Nonostante i numeri non fossero certo negativi, la trimestrale di Netflix ha preoccupato gli analisti per il rallentamento della crescita degli abbonati. Ne è derivata una dura punizione per le azioni Netflix, che hanno perso più del 20% nel trading after-hours, ai livelli più bassi da giugno 2020.

I dati più importanti dell’ultima trimestrale Netflix

  • Utile per azione (EPS): $1.33 vs 82 centesimi di previsione
  • Entrate: 7,71 miliardi di dollari vs 7,71 miliardi di dollari attesi
  • Crescita globale degli abbonati degli abbonati: 8,28 milioni vs 8,19 milioni previsti

A ben vedere, dunque, sembra che il problema per Netflix non fosse certo l’aver aggiunto più abbonati di quelli attesi dagli analisti, bensì il fatto che nel trimestre 2021 ha conseguito meno degli 8,5 milioni di abbonati ottenuti nel quarto trimestre 2020.

Ancora, Netflix ha detto che si aspetta di aggiungere 2,5 milioni di abbonati durante il primo trimestre del 2022, ben al di sotto dei 3,98 milioni che ha aggiunto nel primo trimestre 2021 e, soprattutto, contro i 6,93 milioni di abbonati previsti dalle stime di StreetAccount.

Nelle sue dichiarazioni, Netflix ha poi affermato di prevedere una lista di nuovi contenuti più ponderata nel primo trimestre, con grandi anteprime fissate per marzo. Tuttavia, non sfugge come questo fosse l’approccio già adottato da Netflix nel quarto trimestre, quando la società ha rilasciato nuove produzioni spinte abbondantemente nella seconda parte dell’anno, come “Emily in Paris”, “Don’t Look Up”, “Red Notice” e “You”.

Perché Netflix cresce meno del previsto

Netflix ha dichiarato che l’aumento della concorrenza da parte di altre aziende è stato uno dei motivi del rallentamento. Anche in questo caso, però, gli analisti non hanno mancato di ricordare come già in passato Netflix avesse affrontato l’argomento dichiarando che aziende come Apple e Disney non avrebbero influenzato la crescita.

I consumatori hanno sempre avuto molte scelte quando si tratta del loro tempo di intrattenimento – una concorrenza che si è solo intensificata negli ultimi 24 mesi mentre le società di intrattenimento di tutto il mondo sviluppano la loro offerta di streaming“, ha detto Netflix. “Sebbene questa concorrenza aggiunta può influenzare la nostra crescita marginale, noi continuiamo a crescere in ogni paese e regione in cui queste nuove alternative di streaming sono state lanciate”.

Anche al fine di compensare una crescita in rallentamento, Netflix ha poi annunciato aumenti di tariffe negli Stati Uniti e in Canada. Negli Stati Uniti, il costo mensile per il piano di base è aumentato di 1 dollaro a 9,99 dollari. Il piano standard è passato da 13,99 a 15,49 dollari e il piano premium è salito da 17,99 a 19,99 dollari.

Insomma, la strategia di Netflix sembra essere quella di aumentare i prezzi man mano che i clienti diventano sempre più fidelizzati ai contenuti esclusivi dell’azienda.

Come investire nelle azioni Netflix oggi

Ma conviene comprare oggi le azioni Netflix in vista di una possibile ripresa?

Molto probabilmente il mercato ha punito più duramente del previsto i titoli dello streamer e, dunque, è ben possibile che possano esservi dei rimbalzi.

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