il profilo di un uomo incappucciato con le scritte verdi che scorrono in verticale "in stile Matrix"
Il Dipartimento di Giustizia chiede indietro il bottino a un giovane hacker - Borsainside.com

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta perseguendo una battaglia legale epocale per recuperare milioni di dollari in Bitcoin, frutto di un audace furto informatico perpetrato quattro anni fa da un giovane hacker.

La sentenza di un giudice federale ha decretato che Ahmad Wagaafe Hared, l’autore di questo colossale furto, deve restituire la stupefacente somma di $5.2 milioni in Bitcoin, nonché una sontuosa auto sportiva acquistata con i proventi illeciti.

Questa vicenda, uscita alla ribalta grazie al giornale The San Francisco Standard, getta luce su un intricato caso di criminalità informatica e svela il complesso mondo dell’ingegneria sociale, che ha permesso a Hared e ai suoi complici di portare a termine il colpo tra il 2016 e il 2018.

Il furto dei Bitcoin tramite SIM swap

Il fulcro di questa storia criminale è l’articolato stratagemma noto come “scambio di SIM“. Questa tecnica di ingegneria sociale è stata impiegata da Hared e i suoi complici per ottenere il controllo dei telefoni cellulari di individui target, truffando gli operatori telefonici e spacciandosi per i legittimi proprietari dei dispositivi.

Tale subdola artificiosità rappresenta una tattica classica utilizzata da hacker per accedere a dati personali sensibili, compiendo furti di identità o aggirando le complesse misure di autenticazione a due fattori basate su messaggi di testo.

Nel 2016, Ahmad Wagaafe Hared, all’epoca appena diciottenne e residente a Tucson, in Arizona, si alleò con Matthew Gene Ditman, suo complice proveniente dal Nevada. Insieme, orchestrarono una serie di inganni ai danni dei servizi clienti dei principali fornitori di telefonia cellulare nell’area settentrionale della California.

Prima di questa vicenda, Ahmad Wagaafe Hared era noto come un utente attivo del cosiddetto “darknet“, il lato oscuro e nascosto del mondo virtuale. Sotto lo pseudonimo “winblo“, Hared era considerato una figura “estremamente attiva” e persino “ammirata” all’interno di un mercato online noto per la vendita di account di social media altamente desiderati. Questa reputazione faceva di lui una figura chiave nell’underground digitale.

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Bitcoin rubati e auto di lusso

Uno degli aspetti più scandalosi di questo caso riguarda la spesa dei fondi rubati da parte di Hared. Con una parte dei proventi illeciti, il giovane hacker si è permesso di acquistare una sfavillante BMW i8, un veicolo il cui costo all’epoca si aggirava sui $150.000.

Ancora più scioccante è il fatto che Hared e Ditman, una volta preso il controllo dei conti delle loro vittime, osarono contattarle nel vano tentativo di estorcere loro ulteriori somme di denaro.

Tuttavia, ogni criminale deve rendere conto delle sue azioni, e il 2019 segnò la fine del regno di terrore informatico di Hared e Ditman. Un’indagine condotta dall’FBI identificò finalmente i colpevoli, che furono arrestati e attualmente attendono la loro sentenza. La loro sorte sarà decisa dalla legge, ma questo caso rimarrà un esempio emblematico dell’importanza della sicurezza informatica e dell’incessante lotta contro la criminalità digitale.

Questo furto di Bitcoin ci ricorda l’importanza di proteggere le nostre identità digitali e le criptovalute da individui senza scrupoli. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti si è impegnato a portare i colpevoli di questo audace crimine davanti alla giustizia, dimostrando che anche nel mondo digitale, la legge può e deve prevalere.

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