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Bollette, la fine dei servizi di tutela potrebbe slittare al 1° gennaio 2022

Bollette, la fine dei servizi di tutela potrebbe slittare al 1° gennaio 2022

Bollette energia elettrica e gas naturale, mercato libero: nel decreto Milleproroghe il rinvio della fine della maggior tutela

Era stata inserita tra gli emendamenti alla Legge di Bilancio 2020, la nuova scadenza per la fine dei servizi di tutela, ma in seguito alla dichirazione di inammissibilità della presidente del Senato Elisabetta Casellati, è saltata, ed ora rispunta tra i rinvii inseriti in quello che dovrebbe essere il nuovo decreto Milleproroghe.

La scadenza per la fine del mercato tutelato nell'ambito dei servizi di fornimento di energia elettrica e gas naturale, era stata fissata al 1° luglio 2019 per i clienti domestici e per le piccole imprese connesse a bassa tensione nel caso della corrente elettrice.

Poi con il decreto Milleproroghe 2018 la scadenza è slittata di un anno, con la rimozione dei regimi di tutela fissata per il 1° luglio 2020. La nuova scadenza, quella del 1° gennaio 2022 era stata inserita in uno degli emendamenti che la Casellati ha dichiarato inammissibili, e potrebbe essere quindi inserita nel nuovo decreto Milleproroghe.

Come funziona la maggior tutela

Ma cos'è esattamente la maggior tutela e chi riguarda? Si tratta di servizi di fornitura di energia elettrica e gas naturale a condizioni contrattuali che non vengono stabilite da un fornitore privato operante nel mercato libero, bensì dall'Autorità per l'energia, le reti e l'ambiente (Arera).

Possono accedere ai servizi del mercato tutelato solo i clienti finali di piccole dimensioni, come famiglie o piccole imprese, che non hanno ancora optato per nessuno dei venditori che operano nel mercato libero. Si tratta di servizi che si limitano alla mera distribuzione della materia prima, senza alcun servizio accessorio, e ad un prezzo che riflette le condizioni prevalenti nel mercato all'ingrosso.

Stando agli ultimi dati che sono stati diffusi dall'Autorità per l'Energia le Reti e l'Ambiente, sono quasi 18 milioni i clienti che ricevono la somministrazione dell'energia elettrica attraverso i regimi di tutela.

Sempre secondo i numeri resi noti dall'Arera, nel 2019 circa il 53,5% dei clienti domestici, pari a 14,9 milioni di famiglie circa, e il 40,9% di quelli non domestici, pari a 2,7 milioni di piccole imprese, si trovano nel mercato tutelato per le forniture di energia elettrica.

Per quel che riguarda invece le forniture di gas naturale i clienti finali nella maggior tutela sono 9,6 milioni, numero del quale fa parte il 47% delle utenze domestiche ed il 42% dei condomini destinati ad uso abitativo.

L'Arera ha altresì rilevato che non sono molti i passaggi al mercato libero. Nel 2018, per quel che riguarda la fornitura di energia elettrica, solo il 14% dei clienti domestici e il 20% dei clienti non domestici hanno abbandonato il mercato tutelato, mentre per quel che riguarda la fornitura di gas naturale i passaggi al mercato libero sono solo del 9,9%.

Come si passa al mercato libero

Già a partire dal gennaio 2018, come stabilito dalla legge sulla concorrenza, i clienti finali che sono ancora sotto regime di tutela, ricevono una informativa dal loro venditore che riguarda la liberalizzazione dei mercati, definita dall'autorità a cadenza semestrale.

Inoltre, per evitare che il cliente finale rimanga sprovvisto del servizio di fornitura di energia elettrica e gas naturale, il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero avverrà in maniera graduale. Infatti nel momento in cui scatterà la scadenza della maggior tutela, la fornitura ai clienti di piccola dimensione che non hanno ancora sottoscritto un nuovo contratto nel mercato libero, continuerà ad essere garantita, e non ci sarà alcuna interruzione del servizio per tutto il tempo che sarà necessario ad individuare un nuovo fornitore.

Il cliente che decide di passare al mercato libero abbandonando così il regime di tutela, non dovrà fare altro che sottoscrivere il contratto per la fornitura con il nuovo fornitore scelto in base alle proprie esigenze tra le diverse proposte presenti nel mercato libero.

