L’Australia svela piani per la regolamentazione del mercato delle criptovalute diversi da quelli di ogni altro Paese del mondo

bandiera dell'Australia dipinta sulla sabbia

In questi giorni le autorità di regolamentazione delle criptovalute dell’Australia stanno valutando la possibilità di muoversi in modo completamente diverso da quanto fatto dalla maggior parte dei governi degli altri Paesi del mondo. Quella che le autorità di regolamentazione australiane stanno imboccando dovrebbe essere una strada ancora non battuta, quanto meno stando a quanto esse stesse affermano.

In una dichiarazione rilasciata lunedì il ministero del Tesoro australiano ha annunciato l’avvio di un piano strutturato in più fasi che dovrebbe gettare le basi per un quadro normativo per il settore delle criptovalute. Sono gli stessi esponenti del governo a specificare a tal proposito che si tratterebbe del più completo e approfondito tra i piani strutturati in precedenza “in qualsiasi altra parte del mondo”.

Il governo australiano si prepara a regolamentare il mercato delle criptovalute

La chiave dell’approccio del governo sarà una forma di ricerca di mercato che si chiama “mappatura dei token”. Attraverso questo “token mapping” i funzionari del governo avranno la possibilità di visualizzare e valutare le tendenze nei mercati delle criptovalute in modo tale da “individuare il miglior modo di mettere in atto la regolamentazione degli asset digitali e dei servizi correlati”.

Sull’argomento è intervenuto anche Jim Chalmers, tesoriere sotto il primo ministro Anthony Albanese, il quale ha sottolineato l’importanza di una comprensione completa dei mercati delle criptovalute prima di redigere i regolamenti.

“Il precedente governo si è cimentato nella regolamentazione delle criptovalute, ma è passato prematuramente alle opzioni senza prima capire cosa si stava regolamentando” ha dichiarato il tesoriere australiano “il governo Albanese sta adottando un approccio più serio per capire cosa c’è nell’ecosistema e quali rischi devono essere considerati prima”.

L’Australia verso la regolamentazione delle crypto, il tentativo del precedente governo e il nuovo approccio “sfumato”

Nel mese di dicembre 2021 il predecessore di Chamles, il tesoriere Josh Frydenberg, si è impegnato per sdoganare le criptovalute creando un primo quadro normativo completo. Nel mese di maggio però Frydenberg e il resto del governo del primo ministro Scott Morrison sono stati estromessi in un’elezione federale.

Il nuovo governo sotto la guida del premier Albanese afferma di voler adottare un approccio più ‘sfumato’, arrivando alla regolamentazione del settore con calma, solo dopo aver opportunamente approfondito il quadro nel suo insieme, e per questo ha dato il via ad una fase di ricerca più accurata di quella della precedente amministrazione.

Quanto alla presunta assoluta novità di questo approccio, quella paventata dagli stessi membri dell’attuale esecutivo, alla realtà dei fatti potrebbe essere molto meno inedita di quanto si sta lasciando intendere.

A dicembre 2021 il ministero del Tesoro ha pubblicato un rapporto intitolato: “Transforming Australia’s Payments System”, vale a dire “trasformazione del sistema dei pagamenti australiano” e con esso si impegnava a completare un esercizio di mappatura dei token entro la fine del 2022.

I risultati che sono stati raccolti nell’ambito di questo progetto, unitamente ad altri rapporti e consultazioni, dovevano servire a strutturare un quadro normativo per il mercato delle criptovalute per l’anno seguente.

Stando alla dichiarazione rilasciata nella giornata di ieri il piano per la mappatura dei token che il governo di Anthony Albanese si appresta a mettere in atto “individuerà notevoli lacune nel quadro normativo, porterà avanti il lavoro sul quadro delle licenze, esaminerà strutture organizzative innovative, esaminerà gli obblighi di custodia per i custodi terzi di criptovalute e fornirà ulteriori garanzie per i consumatori”.

Stando a quanto affermano fonti del ministero del Tesoro australiano, presto verrà pubblicato un documento di consultazione pubblica che arricchirà ulteriormente il processo di mappatura dei token. Difficile tuttavia individuare una timeline seguendo la quale il governo dovrebbe trasformare i risultati di questo processo in una vera e propria normativa per la regolamentazione del mercato crypto.

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