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Proroga bonus Vacanze: grazie al decreto Ristori si potrà usare il bonus fino al 30 giugno 2021

Proroga bonus Vacanze: grazie al decreto Ristori si potrà usare il bonus fino al 30 giugno 2021

Con il decreto Ristori prorogata la scadenza del bonus Vacanze, e insieme alla proroga arrivano anche i contributi a fondo perduto per il turismo

Il decreto Ristori proroga il bonus Vacanze fino a fine giugno, mentre la scadenza fino ad ora era prevista per la fine del 2020. Il bonus, pensato per fornire un aiuto concreto all'intero settore del turismo, mirando in particolare all'intero comparto delle strutture ricettive, non scadrà quindi il 31 dicembre, ma il 30 giugno 2021.

Una proroga di sei mesi rispetto alla scadenza originale del bonus Vacanze, che però a parte l'elemento proroga, non presenta alcuna novità sia per quel che riguarda gli importi previsti che circa le modalità di utilizzo.

Alcune novità in tal senso erano invece state introdotte di recente con un emendamento al decreto agosto che ha esteso il suo utilizzo anche a coloro che intendessero prenotare la propria vacanza attraverso portali quali Booking, Airbnb, Trivago e via dicendo.

Bonus Vacanze 2021: cosa cambia con il decreto Ristori

Il bonus Vacanze nasce con un duplice obiettivo, da una parte quello di sostenere in qualche modo il turismo italiano e l'intero indotto pesantemente danneggiato dall'emergenza coronavirus ed in particolare dal lockdown nazionale imposto dall'esecutivo nei mesi di marzo e aprile 2020.

Dall'altra il bonus Vacanze dovrebbe aiutare le famiglie italiane ad andare in vacanza, a patto naturalmente che restino in Italia. Un bonus che per come era stato inizialmente strutturato prevedeva agevolazioni fiscali valide solo per strutture ricettive in Italia, ma con alcune condizioni, come quella che escludeva chi avesse effettuato la prenotazione attraverso i vari portali online.

Insieme ai contributi a fondo perduto e alla cancellazione della seconda rata Imu, il bonus Vacanze fa parte del pacchetto di incentivi che si rivolge al settore turistico messo in ginocchio dalla crisi Coronavirus.

Il decreto Ristori anzitutto provvede a far slittare la scadenza del bonus Vacanze, che dal 31 dicembre 2020 si sposta al 30 giugno 2021. Non vi sono variazioni però per quel che riguarda i suoi importi né circa la procedura da seguire per ottenere il bonus.

Per richiedere il bonus Vacanze si deve quindi seguire la procedura definita con il decreto Agosto. Bisogna quindi scaricare la app IO, cui si accede usando lo Spid o Carta d'Identità Elettronica (CIE).

Allo stesso modo il decreto Ristori non cambia i requisiti che il contribuente deve soddisfare per poter aver diritto al bonus Vacanze. Si tratta di requisiti reddituali, che fissano il tetto per il beneficio ad un ISEE di 40.000 euro e una DSU in corso di validità.

L'agevolazione è riservata ai nuclei familiari anche se composti da una sola persona, e prevede importi diversi a seconda del numero dei componenti. Non tutte le strutture ricettive accettano il bonus Vacanze, in quanto non vi è alcun obbligo di legge in tal senso, quindi la prima cosa da fare è accertarsi che la struttura presso la quale si vuole usare il bonus sia una di quelle che lo accettano.

Non variano gli importi del bonus, che restano i seguenti:

  • 150 euro per nuclei familiari composti da una sola persona
  • 300 euro per nuclei familiari composti da due persone
  • 500 euro per nuclei familiari composti da tre o più persone.

Con il decreto Ristori arrivano anche contributi a fondo perduto per il settore turistico

Con il decreto Ristoro, insieme alla proroga del bonus Vacanze, l'esecutivo ha anche introdotto contributi a fondo perduto destinati anche alle aziende del settore turismo, per uno stanziamento complessivo di 100 milioni di euro.

I finanziamenti a fondo perduto incontrano un'ampia platea di beneficiari, a poterli richiedere sono infatti anche le imprese con un volume d'affari che supera la soglia dei 5 milioni di euro annui. Tuttavia è importante ricordare che è lo stesso decreto Ristori ad indicare chi sono i potenziali beneficiari dei contributi a fondo perduto individuandoli nella lista dei codici Ateco.

Alberghi e strutture ricettive si trovano nella seconda fascia individuata dal decreto Ristori, pertanto spetta loro il 150% rispetto a quanto previsto dal decreto Rilancio. Si trovano in questa fascia le categorie che secondo le stime dell'esecutivo hanno subito un danno parziale per via delle misure restrittive adottate con il Dpcm del 24 ottobre.

Rientrano in questa seconda fascia le seguenti categorie:

  • Gelaterie e pasticcerie, comprese quelle ambulanti
  • Bar ed altri esercizi simili senza cucina
  • Villaggi turistici
  • Ostelli della gioventù
  • Rifugi di montagna
  • Colonie marine e montane
  • Affittacamere per soggiorni brevi, case ad appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence
  • Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
  • Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
  • Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero.

Sempre con il decreto Ristori il governo ha messo in campo aiuti per 400 milioni di euro, ancora una volta a fondo perduto, per agenzie di viaggio, tour operator, guide e accompagnatori turistici.

Ci sono poi anche altri aiuti introdotti con il decreto Ristori, tra cui la proroga del bonus Affitto la cui scadenza slitta di altri 3 mesi, e la cancellazione della seconda rata IMU.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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