La richiesta di risoluzione del vecchio contratto al precedente fornitore verrà inviata direttamente dal nuovo fornitore. Inoltre il diritto di recesso potrà essere esercitato in qualsiasi momento e senza dover sostenere alcun costo aggiuntivo.

Come scegliere il nuovo fornitore nel mercato libero

Scegliere un fornitore nel mercato libero può sembrare difficile, ma la legge sulla concorrenza ha previsto diversi strumenti per agevolare il consumatore in questo compito. Uno di questi strumenti è il Portale Offerte, nel quale si possono confrontare tutte le proposte di energia elettrica e gas in modo semplice e veloce.

Un altro strumento è quello dei gruppi di acquisto di energia, che sono rivolti a clienti finali domestici ma anche a piccole imprese, e hanno l'obbligo di uniformarsi a linee guida definite dall'Autorità per l'Energia le Reti e l'Ambiente.

I contratti disponibili nel mercato libero possono prevedere sia offerte a prezzo fisso, che offerte che includono servizi aggiuntivi a prezzo fisso o variabile, e per gli utenti che trovano difficoltà ad orientarsi tra le proposte è possibile trovare un valido aiuto nella consultazione delle cosiddette offerte placet, vale a dire contratti a prezzo libero ma a condizioni equiparate di tutela.

Nelle offerte placet quindi le condizioni economiche sono stabilite dal venditore con rinnovo annuale, ma struttura del prezzo però viene stabilita dall'Arera ed è inderogabile come le condizioni contrattuali, un discorso che vale ad esempio per le garanzie o per la rateizzazione, e come nel caso delle offerte nel regime di maggior tutela non sono compresi servizi aggiuntivi.

Cosa succede se non si sceglie un fornitore nel mercato libero entro la scadenza?

Se entro la scadenza della fine della maggior tutela, che dovrebbe essere prossimamente fissata al 1° gennaio 2022 non si è ancora scelto un fornitore nel mercato libero, come anticipato non si va incontro ad alcuna interruzione del servizio di forniture di energia elettrica o gas naturale. Tuttavia spesso però si sente parlare di scenari poco rassicuranti che riguardano questa platea di clienti.

Una platea peraltro molto numerosa secondo gli stessi dati dell'Arera, per andare incontro alla quale lo Stato sta provvedendo con il rinvio della scadenza per la fine delle tutele di prezzo. In questo modo infatti si concede maggior tempo per optare per un nuovo fornitore, e la transazione verso il mercato libero dovrebbe essere meno traumatica.

L'emendamento approvato al Senato stabilisce infatti che il Ministero di Economia e Finanza, di concerto con l'Arera e previo parere delle commissioni parlamentari competenti, abbia il dovere di garantire un "ingresso consapevole" dei consumatori nel mercato libero.

Scegliere la giusta proposta nel mercato libero può risultare difficile, quindi come ci si può meglio orientare? Sul portale offerte dell'Arera si possono confrontare le proposte disponibili sul mercato, ma sono veramente tante, oltre 770 per quel che riguarda la fornitura di energia elettrica e quasi 900 per la fornitura di gas.

Se da una parte l'enorme numero di offerte differenti può creare confusione nel consumatore, dall'altra c'è da dire che esistono anche delle proposte particolarmente convenienti. Si possono infatti trovare anche offerte a prezzo variabile "a sconto" rispetto alla maggior tutela, e questo sia nei contratti di fornitura energia elettrica che in quelli per il gas.

Altro aspetto da considerare nell'effettuare la propria scelta tra le numerose offerte, è quello dei vantaggi anche economici di una sottoscrizione online. Le offerte sottoscritte su internet sono spesso più convenienti rispetto a quelle fornite tramite altri canali.

Attraverso il canale web infatti il fornitore può ridurre i costi di acquisizione del cliente il che gli permette di formulare offerte più vantaggiose rispetto a quelle proposte nella commercializzazione del prodotto tramite strumenti diversi da internet.

Eppure i contratti che vengono sottoscritti online continuano ad essere pochi. Si tratta del 3,4% delle utenze per l'energia elettrica e del 2,6% per il gas. Molto importante è in tutti i casi controllare con attenzione quali siano i propri consumi e come sono distribuiti nelle varie fasce orarie della giornata.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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