Nel decreto Sostegni bis nuova norma anti licenziamenti, ecco quali sono le aziende interessate

Nel decreto Sostegni bis nuova norma anti licenziamenti, ecco quali sono le aziende interessate

Decreto Sostegni bis: 17 miliardi a imprese e professioni, 6 miliardi per liquidità e accesso al credito, 4 miliardi per i lavoratori e fasce in difficoltà

Nel decreto Sostegni bis il governo Draghi ha inserito un pacchetto di aiuti per i quali sono stati stanziati finanziamenti per complessivi 40 miliardi di euro. Le risorse necessarie per finanziare le misure inserite nel nuovo decreto sono suddivise in questo modo: "17 miliardi a imprese e professioni, 9 miliardi sempre alle imprese per la liquidità e l'accesso al credito, 4 miliardi per i lavoratori e fasce in difficoltà".

È stato lo stesso presidente del Consiglio a spiegare in che modo vengono suddivise le risorse per rendere possibile l'introduzione di tutte le misure previste dal decreto Sostegni bis. Il nuovo decreto conterrà misure per imprese, lavoro, giovani, salute e servizi territoriali, come viene annunciato anche da Il Sole 24 Ore

Intanto il premier ha convocato una conferenza stampa in occasione della quale l'esecutivo illustrerà le misure che sono state inserite nel testo del decreto. Il ministro del'Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando provvederanno a spiegare in che modo il decreto Sostegni bis andrà ad intervenire nella drammatica situazione economica in cui versa il Paese a causa di chiusure e restrizioni anti-Covid.

"Se la situazione pandemica continua a migliorare come vediamo attualmente, mi auguro che non ci sarà bisogno di decreti di questo tipo nel corso di quest'anno" ha confidato il premier, ribadendo poi che "il miglior sostegno è la riapertura".

Tassa di successione ai ricchi per dare una dote ai giovani? Proposta bocciata

La proposta che era stata avanzata dal segretario del Pd Enrico Letta è stata bocciata. Il segretario dem proponeva una tassa di successione per i più ricchi attraverso la quale sarebbe stato possibile pagare una dote ai giovani.

Niente da fare però, la proposta è stata bocciata. "Non ne abbiamo mai parlato, non l'abbiamo mai guardata ma non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli" ha detto alla fine il segretario dem stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore.

In conferenza stampa si è parlato sia del decreto Sostegni che del Pnrr, cui ha fatto un accenno anche l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini "non c'è alcun rallentamento" ha rassicurato il leader della Lega, spiegando che il tempo passato è stato "necessario per affrontare la complessità dei temi. Entro la fine delle settimana prossima saranno presentati e immagino anche approvati sia il dl sulla governance sia il dl sulle semplificazioni" entrambi previsti appunto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Gli aiuti del decreto Sostegni bis raggiungeranno 370 mila partite Iva in più

Quanto agli aiuti introdotti con il decreto Sostegni bis, i cosiddetti 'ristori' volendo usare un termine nato in epoca Conte, il premier Draghi ha spiegato che "per la prima volta accanto al criterio del fatturato si usa anche l'utile che è molto più giusto ma ovviamente ci vorrà più tempo, la seconda novità è l'arco temporale che ora abbraccia 370 mila nuove partite Iva che vengono incluse".

Una delle misure previste dal decreto Sostegni riguarda in modo specifico i giovani, e in particolare dovrebbe agevolarli nella conquista dell'indipendenza abitativa. "Per i giovani c'è un'ampia parte del decreto" ha spiegato l'ex presidente della BCE.

"In particolare la possibilità di comprare una casa: imposta di registro e mutuo sono state cancellate e questo vale per tutti i giovani, per i meno abbienti, con Isee credo fino a 40 mila euro, c'è anche la garanzia dello Stato sull'80%" del mutuo, ha spiegato ancora Mario Draghi, sottolineando che in questo modo sarà "più facile per tutti i giovani comprare casa e costruirsi una famiglia e dare quell'elemento di sicurezza che manca oggi".

Nel dl Sostegni bis 15,4 miliardi di euro a fondo perduto

Con il decreto Sostegni bis viene anche introdotto, per la prima volta, un "fondo per la ricerca di base" che "si chiamerà Fondo italiano per la scienza, con 50 milioni e 150 per ogni anno a venire. È un investimento molto significativo per richiamare giovani e meno giovani che sono andati via".

Quanto ai fondi stanziati con il nuovo decreto, viene precisato che solo per i ristori a fondo perduto vengono messi in campo 15,4 miliardi di euro. Più precisamente ci sono 8 miliardi di euro che vanno a coprire i costi dei ristori automatici sulla falsariga di quelli introdotti con il primo decreto Sostegni.

Ci sono poi i ristori cosiddetti alternativi, che emergono dal confronto del fatturato tra il periodo che va dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e il periodo dal 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020. In questo caso si parla di uno stanziamento di 3,4 miliardi di euro, mentre per i ristori "a conguaglio" calcolati sul risultato d'esercizio sono state stanziare risorse per 4 miliardi di euro.

Un altro intervento molto interessante contenuti nel decreto Sostegni bis riguarda la proroga del blocco dei licenziamenti. In realtà si tratta di una novità in quanto viene messa in campo una norma "anti licenziamenti" che è stata espressamente voluta dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, poi introdotta nel testo durante il Consiglio dei Ministri.

Ma quali sono le imprese che potranno accedere a questa proroga? Si trata delle aziende che chiedono la cassa integrazione Covid entro la fine del mese di giugno per le quali la proroga del blocco dei licenziamenti arriva fino al 28 agosto. A partire dal 1° luglio inoltre, stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore, "le aziende che utilizzano la cassa ordinaria non dovranno pagare le addizionali a condizione che non licenzino".

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