I mercati migliori e peggiori del primo semestre 2023: vincono azioni e bond

Migliori e peggiori mercati del primo semestre 2023 - BorsaInside

Con il primo semestre oramai archiviato è tempo di fare bilanci e per un investitore può essere molto utile sapere quali sono stati i mercati migliori e quelli peggiori dei primi 6 mesi dell’anno. Questo genere di informazioni è molto utile non solo per “cultura personale” ma anche per programmare la propria strategia di investimento per il semestre in corso. Ad esempio non è detto che i mercati che hanno performato bene del primo semestre sono destinati a proseguire il loro rally, come pure non è detto che gli asset andati peggio non possano riprendersi.

Insomma sapere quali sono stati i mercati migliori e quali i peggiori nel primo semestre 2023 è determinante.

3 i fatti centrali che hanno condizionato l’andamento dei mercati finanziari nella prima parte dell’anno: la fase di debolezza delle materie prime, la grande rivincita dell’indice Nasdaq di wall Street e il rafforzamento dell’Euro nel cambio contro il Dollaro.

Vediamo quindi più nel dettaglio ognuno di questi “fatti” da cui poi tutto è dipeso.

Le materie prime hanno sofferto nel primo semestre 2023

Alcune previsioni circolate con molta insistenza alla fine dello scorso anno avevano prospettato un 2023 molto pimpante. Nulla di tutto questo è avvenuto. Molte commodities sono in forte difficoltà. In particolare la quotazione del gas naturale ha registrato un calo di ben il 50 per cento da inizio anno. Gran parte della prestazione negativa delle commodities si è verificata nel primo trimestre, mentre nel secondo trimestre (in particolare a giugno), il valore delle materie prime è salito del 23 per cento.

Viceversa le dinamiche delle materie prime agricole e dei metalli sono state meno lineari e quindi è più difficile tracciare un trend che valga per loro.

Ad ogni modo, visto che abbiamo indicato la peggiore, possiamo ora anche fare riferimento alla migliore: è stato il cacao a confermarsi come una delle materie prime più apprezzate, con un aumento di circa il 30 per cento nel corso del semestre. Anche la quotazione oro ha segnato una buona performance, con un incremento di oltre cinque punti percentuali.

Sul Forex, l’Euro si è rafforzato nel cross con il Dollaro

Spostiamoci adesso al mercato del forex. L’Euro ha evidenziato un andamento positivo rispetto alla maggior parte delle altre monete, con i rialzi più significativi riscontrati sullo yen (con un aumento del 12 per cento nel complesso, di cui il 9 per cento solo nel secondo semestre) e sullo yuan cinese (con un aumento del 7 per cento).

Il rally della Moneta Unica ha condizionato anche il Cambio Euro Dollaro con il primo termine del cross che è cresciuto del 2 per cento sul secondo. Viceversa la Moneta Unica si è leggermente indebolita nel cambio con la sterlina britannica.

Tra gli indici è stato il Nasdaq a primeggiare

E ora spostiamoci sulle borse dove a dettare legge è stato il Nasdaq 100 di Wall Street per un motivo molto semplice: il rally dei titoli del settore tech. In particolare sono state NVIDIA e una manciata di altre grandi aziende tecnologiche. Molto forte anche la prestazione della borsa di Atene che si è imposta come la migliore del trimestre. Un dato su tutti che fa capire quanto sia convenuto investire in borsa nel primo semestre 2023: l’80 per cento degli indici azionari ha territorio positivo mentre il rendimento medio è stato prossimo al 9 per cento.

Ricordiamo che chi volesse investire sugli indici può farlo attraverso strumenti di tipo derivato come i CFD. I Contratti per differenza consentono agli investitori di trarre profitto sia dalle variazioni al rialzo che al ribasso dei prezzi degli indici. Se si ritiene che il valore dell’indice aumenterà, si può aprire una posizione long (acquisto) sul CFD. Se si prevede invece che il valore dell’indice diminuirà, si può aprire una posizione short (vendita allo scoperto) sul CFD.

Uno dei vantaggi dei CFD sugli indici di borsa è la possibilità di negoziare con leva finanziaria, il che significa che si può ottenere una maggiore esposizione di mercato con un investimento iniziale relativamente piccolo. Tuttavia, la leva finanziaria può amplificare sia i profitti che le perdite, quindi va usata con molta attenzione.

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Azioni e bond dettano legge nel semestre

Spostandoci al settore del risparmio gestito, i prodotti azionari a specializzazione geografica hanno segnato una crescita nel 90 per cento dei casi. Le prestazioni migliori hanno riguardato i mercati emergenti europei e le grandi aziende statunitensi. Anche le azioni del Giappone hanno performato bene mentre al contrario la Turchia ha evidenziato una correzione significativa registrando un ribasso di quasi il 18 per cento (ma va tenuto conto che ankara aveva raddoppiato nel semestre precedente).

Anche i fondi obbligazionari, comunque, hanno impattato in modo significativo sui portafogli anche su quelli conservativi. Tra i singoli fondi che hanno segnato le prestazioni migliori ci sono stati quelli esposti al debito dell’America Latina, quelli sui mercati emergenti europei e i fondi monetari denominati in Sterlina. Per finire, buono il posizionamento sui convertibili e gli high yield.

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