Tre sfide che i mercati dovranno affrontare: inflazione, tassi e dollaro Usa

Oggi non è possibile investire sui mercati azionari, se non si hanno ben presenti le tre sfide con cui sarà necessario fare i conti nei mesi a venire. Dopo l’andamento disastroso che le borse hanno evidenziato nel primo semestre 2022 (i ribassi più ampi sono quelli che hanno interessato gli indici Usa), un cambio di rotta nella seconda parte dell’anno è possibile solo se queste tre sfide saranno affrontate in modo vincente. Ma quali sono questi tre fattori su cui si gioca praticamente tutto? Secondo Colin Graham, Head of Multi-Asset Strategies di Robeco, i tre nodi sono: l’inflazione, i tassi Usa e il valore del Dollaro americano.

Prima di affrontare, uno per uno, questi punti, ricordiamo ai nostri lettori che oggi grazie a broker come eToro è possibile investire, tramite CFD, su tante asset-class diverse operando da una sola piattaforma. In più eToro offre anche il conto demo gratuito per imparare a fare pratica senza correre il rischio di perdere soldi veri.

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Prima sfida: l’inflazione

Prima della pandemia di covid19, l’inflazione delle più importanti economie globali si era attestata sotto al 2 per cento. Questa situazione durava oramai da anni. L’aumento dei prezzi dell’energie e le difficoltà di approvvigionamento, aggravati ancora di più dallo scoppio della guerra in Ucraina, hanno spunto i prezzi al consumo su livelli record sia in Usa che nell’area Euro.

Dinanzi al forte rialzo dell’inflazione, le banche centrali sono scese in campo con politiche aggressive sui tassi. Risultato è stato il raffreddamento del mercato immobiliare e il parallelo indebolimento della domanda aggregata.

In questo contesto, secondo l’analista, è molto complicato trovare un punto di equilibrio tra il timore di un inasprimento eccessivo e quello di una stretta non sufficiente per raggiungere lo scopo desiderato. La sfida appunto quella di trovare la giusta politica che possa portare ad un contenimento dell’inflazione.

Secondo sfida: i tassi americani

La decisione delle banche centrali di incrementare i tassi di interesse causa maggiori oneri per l’indebitamento e di conseguenza i consumatori hanno meno risorse da spendere. Parallelamente il rialzo dei tassi ha anche apprezzato il già costoso dollaro Usa. Scrive il manager di Robeco che il recente aumento dei tassi frena l’economia, tuttavia nel secondo semestre le condizioni finanziarie potrebbero mutare in senso più favorevole.

Terza sfida: il dollaro Usa

Il dollaro americano è praticamente sulla parità nel cambio con l’Euro. Abbiamo affrontato l’argomento in questo articolo. A prescindere dal cross Eur/Usd, il dollaro Usa è praticamente ai massimi su tutte le principali valute mondiali anche perchè il biglietto verde è visto come un bene rifugio. Ovviamente se il dollaro si apprezza, anche le materie prime quotate in dollari seguono la stessa strada. A risultare penalizzati sono quei paesi emergenti che hanno un alto debito in dollari Usa.

Secondo l’analista di Robeco, in prospettiva l’oneroso dollaro si dovrebbe indebolire non appena ci sarà un rallentamento della crescita e una revisione al ribasso delle attese sui tassi. Insomma il biglietto verde è atteso da una spiccata volatilità. Una buona notizia per chi fa trading sul forex attraverso i CFD (qui la demo eToro per iniziare).

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