver subito i contraccolpi delle difficoltà dell'approvvigionamento. Ma come ha fatto? E chi sta pagando questa efficienza?

Per molti anni Amazon è sembrata interessarsi alla ricerca di soluzioni per rendere più sicuro e continuo i propri trasporti. Ne è la dimostrazione il continuo noleggio di navi da carico private, la fabbricazione di propri container e l’affitto di aerei che potessero controllare meglio il complicato viaggio di spedizione di un ordine online.




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Ebbene, proprio in questo contesto in cui molti venditori si stanno facendo prendere dal panico per il caos della catena di approvvigionamento, le mosse di Amazon stanno dando i loro frutti, consentendo al flusso di spedizione di evitare i lunghi tempi di attesa per la disponibilità di spazi presso i moli più trafficati.

Qualche esempio? Secondo quanto riferiva alla Cnbc Steve Ferreira, analista del trasporto marittimo, a “Los Angeles ci sono 79 navi che aspettano fino a 45 giorni per entrare nel porto, mentre l’ultima spedizione impresa di Amazon che ho seguito negli ultimi due giorni, ha aspettato solo due giorni nel porto". Noleggiando navi da carico private per trasportare le sue merci, Amazon può controllare dove vanno le sue merci, evitando i porti più congestionati.

Naturalmente, tutto questo non è avvenuto a costi zero per i consumatori. Secondo la piattaforma di gestione e-commerce CommerceIQ, infatti, Amazon ha visto un aumento del 14% degli articoli esauriti e un aumento medio dei prezzi del 25% da gennaio 2021 ad oggi.

"Il consumatore ha avvertito aumenti di prezzo in tutto ciò che sta acquistando", ha affermato sempre a Cnbc Margaret Kidd, direttrice del programma Supply Chain & Logistics Technology all'Università di Houston. "In definitiva, quando c'è un aumento del costo del trasporto, questo viene subito trasmesso al consumatore".

Dunque, è lecito immaginare che le extra spese di Amazon siano state trasferite ai consumatori. Ma di che spese parliamo? Amazon ha speso più di 61 miliardi di dollari per le spedizioni nel 2020, da poco meno di 38 miliardi di dollari nel 2019. In attesa dei dati del 2021, è lecito immaginare che il dato sia cresciuto in maniera piuttosto dinamica.

In questo contesto, le azioni Amazon continuano a crescere. Da inizio anno ad oggi le quotazioni sono in rialzo del 6,38%, permettendo a Jeff Bezos di consolidare una straordinaria crescita di capitalizzazione che, negli ultimi cinque anni, è ammontata a uno straordinario + 341%.

Naturalmente, cogliamo l’occasione per ricordare a tutti i nostri lettori che vogliono fare trading di azioni Amazon che il miglior modo per farlo è quello di usare un conto di trading CFD di un broker regolamentato, come FPMarkets.

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